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Vaccini anche agli autisti scolastici, passa risoluzione in consiglio comunale Breaking news, Cronaca

Frenze – Passa con il voto all’unanimità del consiglio comunale la risoluzione del consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Roberto De Blasi che riguarda le vaccinazioni per i lavoratori che svolgono la loro attività in ambito scolastico, qualsiasi sia la loro condizione lavorativa per quanto riguarda il contratto;  vale a dire, anche se dipendono da cooperative o altri soggetti esterni, caso molto esteso viste le modalità adottate dall’amministraizone comunale per i servizi, sempre più spesso in appalto. Per capire cosa significa esattamente, è utile ricordare che la risoluzione del capogruppo dei pentastellati è stata lanciata dalla vicenda, messa in luce dagli esponenti comunali dei Cobas, degli autisti dei bus scolastici. Infatti, nonostante gli autisti degli autobus scolastici siano, come è inconfutabile, a stretto contatto con gli alunni, non sono inclusi nel personale scolastico che ha priorità nelle vaccinazioni.

Su questa “svista” come l’ha chiamata in consiglio comunale il proponente Roberto De Blasi, pone il dito la risoluzione passata all’unanimità dopo un lungo e complicato dibattito nell’assemblea odierna. La risoluzione, dopo gli interventi in aula, è stata emendata dallo stesso De Blasi  includendo in generale le categorie di lavoratori esposti al rischio di contagio e propagazione del virus Covid-19 per le scuole.

In realtà, il problema è ben spiegato proprio dal caso degli autisti scolastici. Infatti, nonostante siano indubbiamente figure professionali che svolgono la loro funzione al servizio del mondo scolastico, essendo inquadrati come “operatori autisti” o come “addetti a servizi tecnici” non rientrano nella campagna di vaccinazioni.  Gli addetti delle aziende o società private cui le amministrazioni affidano o appaltano parte o interamente i servizi sono inquadrati nella miriade di tipologie contrattuali applicate, ma certamente, non come operatori scolastici. La questione riguarda, come si legge nella risoluzione, “circa 500 addetti in ambito regionale e che solo nel comune di Firenze circa 55 risorse sarebbero interessate: 32 autisti dipendenti comunali e il resto dipendenti di società appaltatrici, un numero che non metterebbe in crisi il programma vaccinale ma che, nello stesso tempo, tutelerebbe la salute di migliaia di alunni trasportati e relative famiglie”.

Inoltre, nella risoluzione approvata oggi, si mettono in luce anche alcuni profili di limiti di sicurezza del trasporto pubblico che riguardano “la conformazione degli scuolabus, a differenza dei mezzi di trasporto pubblico, non è possibile ricavare cellule protettive, come per esempio si è fatto sui mezzi ATAF, trattandosi di automezzi il cui spazio interno è di pochi metri cubi, la cui aria si satura subito con la presenza di venti o più bambini più autista ed accompagnatore, specialmente nel periodo invernale nel quale è impossibile tenere aperti finestrini per il ricambio dell’aria, esiste un’unica porta nella parte anteriore, quindi nelle operazioni di discesa e salita i bambini passano a pochi centimetri dall’autista, senza considerare il fatto che i bambini sotto i sei anni sono esentati dall’obbligo della mascherina, così come gli alunni disabili di qualsiasi età”.

La risoluzione impegna sindaco e giunta “a rivolgere richiesta alle autorità sanitarie competenti regionali e nazionali di inserimento di tutte le categorie di lavoratori dipendenti di società o cooperative che forniscono servizi in appalto, che svolgono prestazione professionale attiva negli ambiti già individuati dalle autorità competenti scolastico della categoria autisti addetti al servizio scuolabus, all’interno della macrocategoria dedicata  “personale scolastico docente e non docente” inserita nel programma vaccinale della fase 2”.
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