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Vecchia Provincia: bilancio sano, Mondeggi non si vende Politica

Firenze – Ci vuole molta professionalità per fare il commissario liquidatore, quello che chiude il “bad” e lascia lo spazio al “good”,  categorie imposte dai tempi e dalle nuove visioni riformiste.  Andrea Barducci, ultimo presidente della Provincia di Firenze, ha fatto sicuramente un buon lavoro. A  Dario Nardella, vincente presidente della nuovissima Città metropolitana manderà un rapporto di missione compiuta, nel quale scriverà alcune buone notizie: bilancio in equilibrio, debito ridotto dai 180 milioni del 2009 a circa 20 milioni del 2014, spesa per il personale ridotta del 24 %, pagamenti delle fatture a 34 giorni e, musica per le orecchie di Nardella, pressione fiscale effettiva più bassa d’Italia, soprattutto quella che pesa sulle imprese. “Non ci sarà neppure bisogno di vendere la tenuta di Mondeggi Lappeggi  e la consegneremo a  Nardella perché decida cosa fare per rilanciarla”, ha detto Barducci per la soddisfazione di tutto coloro che si oppongono alle vendita e hanno gioito dopo che l’asta è andata deserta.

L’ex inquilino  di Palazzo Medici Riccardi ha anticipato il contenuto del suo rapporto in una conferenza stampa disertata dai giornalisti, che preferiscono parlare di chi ha futuro, non di chi chiude un’esperienza. Ma Barducci merita attenzione, così come meriterebbe più attenzione tutta questa fase di passaggio alle nuove province perché il fatto che finora non si sia dimostrata troppa creatività per disegnare i nuovi enti dipende anche dal grado di interesse dell’opinione pubblica.

Le Province sono tornate protagoniste in questi giorni solo grazie al fatto che la Legge di stabilità chiede loro un altro miliardo per la manovra da 36 miliardi che dovrebbe contribuire alla crescita. “Lasciatemi esprimere la mia preoccupazione per il nuovo pesante intervento sul sistema degli enti locali, fra i quali le Province continuano a gestire competenze importanti, seppure più ristrette”, ha lamentato Barducci che fino alla fine dell’anno terrà fede al mandato dell’ultimo che spegne la luce.

Il Sindaco di Firenze, in ogni caso, si troverà avvantaggiato, perché i margini di aumento della tassazione per coprire i tagli sono per lui molto più ampi rispetto ai colleghi: “Consegniamo alla Città metropolitana buone opportunità sul piano fiscale per mettere in campo strategie nuove”.  I dettagli li ha forniti l’assessore al Bilancio Tiziano Lepri: “Abbiamo messo al minimo la tassa sulla Rca Auto: 10,5% contro il 16% adottato da quasi tutte le altre Province. Ciò significa che, in teoria, i futuri amministratori avrebbero un margine per un eventuale aumento del 50% pari a un gettito di altri 20 milioni”. Quasi la somma di 25 milioni che la Provincia si appresta a versare con una motivazione burocratica ironicamente soft:  “contributo all’erario”.

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