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Vendemmia precoce, ottime aspettative Economia

Firenze – Se non ci saranno sconvolgimenti, se il tempo sarà clemente, se le prossime piogge non saranno disastrose … sono molti i se con cui deve fare i conti la campagna e in particolare la campagna toscana, in cui questa vendemmia precoce (per alcune qualità di uva siamo già a un mese dalla vendemmia), la più precoce dopo quella storica del 2003 che concludeva un anno di eccezionale siccità, si prospetta qualitativamente molto buona.

Tutto ciò nonostante la Toscana sia una delle poche regioni (forse l’unica) in cui la produzione è diminuita rispetto allo scorso anno, -5%. In controtendenza dunque con il valore medio nazionale che invece vede un aumento di produzione stimato dal 5 al 10 per cento rispetto ai valori minimi del 2014.

I dati sono quelli di Coldiretti, che ricorda come la vendemmia attivi “un motore economico che genera quasi 9,5 miliardi di fatturato solo dalla vendita del vino e che da occupazione a 1,25 milioni di persone”. E se i “se” di cui parlavamo all’inizio verranno tutti soddisfatti, c’è da sperare di segnare l’annata 2015 fra le grandi annate anche per quanto riguarda la qualità, complice il caldo, le piogge, di nuovo il caldo.

Una manna per l’Italia, dal momento che il settore del vino ha fatto segnare un valore record nelle esportazioni con un incremento del 6 per cento, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat relative ai primi 5 mesi del 2015. E dunque, anche se come sottolineato tutto è veramente “sulle ginocchia di Giove” e l’andamento meteo di settembre sarà decisivo, la produzione annuale prevista oscilla tra i 44 ed i 46 ettolitri al litro stimati da Assoenologi con una indicazione a livello regionale di aumenti dal 5 al 10 per cento per Emilia Romagna, Veneto e Piemonte, Valle d’Aosta, Sicilia, Liguria, Friuli, Marche, Molise, Basilicata e Calabria, incrementi superiori al 10 per cento per Lazio, Umbria, Trentino Alto Adige, Puglia, Campania, sostanziale stabilità in Lombardia e il calo del 5 per cento della Toscana.

Se la vendemmia in Italia è partita ormai da un mese, ecco la tabella delle uve raccolte: partita con le uve pinot e chardonnay, proseguirà a settembre ed ottobre con la raccolta delle grandi uve rosse autoctone Sangiovese, Montepulciano, Nebbiolo e che si concluderà addirittura a novembre con le uve di Aglianico e Nebbiolo e Nerello.

Coldiretti rassicura anche sullo stato fitosanitario dei vigneti, molto buono in tutta Italia, “con assenza di situazioni di criticità e la qualità attesa è ottima”. Se tutto procederà come si spera, si prevede, dice Coldiretti, “che la produzione Made in Italy sarà destinata per oltre il 40 per cento ai 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc) e ai 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), il 30 per cento ai 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 per cento a vini da tavola”. 

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