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Venerdì Santo, tra Vie Crucis e Rievocazioni Storiche della Passione Società

Al Venerdì Santo i Cristiani commemorano la Passione e la Crocifissione di Gesù Cristo. Questa ricorrenza viene osservata con speciali pratiche e riti dai fedeli. E’ il giorno della Croce, di questo simbolo che è  guida per i cristiani e che ha al suo centro il dolore e la sofferenza,  accettata e trasfigurata. In tutta la Toscana si tengono Vie Crucis o Rievocazioni Storiche della Passione particolari, con imponenti partecipazioni di figuranti e Confraternite. Di seguito alcune di queste manifestazioni.

A Cortona, dove si trova un frammento della Santa Croce, la tradizionale processione  parte da quattro diverse chiese – S. Marco, S. Benedetto, S. Niccolò, Spirito Santo – per confluire, con gli antichi simulacri – Cristo orante, Cristo alla Colonna, Cristo al Calvario, Cristo morto – nella centrale piazza della Repubblica, dove verrà impartita la benedizione finale dalla scalinata del palazzo comunale. Durante il percorso per le strade illuminate della città, risuoneranno gli antichi canti penitenziali e soprattutto le melodie del Laudario Cortonese, preziosa testimonianza musicale del tredicesimo secolo.

A Galciana, su iniziativa del proposto Luca Rosati, si tiene la tradizionale e spettacolare Processione del Gesù morto, con tanto di figuranti a cavallo. Inizio alle 21 dalla chiesa della Visitazione, in via Lastruccia, per raggiungere la chiesa di S. Pietro. Guida la processione mons. Guglielmo Pozzi, rettore della basilica di Santa Caterina de’Ricci. Partecipano la Compagnia della SS. Concezione, i Cavalieri del Santo Sepolcro, i Cavalieri del Sacro Cingolo e la Misericordia di Galciana.

Processione del Gesù morto anche a Mercatale di Vernio alle 21, per le vie del paese, animata dalla Compagnia del Crocefisso con le statue del Cristo deposto e della Madonna Addolorata.

Alle 21 a Montepiano si svolge la processione del Gesù morto.

A San Giusto da oltre 35 anni si tiene la processione della reliquia della Santa Croce, per le vie del paese. L’appuntamento è per le 20,30 in chiesa. Il pievano Antonio Pivetta recherà la reliquia, mentre su un carro illuminato spinto a mano verrà issata la Croce. Presterà servizio la Compagnia della Santa Croce e del SS. Sacramento e la banda di Galciana.

Singolare è la Via Crucis che si tiene a Figline, dalla pieve alle prime pendici del Monteferrato, dove è issata la croce che domina l’antico borgo. L’appuntamento, guidato dal pievano Giuseppe Billi, è per le ore 21.15, in chiesa: partecipa la Brigata dei fratelli della Misericordia.

A Vaiano, dopo la tradizionale Via Crucis per le strade del paese,  con partenza alle 21 da piazza Allende, gli scout dell’Agesci promuovono “Dalle tenebre alla Luce”, camminata notturna che si concluderà all’alba nella chiesa di San Leonardo in collina. La comitiva, guidata da don Carlo Bergamaschi farà sosta nelle chiese dei paesi che si trovano sui monti della Calvana. La Via Crucis di Comunione e Liberazione,  parte invece alle 14 da piazza San Niccolò.

A Coiano processione alle ore 15.

