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Val Tiberina, Carabinieri mettono fine allo spaccio di droga fra cui la “wax” Cronaca

Arezzo – Operazione antidroga in grande stile per i carabinieri di Sansepolcro, che stamattina hanno fatto scattare le manette ai polsi di 4 persone, stroncando così un grande giro di spaccio. Le indagini complessivamente hanno portato all’arresto in flagranza di dieci persone per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, alla segnalazione di trenta consumatori alle competenti Prefetture e al sequestro di circa 1 chilogrammo di sostanze stupefacenti di vario tipo, oltre al seuqestro, per la prima volta della droga sintetica denominata “wax”, colla.

Le indagini sono partite dalle dichiarazioni che, nel novembre 2013, furono fatte dalla madre di un giovane consumatore di Sansepolcro. Infatti il ragazzo aveva più volte acquistato, dalla fine del 2012, hashish, marijuana e cocaina per uso personale, tanto che il comportamento del ragazzo aveva finito per incidere anche sullo stato economico della famiglia.

Questo fu l’avvio delle indagini condotte dai carabinieri della tenenza di Sansepolcro che oggi hanno portato all’arresto di quattro “pusher” accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Le manette sono scattate stamattina a seguito dell’ordinanza del gip del tribunale d’Arezzo Giorgio Ponticelli, a seguito della richiesta del sostituto procuratore Marco Dioni.

I carabinieri (era il 2013) si misero subito sulle tracce dello spacciatore che la madre del ragazzo, disperata, aveva descritto, riuscendo, dopo lunghe e accurate indagini, a raccogliere elementi tali da consentire l’arresto, avvenuto questa mattin, di un uomo di oltre trent’anni indicato come uno dei maggiori pusher dell’area. Un altro trentenne è stato posto agli arresti domiciliari, mentre l’arresto è scattato anche per altre due persone: una donna anch’essa sopra i trent’anni per la quale è stato disposto obbligo di dimora nella propria abitazione in orario notturno oltre all’obbligo di presentazione alla polizia, e un uomo di trentanove anni che custodiva in casa, oltre a mezzo chilo di hashish, un bilancino di precisione. Gli arrestati sono tutti di Anghiari.

L’indagine si era concretizzata in attività tecniche di intercettazione, telefonica e ambientale, e in servizi di osservazione, controllo e pedinamento, si era svolta fino al giugno 2014. L’attività dei carabinieri aveva permesso di ricostruire la struttura e il modus operandi dei soggetti dediti al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, radicata nella Valtiberina Toscana e nell’hinterland perugino.

Un punto importante che emergeva dall’indagine svolta, era l’importanza per il consumo di droga di Perugia, che rmane, secondo quanto ricostruito, “il centro preferito dai consumatori di Umbria, Toscana, Marche e Lazio per rifornirsi di droga, dove lo spaccio delle sostanze stupefacenti nel capoluogo umbro è prerogativa pressoché esclusiva dei tunisini”.

Del resto, come spiega la nota dei Carabinieri, molti fra i soggetti che prendono parte al mercato della droga “sono essi stessi tossicodipendenti: piccoli spacciatori che si prendono i ruoli più visibili e rischiosi nella catena della fornitura e della distribuzione e che, a differenza di quelli appartenenti alle organizzazioni del narcotraffico, non hanno una storia di criminalità continua e violenta ma si impiegano nel traffico di droga principalmente per procurarsi i soldi necessari per la propria tossicodipendenza”. L’operazione denominata “One Hundred Forty – Seven”, secondo il nome in codice utilizzato dagli acquirenti per il principale spacciatore, ha portato complessivamente a 10 arresti in flagranza per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, mentre sono stati sequestrati circa 1000 grammi di sostanze stupefacenti di vario tipo (cocaina, eroina, hashish, marijuana e “wax”).

Così, per la prima volta, nelle mani dei militari è rimasta la “wax”(dall’anglosassone colla). Si presenta come una sostanza resinosa di colore giallastro, contenente principalmente il principio attivo puro THC estratto dalla “marijuana” con la tecnica del BHO (Butane Hash Oil), utilizzando come solvente il gas butano che, portando ad elevate temperature la sostanza, consente di estrarne il solo principio attivo . Da sottolineare il fatto che il principio attivo puro estratto ha normalmente uso medico, grazie, come spiegano i militari, “all’elevata concentrazione di principio attivo e alle diverse maniere di assimilazione possibili: ottimo nella terapia del dolore, patologie del sonno e terapia post-chemioterapia. Per uso alimentare, mescolato a cibo e bevande, è indicato per patologie relazionate al fumo”.

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