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Università, elezioni “telematiche” fra ricorsi e contestazioni Cronaca

Firenze – Le elezioni universitarie, previste il 21 e 22 aprile, si preannunciano movimentate. Quest’anno per la prima volta saranno telematiche, con modalità più semplici di votazione (non ci sarà più un solo seggio in tutto l’Ateneo) e con l’obiettivo di aumentare la partecipazione dei ragazzi. L’Ateneo ha provveduto alla informatizzazione del sistema formando un gruppo di lavoro che tuttavia, a detta degli studenti, non coinvolgeva “esperti del settore“, e pertanto il processo è stato lento e lacunoso: “L’ignoranza dei membri del Gruppo di Lavoro – solo nella sua fase finale integrato da tecnici – ha portato nella ristrettezza dei tempi ad effettuare un solo collaudo e parziale, che non ha permesso di mettere il sistema alla prova di tutte le criticità a cui potesse essere esposto”.

I collettivi studenteschi, che hanno convocato una conferenza stampa stamani in rettorato, dichiarano che il collaudo finale è stato eseguito grazie al personale SIAF nonostante l’opposizione dello stesso gruppo di lavoro e del prorettore vicario prof. Poggi. Inoltre sono stati stupiti di come un progetto che dovrebbe ricevere fondi ministeriali “per 100 mila euro” sia stato portato avanti con tanta negligenza e ignoranza. Gli studenti hanno avanzato critiche in merito alla funzionalità delle procedure, ma tali critiche, esaminate dallo stesso gruppo di lavoro responsabile della informatizzazione, sono state respinte – tra l’altro “da giuristi e politologi assolutamente privi di conoscenze tecniche informatiche”.

Ma c’è di più.

Tre giorni dopo la chiusura regolamentare della presentazione delle liste, il prorettore Poggi ha indetto una proroga (dal 19 al 20 marzo) grazie alla quale alcune liste rimaste fuori hanno potuto aggiungere candidati: si parla di “Studenti per le Libertà, CSX e UDU”. Questo decreto, tuttavia, ha negato la possibilità di fare lo stesso alle liste presentate in tempo. Chiunque avesse voluto modificare le proprie liste non avrebbe potuto farlo, come invece è stato concesso ai “ritardatari”. Un trattamento impari che dagli studenti è stato considerato inaccettabile. Per questo, 36 delegati di lista nei giorni successivi hanno presentato due ricorsi (di sostanza e di forma) alla Commissione Elettorale Centrale che tuttavia è composta dagli stessi partecipanti al gruppo di lavoro. I ricorsi sono stati respinti. La commissione, secondo i collettivi, è andata essa stessa ” contro il regolamento elettorale, non ritenendo di dover entrare nel merito degli stessi presupposti che abbiamo contestato né di verificare se e quali malfunzionamenti fossero avvenuti”.

Le liste che si sono unite contro il “decreto Poggi” (Studenti di Sinistra, Filo da Torcere, Collettivo Laboratorio 15, Collettivo di Scienze, Collettivo Codice Rosso, Collettivo Ark, Collettivi Lettere e Filosofia e Nosmet) non si fanno fermare da un ricorso respinto. Chiederanno chiarimenti e proseguiranno su questa strada.

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