A Caldana in un clima quasi surreale la processione racconta sempre una storia tanto antica che porta con sé la novità. Già dal pomeriggio, i caldanesi mettono le luci alle finestre, le “tavolette”, come le chiamiamo. Un tempo si mettevano i mezzi gusci delle uova usati per fare le schiacce di Pasqua e il beccallovo, si riempivano di olio e si metteva uno stoppino: questi illuminavano il percorso della processione. Lungo le vie si preparano gli altarini che probabilmente un tempo corrispondevano alle stazioni della via Crucis, ma oggi non più. Nelle campagne intanto si preparano i fuochi con le fascine della potatura degli olivi. Alle 21 inizia la processione, aperta da due uomini vestiti in cappa bianca con due regole, strumento a percussione azionato da una manovella che scandisce il tempo della processione e crea un’atmosfera del tutto particolare. Dopo le regole, tre incappucciati di nero portano il Crocione, una grande croce vuota dove sui lati sono intagliati i simboli della Passione che sono illuminati grazie a delle candele, poste nello spazio vuoto interno al Crocione stesso. Poi ci sono i bambini e prima delle donne la Croce grande, con attaccati i simboli della Passione, portata da un incappucciato di nero e due chierichetti che accompagnano coi lampioni. Un poco più indietro, ancora un’altra croce più piccola ma con le stesse caratteristiche della precedente. Poi arriva il sacerdote, vestito con il piviale rosso, che porta la reliquia della Santa Croce, dietro la Veronica con il velo recante il volto di Gesù e poi la portantina con il Cristo morto, condotta a spalla da quattro incappucciati di nero. Dietro alla portantina c’è Maria Maddalena con il vasetto degli oli aromatici, e ai lati, oltre ai lampioni portati dai chierichetti, ci sono le donne di Gerusalemme vestite di nero, le Marie. Dietro la statua della Madonna Addolorata, portata a spalla dai dodici discepoli in cappa bianca, seguono gli uomini.  I canti che si alternano alle preghiere sono quelli che la tradizione ha tramandato; ma quello più suggestivo è lo Stabat Mater, con un tono tutto particolare che si usa solo a Caldana in questa processione. Se i cantori sono in numero sufficienti, lo cantano gli uomini in latino e la stessa strofa è ricantata dalle donne in italiano. La Processione si conclude in chiesa con la benedizione tramite la reliquia della Santa Croce e il bacio alla statua di Gesù Morto e della Madonna Addolorata.


A Radicofani il bosso, un arbusto, viene usato per costruire, dai confratelli di Sant’Agata una quinta che vuole rappresentare il Monte Calvario. Il bosso viene raccolto, preparato intrecciato e montato su impalcature che coprono tutta la parte centrale del presbiterio della chiesa di Sant’Agata.  Il Venerdì gli oratori sono in fermento. Alle 13,00 il Regolone annuncia che sta per iniziare la Pia Pratica delle Tre Ore di Agonia. Questa Pia Pratica si compie ancora sui testi settecenteschi. Il contesto, la chiesa di Sant’Agata, con il Calvario illuminato e le tre croci svettanti. Si ripercorre l’agonia di Gesù sulle Sette Parole che pronunciò sulla Croce, meditazioni, canto corale ed assoli. Si accompagna Gesù durante la sua agonia, approfondendo l’importanza della sua redenzione. Intorno alle 16,00 il rito termina e processionalmente portando la statua di Maria Santissima Addolorata ci si sposta nella Chiesa di Santa Maria Assunta dove, di fronte alla statua di Gesù morto, finisce anche questo momento. La sera alle 20,30 la Liturgia della Passione nella Chiesa di S.Pietro… il bacio della Croce e di seguito la Grande Processione. La Processione inizia con gli scalzi che portano una grande croce ottocentesca, seguiti da altri incappucciati, poi i confratelli di Sant’Agata con la cappa rossa, la banda, le consorelle del Carmine, le consorelle dell’Addolorata e l’Azione Cattolica con i loro Stendardi, poi il parroco e dietro la statua di Gesù morto con il grande baldacchino portato dai confratelli della Misericordia con la cappa nera, la statua dell’Addolorata portata dai confratelli del Santissimo Sacramento con la cappa bianca e il popolo. La Banda intona musiche sacre, i canti tradizionali accompagnano il cammino per le vie, ma il pathos raggiunge il culmine quando la Processione rientra nella chiesa di Sant’Agata. Il Calvario illuminato, le confraternite si dispongono per il rito dell’Adorazione del Cristo morto… due a due percorrono la navata facendo tre genuflessioni e baciando la statua di Gesù, il coro canta il Miserere, finito il rito tutto il popolo bacia la statua di Gesù e porta con se un rametto di bosso, che ricorderà tutto l’anno la Passione del Cristo all’interno delle case.

Casole d’Elsa ci porta indietro nel tempo dalle ore 21.30. Tutto il centro storico sarà avvolto dalla suggestiva atmosfera creata dalla presenza di antichi romani e popolani che accompagneranno il corpo di Gesù deposto che dalla bellissima Collegiata di Santa Maria Assunta percorrerà le vie del centro. La processione si apre secondo uno schema che è rimasto identico a come ci è stato tramandato fin dalla prima rappresentazione del 1992. Numerosi i figuranti coinvolti nella processione La processione ha inizio in località le Colonne e in piazza della Libertà entra in processione il Cristo Redentore. Alla chiesa di San Pietro entra in processione la Madonna Addolorata. Il passaggio davanti al Cristo Crocifisso è all’incrocio Via Roma. Infine il Corteo passa per la via centrale ed entra nella Collegiata per la preghiera conclusiva.

