energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Vaccini, animalisti contro il progetto regionale Innovazione

“Aderiamo con convinzione alla manifestazione che le associazioni animaliste hanno organizzato presso la Presidenza della Regione Toscana, per contestare il progetto Faiv, proposto da Novartis, per realizzare vaccini destinati ai Paesi in via di Sviluppo, utilizzando cavie animali (scimmie)", hanno  annunciato il Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia e Libertà Mauro Romanelli e quello Comunale Tommaso Grassi.
Che cos'è il Faiv? E' uno dei progetti leader, lanciati dall'azienda Novartis che si pone come  obiettivo il miglioramento della salute “dei più vulnerabili”, stante alle parole del gruppo farmaceutico, realizzando una gamma di vaccini, studiati per contrastare alcune delle patologie più gravi presenti nei Paesi del Terzo e Quarto Mondo.

La Regione Toscana ha scelto di finanziare, con 23 milioni di euro in in 5 anni, ovvero con 4,6 milioni di euro l’anno dal 2012 al 2016, la ricerca di vaccini innovativi per prevenire le malattie infettive che maggiormente affliggono in particolare i paesi in via di sviluppo” , emerge dalle dichiarazioni di Enrico Rossi, presidente della regione toscana.
Affermazione che suona irreale, se si guarda al panorama sanitario nazionale e regionale, in cui vengono tagliati posti letto, non vengono pagati gli stipendi di medici ed infermieri di tante Aziende Sanitarie Locali toscane, mentre viene bloccato l'acquisto dei farmaci anche per i pazienti più gravi.

Elisa Bacherini, segretaria della Lida Firenze, mente organizzatrice del presidio del movimento, ha espresso un secco rifiuto all'erogazione di questi fondi da parte della regione a Novartis, perché accanto alla critica valutazione sull'opportunità di investire  in un momento in cui la sanità pubblica è in crisi anche solo nell'assolvere ai servizi più essenziali per i cittadini, si vanno a porre ingenti fondi in un progetto, che mette in atto pratiche di inaudita violenza sugli animali, legittimandole indirettamente. 
''Nella struttura si utilizzerebbero cavie animali e si praticherebbe la vivisezione'', spiega la Bacherini ed aggiunge “il fine del centro di ricerca che Novartis vorrebbe realizzare sarebbe anche valido, ma non e' tollerabile che si continui ad ammazzare e far soffrire animali per la ricerca cosmetica e medica: soprattutto se a tal fine vengono usati soldi dei contribuenti, come in questo caso.''

La segretaria della Lega italiana per la difesa degli animali spinge la Regione a riflettere sulla posizione presa, che potrebbe contravvenire alla reale volontà della popolazione toscana ed esorta a rivedere l'approvazione del progetto, inserendo al suo interno la clausola di una valutazione più oculata dei metodi utilizzati dall'azienda farmaceutica nella realizzazione di tali medicinali.
Intanto, Mauro Romanelli, consigliere del SEL in Regione fa sapere di aver discusso nella giornata di ieri con l'assessore regionale alla salute Luigi Marroni a proposito del progetto Novartis: ''Mi ha rassicurato che per ora il sostegno economico non ci sara', perche' i soldi semplicemente, non ci sono''.
Niente trapela, tuttavia, circa il cambiamento di rotta nei metodi per la sperimentazione dei vaccini di Novartis, che allo stato attuale prevede, infatti, l'utilizzo di un numero imprecisato di cavie animali.
L’associazione LIDA Firenze, promotrice del presidio aveva da tempo fissato grazie al lavoro di Stefania Sarsini, ex consigliera LIDA Firenze, l'incontro previsto per ieri fra il presidente Enrico Rossi e il direttore dell’Antidote Europe, prof. André Ménache, al fine di illustrare a  Rossi i metodi sostitutivi alla sperimentazione animale, che già esistono, spronandolo ad esortare Novartis ad abbracciare questa nuova scienza, più etica e senza crudeltà.

Durante il presidio sono stati diffusi volantini contro la sperimentazione animale e raccolte le firme per l’iniziativa popolare STOP VIVISECTION, promossa appunto da LIDA Firenze.
I metodi sostitutivi non prevedono un costo molto elevato e sono una metodologia scientifica che prevede un investimento iniziale, ma di lunga durata. Questi, oltre a risparmiare la vita a migliaia di animali, permetterebbe alla Regione di farsi portavoce e leader nella ricerca di strumenti innovativi, generando insieme agli enti di ricerca ed alle università, numerosi nuovi posti di lavoro, come l'interesse di investitori internazionali.

Al momento, invece, esiste soltanto il master in Vaccinologia e Sviluppo Clinico promosso dall’ateneo senese in collaborazione con Novartis Vaccines and Diagnostics, nato nel 2009 ed è ormai giunto oggi al termine della sua seconda edizione al fine di creare un pool di medici esperti in grado di ritornare nei Paesi di appartenenza come “ambasciatori” delle più moderne tecniche in ambito di sviluppo vaccinale.

L'integrazione di nuove pratiche con la tecnologia avanzata delle case farmaceutiche sotto la supervisione etica della Regione Toscana, sarebbe auspicabile. In questo caso il finanziamento pubblico andrebbe a promuovere progetti importanti per la salute dell'uomo, senza tuttavia, doversi sporcare le mani con le celate pratiche della vivisezione ad oggi ancora troppo diffuse all'interno dei laboratori delle case produttrici di farmaci.

Occorre un cambiamento culturale per riuscire a prediligere pratiche innovative nel settore farmaceutico.
La vivisezione dilaga in un contesto dove si pensa più al profitto che all'eticità delle regole in campo.
Oggi in un panorama internazionale in cui la parola d'ordine è diventata “prodotto a basso costo” si assiste ad una deregulation nelle procedure, con un abbassamento della qualità nel prodotto finale ed un sostanziale sfruttamento delle risorse, in questo caso il facile reperimento delle cavie animali, in zone geografiche con un elevato livello di povertà.

A tal proposito si ricorda, come Novartis sia  impegnata da 6 anni in un processo contro il governo indiano per tutelare i giganteschi profitti da brevetti farmaucetici ed impedire la produzione su vasta scala di farmaci anti-retrovirali e antitumorali a basso costo.

Che la Regione Toscana possa fare un passo volto a promuovere un cambiamento epocale in tal senso?

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »