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Università e cucine, studenti e lavoratori in presidio Breaking news, Cronaca, Foto del giorno

Firenze – Manifestazioni nelle piazze cittadine, presidi con mascherine e distanze, mattinata impegnativa per Firenze. Almeno tre le manifestazioni odierne, autoconvocate e autogestite. Si va dagli studenti di medicina , che hanno dato vita, in Piazza Duomo a Firenze, a un flash mob di oltre un centinaio di studenti e specializzandi, per far sentire la propria voce, come tanti loro colleghi in tutta Italia, ai medici e operatori della sanità che protestano sotto la sede regionale contro i tagli alla sanità, agli studenti che hanno protestato davanti al Rettorato per chiedere una università riaperta in sicurezza fino, in piazza della Repubblica, al presidio-flash mob dei lavoratori in appalto delle cucine.

Si tratta di lavoratori adibiti alle cucine delle mense scolastiche, servizio da anni in appalto, lavoratori il cui status, già difficoltoso, è stato, come in molti altri casi, esasperato dall’emergenza sanitaria. Quasi cento persone che non sanno cosa succederà del loro futuro. Una storia già vista, purtroppo, in questi giorni e che, dicono i sindacati, si ripeterà purtroppo con frequenza.

La situazione di questi lavoratori è la seguente: la loro attività è svolta con la modalità del part-time verticale, vale a dire che lavorano ovviamente da settembre a giugno, seguendo l’attività scolastica. Il lavoro consiste sia nell’occuparsi di cucinare, sia nello sporzionamento del cibo. Da tre mesi sono in cassa integrazione. Una Cig che per molti di loro, quelli che lavorano dalle 3 alle 4 ore al giorno, si riduce a una miseria: 104 euro, ci segnala una lavoratrice. Ma non basta. Cosa succederà a settembre?….

In piazza, a dare solidarietà ai lavoratori, i consiglieri comunali Dmitrij Palagi di Spc e Alessandro Draghi di FdI. Presente a fianco dei lavoratori l’Unione Sindacale di Base.

Davanti al Rettorato in Piazza San Marco gli studenti hanno chiesta la riapertura delle aule in sicurezza per garantire il diritto allo studio a tutti. L’università “non è un esamificio” era scritto sui loro striscioni.  Gli studenti hanno messo alcune sagome davanti al portone del palazzo a indicare la dequalificazione dell’ateneo.

Infine, per quanto riguarda il flash mob dei medici specializzandi, il presidente Enrico Rossi ha incontrato una loro delegazione a Palazzo Strozzi-Sacrati. “Le vostre esigenze sono legittime e sono al vostro fianco”, ha detto Rossi, che ha preso l’impegno di organizzare un incontro, già la prossima settimana, con una loro rappresentanza per studiare alcune iniziative.

“Migliaia di medici andranno a breve in pensione e molte discipline non potranno essere esercitate senza un’adeguata programmazione della formazione dei giovani medici laureati. Il sistema sanitario rischia il collasso – ha sottolineato Rossi – la Toscana ha fatto tutto ciò che era possibile, più di chiunque altro. L’anno scorso abbiamo finanziato, con nostre risorse, la formazione di 132 medici, facendo salire a 804 i posti disponibili sul territorio regionale. Porterò all’attenzione della Conferenza delle Regioni la necessità urgente di un piano nazionale traordinario. Faremo tutto il possibile, anche se i corsi di specializzazione sono gestiti dalle Università, che dipendono dal Miur”.

 

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