A Carrara la Via Crucis cittadina organizzata dalla Commissione liturgica Interparrocchiale partirà dal piazzale antistante la chiesa di San Francesco  per concludersi poi all’interno del Centro Diocesano Giovanile di Carrara.

A Grassina, secondo una tradizione popolare documentata anche da notizie storiche, la Rievocazione Storica della Passione di Cristo, del Venerdì Santo, risale ai primi decenni del XVII secolo. La rappresentazione si compone di due parti che si svolgono contemporaneamente: il corteo storico per le vie del Paese, con la partecipazione di circa 500 figuranti in costume d’epoca, centurioni, soldati, donne romane che fanno da sfondo al Cristo che soffre, e le scene della vita e Passione di Cristo sul Calvario, interpretate da circa ottanta personaggi che si muovono in un palcoscenico naturale ricavato tra stradelle, muretti, ginestre e ulivi. I dialoghi e il testo sono liberamente tratti dai Vangeli di Matteo, Luca e Giovanni. Le musiche sono di Dvorak, Orff, Haendel, Bach, Verdi, Beethoven e tanti altri. Inizio sfilata del corteo ore 21, scene della vita e della Passione di Cristo sul Calvario ore 21.15. In caso di maltempo la manifestazione si terrà lunedì 9 aprile alla stessa ora.

A Prato, dopo la riuscita esperienza dello scorso anno la parrocchia di Gesù Divino Lavoratore ripropone la rappresentazione sacra della Passione di Cristo con oltre 80 figuranti in costume. L’appuntamento è alle 21,15 ai giardini di via Toscanini.

A Castiglion Fiorentino alle 21,30  parte la processione dalla Chiesa della Collegiata con oltre cento figuranti che rievocheranno la crocifissione e la morte di Gesù.

A Cerreto Guidi Via Crucis che ripercorre la Passione di Cristo dall'ultima cena alla resurrezione. Il corteo è composto da figuranti in abiti d'epoca con indosso i panni della Madonna, del Cristo, dei soldati romani con le corazze, gli elmi e gli scudi realizzati a mano da un artigiano locale, Giuseppe Gaglio. La processione parte dalla chiesa di Santa Maria Assunta di Bassa alle ore 21,15 per poi proseguire per le vie del paese.

A Chianciano Terme, si svolge l'Antica Giudeata,  processione che riprende un’antica tradizione che affonda le sue radici nelle sacre rappresentazioni seicentesche. Il corteo coinvolge circa 150 figuranti in costume storico, soldati romani a cavallo, Ponzio Pilato, le Pie Donne, la Corte di Erode, e tanti altri. La Giudeata, in costume, esce dopo le 21 dalla Chiesa della Compagnia passa davanti alla Chiesa della Collegiata e qui si aggiunge la parte sacra della Processione con le sacre effigi del Cristo morto – altro esempio di statua lignea barocca del Paleari – e la Venerata immagine della Madonna addolorata, attraversa le vie principali del centro storico concludendosi nel piazzale dei giardini pubblici dove si effettuano le preghiere di rito.

A Pienza va in scena la suggestiva Processione degli Scalzi. La pia rappresentazione religiosa, porta in processione la statua del Cristo morto, ed è preceduta dalle tradizionali dodici figure incappucciate degli “scalzi” che, a piedi nudi e con una fiaccola in mano, annunciano l’arrivo degli altri protagonisti della processione, accompagnati dalle musiche solenni della banda.

A Quarrata rappresentazione della passione di Cristo, che coinvolge 500 figuranti in costume d’epoca. La processione inizierà il cammino, lungo 4 chilometri, alle 15.30 dalla chiesa di Santa Maria Assunta.

A Bibbona dalle ore 21 va in scena la Sacra rappresentazione della passione di Cristo nelle vie del centro storico del paese messa in scena da attori e comparse locali. Abiti e armature dell'epoca creano la magia di un evento ricco di rivisitazioni storiche, culturali e religiose, dove nel susseguirsi delle varie stazioni, centurioni e gente del popolo rendono partecipe e coinvolto lo spettatore.

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