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“Stati di veglia” di Beatrice Bartolozzi Notizie dalla toscana

Firenze – L’opera relazionale di Beatrice Bartolozzi, Stati di Veglia, a cura di Silvia Petronici, si svolgerà in sette tappe partendo dal comune di Dicomano nel Mugello l’11 di luglio, fino ad arrivare a Firenze, alla Sala Vetrata delle Murate il 25 luglio.

Si tratta di sette azioni partecipate organizzate nella forma della veglia in luoghi privati e pubblici (aie, cortili e piazze) che toccheranno le frazioni e i comuni in un percorso dal Mugello alla Val di Sieve fino al punto di arrivo nella zona del mercato di Sant’Ambrogio a Firenze. Le storie narrate in questo progetto intrecciano le vicende di Gigi, nonno dell’artista, e dei suoi viaggi da Dicomano alla città, con quelle delle comunità con cui veniva a contatto e con cui l’artista riapre una nuova narrazione.

Beatrice Bartolozzi sceglie la veglia come teatro della narrazione e il ricamo come gesto narrante. In ognuna delle veglie di questo progetto sarà ricamata una storia sulla tovaglia che ornerà la tavola per il pasto comune dell’ultima veglia a Firenze, nel punto di arrivo di questo tracciato sentimentale.

Nell’ottica dell’opera partecipata questo progetto si pone come piattaforma di scambio usando poeticamente la forma relazionale della veglia. Il percorso tracciato dall’artista ricostruisce in sette tappe/momenti/situazioni una geografia sentimentale intrecciando memoria personale e memoria collettiva in una trama di racconti e luoghi.

Andare a veglia – nella campagna toscana (e non solo) fino all’incirca agli anni ’40 del secolo scorso – significava cogliere preziose occasioni di scambio, innamorarsi, condividere la fatica di un lavoro, fare conversazione, raccogliere le idee: far parte, insieme agli alberi e alle pietre, di un luogo, del suo tempo, delle sue storie.

Ogni tappa di questo percorso sarà una veglia, qui il pubblico sarà invitato a partecipare ad azioni e situazioni ogni volta diverse, emerse come risultato dell’incontro tra l’artista e quel luogo e quella comunità nei momenti che hanno preceduto la veglia, durante i mesi di ricerca impiegati per costruire il progetto.

L’opera nel suo complesso è un dispositivo relazionale, un sistema costruito allo scopo di provocare incontri collettivi e processi generativi.

Le famiglie e le comunità che ospiteranno le veglie apriranno le aie, i cortili e le piazze ad una condivisione attiva. Le azioni saranno utili, le scelte condivise. La veglia pertanto, come oggetto estetico di questo progetto, sarà un dispositivo per pratiche generative e riattivazione di memoria.

Il contesto simbolico del progetto è il valore della narrazione: l’identità personale e collettiva intese come risultato costantemente mediato dal racconto. Mantenere in vita, con nuovi contenuti, il racconto del passato, aumenta il nostro grado di coscienza del presente. Ci tiene svegli. L’allusione del titolo è un invito ad investire questa procedura di scambio del valore gnoseologico che merita. Prendersi cura delle storie, le proprie e quelle di tutti e continuare a narrare, significa costruire una geografia reale di luoghi e situazioni, una rete di connessioni tra nomi, cognomi e sentimenti di inestimabile valore. (Silvia Petronici)

Info:
Beatrice Bartolozzi // www.beatrice-bartolozzi.it // beatricebartolozzi@gmail.com // 339 8634755
statidiveglia.tumblr.com // www.facebook.com/events/1580751112151556

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