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Venerdì 5 giugno, la scuola si ferma: sciopero scrutini e fiaccolate Società

Firenze – Mobilitazione imponente per sbarrare il passo al disegno di legge conosciuto come “La buona scuola”. Domani, sciopero degli scrutini e fiaccolate in tutti i capoluoghi: così i sindacati della scuola danno corpo alla grande mobilitazione che ha come fine “il ritiro o la modifica sostanziale” del ddl.

La mobilitazione, firmata da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams mette in luce alcuni punti che le organizzazioni sindacali ritengono decisive. “Perché siamo contrari? Perché dentro a quel DDL ci sono provvedimenti sbagliati che richiederebbero una discussione più approfondita, che valuti le conseguenze sull’intero sistema. Una legge approvata magari entro giugno, come potrà entrare in funzione il primo di settembre con la situazione che abbiamo nelle nostre scuole?” è l’obiezione di “metodo”.

 A fronte, il quadro della scuola in Toscana come è stato illustrato dagli stessi sindacati, non consente certo di stare tranquilli. A Firenze risultano in esubero 60 docenti di scuola secondaria di secondo grado a causa dell’accorpamento di 30 classi dalla prima alla quinta. All’Istituto Saffi di Firenze mancano 4 classi per 100 alunni. Al Liceo Artistico Alberti di Firenze occorrono nuovi locali per accogliere nuove richieste, che nessuno è in grado di garantire Ci sono richieste di nuovi indirizzi musicali a livello di scuola media che non vengono accolte in tutte le province. Aumenta la richiesta di tempo pieno. C’è la necessità di coprire tutte le richieste sulle liste di attesa della scuola dell’infanzia, a partire dalle oltre 100 sezioni Pegaso pagate dalla Regione, a tutte le sezioni dell’infanzia comunali che devono essere statalizzate, se l’Ente Locale non è più in grado di garantire. C’è il caso del Comune di Firenze: si cambia la qualità della scuola senza chiedere allo Stato ciò che serve (64 insegnanti in pensione e non c’è richiesta aggiuntiva di statalizzare sezioni). Si rileva la questione dell’organico del Convitto Coreutico di Arezzo e del convitto di Fivizzano, insieme a quella della ristrutturazione sede convitto di Marina di Massa. Mancano classi prime di scuola media a Massa (tagliate 6 classi). Al liceo Musicale a Lucca ci sono 43 iscritti per una sola classe. C’è il tema della sezione in più di scuola primaria a Guasticce e dell’attivazione del corso serale a Piombino per la riconversione dei lavoratori ex Lucchini.

Una situazione di per sé esplosiva, cui nessun “aiuto” proverrebbe dalla nuova legge in corso di approvazione, come spiegano sindacati. Anzi. Ed ecco i punti rilevati come esemplificativi di nuove incertezze su un panorama già deteriorato:

Intanto, a legge approvata, i dirigenti scolastici dovrebbero predisporre il piano per l’anno scolastico 2015-2016, mentre per il prossimo anno si predisporrà il piano triennale. “La legge dice – spiegano i sindacati – che il piano sarà predisposto sentendo il Collegio e il Consiglio di Istituto: ci chiediamo, legge approvata a metà giugno, le scuole tutte impegnate negli esami di Stato di terza media e di maturità che finiranno entro il 15 Luglio, come faranno a predisporre il Piano? Chi lo farà? Il Dirigente mentre è impegnato a fare altro? Il Collegio quando può riunirsi per discutere di ciò? E il Consiglio di Istituto? Rileviamo anche che nelle 491 scuole della Toscana ci sono 104 Reggenze (scuole con presidi titolari in altra sede), altri 110 presidi sono coinvolti nello svolgimento della rinnovazione del concorso, quindi con grande incertezza del futuro, in più ci sono 20 presidi che andranno in pensione”.

Ma i problemi per quanto riguarda la programmazione non finiscono qui, in quanto l’assenza dello Stato rischia di produrre nuova incertezza e caos. Ad esempio, partendo dalle Province, “le funzioni della provincia in materia scolastica non sono ancora state riprese dalle nuove strutture. Come noto le province hanno gravi problemi finanziari e organizzativi, risulta scoperta tutta la gestione dell’edilizia scolastica, manca la capacità di presenziare la programmazione dell’offerta formativa. Dove sono i soldi previsti per gli interventi sull’edilizia scolastica? Se i Comuni potranno predisporre gli atti necessari rispetto alle proprie competenze riguardanti le scuole del primo ciclo, sul secondo ciclo chi predisporrà gli atti necessari se le province sono abbandonate? “.

Altro problema irrisolto, gli organici dei docenti, dove risultano aperte molte emergenze. “Alcune classi sono state accorpate – elencano i sindacati – non vengono concessi nuovi indirizzi musicali, non si attivano nuovi tempi pieni, manca l’attivazione di tutti gli indirizzi delle superiori richiesti. Di questa situazione non si riesce ad avere un quadro chiaro per la mancanza di una regia sia da parte dell’Amministrazione che da parte degli Enti Locali. Per non parlare dell’assenza totale di risposte sulla scuola dell’infanzia che non è presa in considerazione nemmeno dal DDL: se ci saranno posti in più nell’infanzia sarà perché si tolgono dagli altri ordini di scuola”.

