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Università di Firenze e Siena: è tempo di statuti STAMP - Università

Per uno statuto che viene approvato, uno ne viene bocciato. Il peggio è che a bocciare lo statuto dell’Università di Firenze è stato il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) e che ad approvare lo statuto dell’Università di Siena è stato il Senato accademico, e non il Miur stesso che, dunque, avrà ancora una volta l’ultima parola. Lo statuto dell’Ateneo del capoluogo toscano era stato discusso ed approvato dal Senato accademico, ma il Miur, che lo ha analizzato, ha comunicato le sue osservazioni sul testo proposto dall’Università di Firenze. «Si tratta di un percorso del tutto naturale e fisiologico di reciproca dialettica tra Ministero ed Atenei», ha dichiarato il rettore fiorentino, Alberto Tesi, ricordando che le rimostranze di Roma si appuntano per lo più su questioni tecniche e dettagli (come la non eleggibilità dei membri del Consiglio di amministrazione, prevista dall’Università di Firenze come da altri 12 Atenei italiani). Adesso, ha spiegato ancora Tesi, le osservazioni del Ministero sono state messe a disposizione della Commissione Statuto dell’Università fiorentina, ma il disegno di riorganizzazione dell’Ateneo fiorentino non sarà messa in discussione da quanto viene fatto presente, pur correttamente, da Roma e lo Statuto fiorentino verrà pubblicato nei tempi previsti, così da poter dare vita anche ad un nuovo regolamento di Ateneo ed avviare la costituzione dei nuovi Dipartimenti che sostituiranno le attuali Facoltà. La costituzione dei Dipartimenti sarà centrale anche nello statuto dell’Università di Siena, che è stato approvato dal Senato accademico della città del Palio con il parere unanimemente positivo del Consiglio di amministrazione. Una prima versione dello statuto senese era stata approvata il 22 luglio, ma il Miur aveva inviato le sue osservazioni il 30 novembre e l’Ateneo ne ha dovuto tenere conto nella stesura della seconda forma approvata in questi giorni. L'adozione del nuovo Statuto, ha spiegato il rettore, Angelo Riccaboni, rappresenta un momento fondamentale per il rilancio dell’Università di Siena. Centralità dei Dipartimenti, attenzione alle pari opportunità e valorizzazione del legame con il territorio sono, ha spiegato ancora Riccaboni, le linee guida della carta costitutiva dell’Ateneo senese che verrà. Secondo il testo del nuovo statuto, infatti, nel Consiglio di amministrazione solo la componente studentesca sarà eletta con sistema rappresentativo, mentre tutte le altre componenti verranno designate mediante un sistema di candidature. Di questi giorni anche l’approvazione della programmazione finanziaria dell’Università di Siena per gli anni 2011-2020, che dovrebbe permettere di risanare gradualmente il disavanzo accumulato dall’Ateneo senese.

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