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Variante urbanistica, sì del consiglio, verso il nuovo stadio alla Mercafir Breaking news, Cronaca

Firenze – “Percorso facile? No”. E’ decisa la risposta dell’assessora Cecilia Del Re alle obiezioni delle opposizioni. Decisa e recisa, perché quello che oggi con 22 sì, 7 no e 3 astenuti passa in consiglio comunale, il terzo consiglio comunale sul tema, è la “svolta” o almeno così la pensa la maggioranza, per quanto riguarda la sorte della realizzazione dello stadio nell’area Mercafir, compreso il nuovo progetto per il centro alimentare polivalente.

Tirando le fila, il Consiglio comunale oggi 25 novembre ha acceso il semaforo verde alla variante semplificata per la realizzazione del nuovo stadio e del nuovo mercato ortofrutticolo nell’area Mercafir. La variante è stata adottata a 20 giorni dall’adozione in giunta e in prima battuta, si specifica che non muta la destinazione dell’area. “Nel Ruc vigente, infatti, è già prevista in quell’area la realizzazione del nuovo Cap e del nuovo stadio, ma muta alcune condizioni per la loro realizzazione. Grazie al procedimento semplificato – ha spiegato l’assessora – sarà possibile ridurre i tempi della procedura, dimezzando i termini per le osservazioni che saranno di 30 giorni anziché 60”.

Così, la variante adottata oggi specifica quattro punti: l’aspetto patrimoniale dello stadio, la modalità attuativa del comparto nord, l’attribuzione della capacità edificatoria e delle relative destinazioni d’uso a ciascun comparto e le condizioni di accessibilità dell’area: tutti aspetti che precisano il contenuto della previsione vigente senza alterarlo né in termini di localizzazione né di dimensioni.

Il primo punto riguarda la condizione patrimoniale dello stadio. Nella previsione 2012/2015 lo stadio era inteso come opera pubblica realizzata dal privato attraverso la finanza di progetto: dopo la durata della concessione sarebbe quindi tornato nella disponibilità del Comune. Oggi l’ipotesi di realizzare uno stadio di proprietà privata (seppure di interesse pubblico, mantenendo inalterata la dimensione delle strutture private) è considerata la soluzione migliore per accelerare i tempi di realizzazione e non impegnare risorse dell’Amministrazione nella futura manutenzione dell’impianto. La variante tratta quindi questo aspetto inserendo nelle previsioni per il comparto sud la possibilità che l’impianto sportivo possa essere realizzato e mantenuto da operatore privato su terreno acquisito in proprietà.

Il secondo punto riguarda la modalità di riorganizzazione della Mercafir prevedendo che lo spostamento e la riorganizzazione dell’area mercatale (comparto nord) siano “condizione necessaria per permettere l’avvio dell’esecuzione dello stadio”: per garantire la dismissione e demolizione dei capannoni attualmente presenti sull’area che sarà occupata dallo stadio, mantenendo al tempo stesso attive le attività che si svolgono, si procederà con l’approvazione di un progetto di opera pubblica, anziché del piano di recupero oggi previsto nella scheda norma. Si ritiene infatti che la proprietà pubblica dell’area, l’autonomia funzionale e infrastrutturale, l’unitarietà delle attività che si svolgono nel comparto nord, siano elementi che non richiedano un ulteriore livello di progettazione urbanistica oltre al progetto di opera pubblica, sufficiente a garantire il corretto insediamento del comparto agro-alimentare. Ciò permetterà in tempi relativamente brevi di avviare le demolizioni, l’organizzazione logistica transitoria e la ricostruzione per stralci.

Il terzo punto riguarda la necessità di ridefinire la suddivisione fra comparto nord e sud della superficie utile lorda per destinazione d’uso. Nel dettaglio, la nuova scheda prevede: per il comparto nord (Cap) una superficie di 30mila mq per l’insediamento del servizio mercatale; industriale e artigianale comprensiva delle attività commerciali all’ingrosso e depositi 28.500 mq; commerciale relativa alle medie strutture di vendita 3mila mq; direzionale comprensiva delle attività private di servizio 4mila mq. Per il comparto sud la realizzazione dello stadio; destinazione commerciale relativa alle medie strutture di vendita 18.300 mq; direzionale comprensiva delle attività private di servizio 8mila mq; turistico-ricettiva 4.200 mq. A ciascun comparto si applica la flessibilità del 20% della Sul complessiva.

Il quarto punto della variante riguarda invece aspetti specifici indicati come condizione non più della realizzazione ma della messa in esercizio del nuovo stadio: si prevede infatti che la messa in esercizio dello stadio sia subordinata all’esecuzione delle opere infrastrutturali relative allo svincolo di Peretola e alla fermata Peretola del servizio ferroviario metropolitano.

Gli interessati potranno presentare osservazioni entro 30 giorni dalla pubblicazione della variante sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana.

Passata la variante, strascichi polemici ce ne sono. Ad esempio, da parte del gruppo consigliare SPC, a causa di due ordini del giorno cui la maggioranza ha votato contro, e che invitavano l’Amministrazione “a promuovere un progetto chiaro per lo stadio Artemio Franchi in contemporanea con la realizzazione del nuovo stadio nella zona di Novoli” e, con un invito rivolto al sindaco, “a promuovere in Città Metropolitana un confronto sul tema dello stadio della ACF Fiorentina”. Ed è proprio sulla ridestinazione del “vecchio” stadio Franchi che punta l’opposizione di Fratelli d’Italia, il cui capogruppo Alessandro Draghi dichiara di aver presentato alcuni atti alla discussione odierna “affinché (il Franchi) non diventi l’ennesima cattedrale nel deserto e una raccomandazione a valutare l’impatto sul traffico del nuovo stadio in zona Novoli; l’area della Mercafir sarà in grado di sopportare le partite serali di campionato e mi auguro di coppa?”.

Alla preoccupazione circa la sorte dell’Artemio Franchi dà risposta la vicepresidente del consiglio comunale: “A Campo di Marte – precisa  Maria Federica Giuliani – la cittadella dello sport deve rimanere viva e trovare nuove funzioni, fermo restando che è già stato deliberato anche l’ampliamento dei campini per gli allenamenti. Nuove opportunità per la città e tutela dei residenti che devono essere al centro del lavoro dell’amministrazione, sia durante gli eventi sportivi che quelli culturali”.

Passano invece due ordini del giorno che vedono primi firmatari due consiglieri del Pd: il consigliere comunale e presidente della commissione Urbanistica Renzo Pampaloni e la consigliera comunale Pd Francesca Calì. Gli impegni a cui invitano l’amministrazione comunale mirano a mantenere e valorizzare le attuali strutture pubbliche sportive e culturali presenti nell’area Mercafir, approfondire le scelte infrastrutturali connesse con la realizzazione del comparto per garantire il mantenimento e auspicabilmente il miglioramento della mobilità della zona circostante. Avvalersi di contributi di idee o progettuali di livello nazionale e internazionale nella definizione delle nuove funzioni dello stadio Artemio Franchi; attivarsi nei confronti del Ministero della Cultura (MIBACT) affinché siano individuate le risorse perla la manutenzione e il restauro; predisporre nuovi provvedimenti per migliorare la mobilità nell’area soprattutto in concomitanza di eventi.

 

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