Per non parlare degli organici ATA. “La Legge di Stabilità di questo Governo prevede un taglio di 2020 unità di personale a livello nazionale – ricordano i sindacati – in Toscana questo vuol dire tra 70 e 100 ATA in meno: vuol dire togliere custodi o personale di segreteria dalle nostre scuole già ridotte all’osso. Questo avrà ricadute sull’apertura delle scuole, sulla assistenza agli alunni, in particolare quelli disabili. Esalterà la situazione legata anche alle ditte di pulizia, situazione non ancora risolta”.

Ma ancora non è finita: si passa alla riorganizzazione dell’Ufficio scolastico regionale, così come prevista dal Decreto Ministeriale 919 del 18 Dicembre 2014, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 Aprile 2015, secondo cui l’USR Toscana risulta organizzato in 12 Uffici, 8 Ambiti Territoriali e 4 Centrali. Gli 8 uffici territoriali (ex Provveditorati) corrispondono alle province salvo in due casi: Prato e Pistoia diventano un unico ufficio, come Massa Carrara e Lucca. Quindi due uffici con nuova organizzazione: “a questo punto – dicono i sindacati – in Toscana dovrebbe esserci un Direttore Regionale e 12 Dirigenti di seconda fascia”. Ed è così? Per niente, rispondono, “in realtà ce ne sono 7, 4 hanno gli uffici centrali, altri 3 hanno la dirigenza di Firenze, Pisa e Massa Carrara. Gli altri uffici (ben 5 province!) sono vuoti: dovrebbero andare in reggenza ai Dirigenti presenti, ma la reggenza la può dare solo il Direttore Regionale che in Toscana manca da Ottobre 2013! Risultato è che in 5 province non si sta procedendo agli ordinari atti amministrativi necessari (pubblicazione graduatorie, assegnazioni varie, ecc…). Cosa aspetta il Ministero a procedere a questi atti? Perché la Toscana non può avere il suo direttore regionale?”.

Infine, l’ormai annosa questione del precariato. “L’attuazione del DDL produrrà una enorme ingiustizia su quei precari che in questo momento stanno garantendo la funzionalità della scuola. Per affrontare un problema stratificato abbiamo bisogno di soluzioni ragionate che contemperino le specificità complesse. In Toscana parliamo di oltre 5.000 precari tra docenti e ATA che devono trovare una programmazione per poter stabilizzare la propria professionalità sperimentata già negli anni passati. Interventi parcellizzati frutto di emendamenti estemporanei di qualche parlamentare rischia di incrementare le ingiustizie invece di contenerle. A Settembre la sovrapposizione di normative nuove con vecchie non abrogate, scateneranno una tempesta vertenziale che bloccherà o renderà comunque ingestibile le scuole, come ad esempio sulla gestione dell’organico funzionale e relative assegnazioni o come la mobilità del personale”.

Ed ecco le richieste portate avanti dai sindacati con la mobilitazione di questi mesi e che verrà “rafforzata” dall’iniziativa di venerdì: ritiro del DDL o sostanziale modifica del provvedimento stesso. “E’ necessario sospendere comunque l’attuazione del provvedimento per l’anno scolastico 2015/16, per attivare un vero tavolo di confronto che valuti gli effetti pratici nella quotidianità della scuola, evitando il probabile caos che ci sarà a settembre”.

Inoltre,  sindacati chiedono un “immediato piano di assunzioni per la copertura di tutti i posti vacanti della scuola, stralciato dal provvedimento di legge, con programmazione pluriennale, per dare un primo vero messaggio alla scuola, compresi i posti per la scuola dell’infanzia: garantire la continuità educativa, senza costi aggiuntivi perché questi precari già li paghiamo. Affrontare subito i problemi sopra esposti e garantire il regolare funzionamento della scuola”.

Di seguito, il calendario delle manifestazioni di domani in Toscana:

AREZZO: fiaccolata ore 21 da Piazza Stazione a Piazza S. Agostino.

FIRENZE: Concerto Live degli studenti e iniziative creative in Piazza SS. Annunziata dalle ore 20.00 alle 23.00

LIVORNO: fiaccolata ore 19 da terrazza Mascagni al Circolo Arena Astra-Piazza Luigi Orlando con concerto finale.

PIOMBINO: Flashmob in Piazza Gramsci alle ore 19

LUCCA: corteo per illuminare la “notte della scuola italiana” ore 21 Porta santa Maria

MASSA: corteo per illuminare la “notte della scuola italiana” ore 20,30 Piazza Mercurio

PISA: dalle ore 19,00 in Logge dei Banchi con apericena

PISTOIA: ore 21.30 fiaccolata da Corso Gramsci per le vie della città.

SIENA: presidio/assemblea Prefettura di Siena dall 17 alle 20

 

Foto: www.flcgil.it

 

 

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