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“Unity in diversity”, a Palazzo Vecchio 60 sindaci da tutto il mondo Cronaca

Firenze – Sessanta sindaci di tutto il mondo si incontrano a Firenze, in Palazzo Vecchio, per mettere sul tavolo un tema che diventerà sempre più attuale nel futuro: la resilienza delle città rispetto alla catastrofi, naturale o causate dall’uomo, che le investono. L’appuntamento internazionale si è aperto questa mattina con il saluto del sindaco Dario Nardella e senza dubbio, ricorrendo il 50° anniversario dell’alluvione che devastò la città il 4 novembre 1966, la seconda edizione del summit sarà dedicata principalmente alle città che quotidianamente devono affrontare problematiche legate alla convivenza con i corsi d’acqua. Ma i grandi temi non si limitano a questo: cambiamento climatico, risorse energetiche, protezione del patrimonio culturale e naturale in pericolo, saranno i temi affrontati dai sindaci con esperti e relatori internazionali di alto profilo.

Ed è stato Nardella, oltre a sottolineare le capacità di Firenze di essere resiliente a devastazioni come la seconda guerra mondiale, all’alluvione di cui corre il 50esimo, agli attentati di mafia del 1993, a dichiarare apertamente che al “reislienza” ovvero la capacità di una comunità di “assorbire” e rilanciare mettendosi in piedi, non è solo una qualità innata, ma è anche il frutto della messa in atto di “strumenti, metodi e regole per essere una strategia di governo efficace”.

Del resto Firenze, nella sola area Unesco, vuol dire  “35 piazze monumentali, 42 musei, 30 università internazionali” oltre a un’accoglienza  che riguarda 15 milioni di turisti all’anno. Un Patrimonio dell’Umanità che avvisogna, per essere conservato, tutelato e valorizzato, di ” sviluppo sostenibile,  sicurezza,  politiche di integrazione sociale incentrate sul rispetto e il dialogo interculturale” vere e proprie  fondamenta per un processo virtuoso che da un lato tuteli la città, dall’altro permetta di mostrane il volto di “città accogliente e vivibile per tutti”.

 

 

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