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Valanga di voti per Matteo Biffoni, nuovo presidente Anci Toscana Politica

Firenze – Con una stragrande maggioranza di voti il sindaco di Prato Matteo Biffoni è stato eletto, stamattina, nuovo presidente di Anci Toscana. L’assemblea straordinaria dell’associazione si è tenuta stamani  all’Auditorium di Santa Apollonia a Firenze. Questi i numeri: 128 votanti, 4 astenuti e nessun contrario.

Biffoni, pratese, 41 anni, avvocato, ha vissuto sin da giovanissimo la politica e l’impegno sociale. Consigliere comunale dal 2004, nel 2012 ha vinto le primarie ed è stato eletto alla Camera. Poi la canditatura a sindaco di Prato, le dimissioni da parlamentare e l’elezione al primo turno a sindaco di Prato il 28 maggio 2014.  E’ appassionato di musica e  tifoso dell’Ac Prato.

Prima del voto, sono intervenuti la presidente uscente Sara Biagiotti, che ha ricordato il lavoro fatto nell’anno della sua presidenza e ringraziato sindaci e collaboratori; il sindaco di Firenze Dario Nardella, che ha sottolienato le tre principali  sfide per i Comuni, ovvero immigrazione, infrastrutture e servizi; l’assessore regionale Vittorio Bugli, il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, il vicepresindente vicario di Anci Toscana Sergio Chienni, il presidente dei Uncem Oreste Giurlani. Ha chiuso gli interrventi il vicepresidente Anci Toscana Filippo Nogarin, che ha ribadito come la candidatura di Biffoni sia stata condivisa da tutto il direttivo.

Prendendo la parola, in un lungo discorso, il neo presidente ha messo in chiaro quali saranno i punti prioritari della sua azione: dalla rappresentanza della voce dei sindaci toscani in tutti gli appuntamenti istituzionali, alla constatazione del ruolo di “sentinella avanzata” del sindaco sul territorio, il cui ruolo è sempre più importante. “A ciascuno di noi, a ciascuno di voi, ogni giorno un cittadino chiede di intervenire sui temi del sociale, della salute, della scuola, della sicurezza – ha detto Biffoni –  Le difficoltà delle famiglie che non riescono a far fronte alle spese quotidiane, che si sentono pressate dalla tassazione comunale, che chiedono servizi, sono il pensiero costante per ciascun amministratore. Così come lo sono le sfide dello sviluppo economico e della crescita delle nostre imprese, i dati sul lavoro e loccupazione, ma anche la gestione dei territori, la garanzia dei servizi, a cominciare da quelli socio sanitari, il potenziamento infrastrutturale o il rispetto dellequilibrio ambientale, e in particolare della tutela idrogeologica”.

Fra i punti toccati, le trasformazioni istituzionali, con il ruolo dei Comuni destinato ad aumentare di rilievo, che comporta il ricadere sui sindaci delle politiche e decisioni di Regione, Parlamento e Governo. “Per questo è necessario che i Comuni siano interlocutori privilegiati con le istituzioni e che facciano fronte comune nel rappresentare le istanze dei territori”. Un punto su cui si sofferma, questo dell’unità del fronte “Comuni”, il neo presidente. “Solo con una rappresentanza solida come quella di Anci – dice – tutti i sindaci possono far sentire la propria voce. E’ in questo quadro che la provocazione dei sindaci leghisti di uscire dallAnci appare inaccettabile, dettata dallegoismo di qualcuno che per cercare qualche voto perde e fa perdere la possibilità di far valere la forza dellunità dei Comuni”. 

 

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