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Venezia 75: ballata western in sei movimenti dei fratelli Coen Cinema

Venezia – Si divertono e di conseguenza, fanno divertire anche il pubblico della Sala Grande che esce complessivamente soddisfatto e contento di avere fatto più di un’ora di fila per assistere alla proiezione stampa di The Ballad of Buster Scruggs, in concorso alla 75ma edizione della Mostra del Cinema di Venezia.

Il pubblico in sala non ha risparmiato risate e commenti divertiti alle trovate sceniche dei Coen e alle battute pronunciate degli ottimi attori tra cui Tim Blake Nelson, James Franco, Liam Neeson, Tom Waits, Bill Heck, Zoe Kazan, Tyne Daly, Brendan Gleeson, senza dimenticare un cagnolino fedele, una gallina furba e giocoliera e una civetta vendicatrice… Chi vedrà il film prossimamente capirà di cosa stiamo parlando.

E’ un film antologico in sei parti di ambientazione western, si compone di una serie di storie sulla frontiera americana raccontate dalla voce unica e inimitabile di Joel ed Ethan Coen. Ogni capitolo racconta una storia diversa sul West americano.

“Ci sono sempre piaciuti i film antologici, in particolare i film girati in Italia negli anni Sessanta, che mettevano insieme opere di diversi registi incentrate su uno stesso tema”, dicono Joel ed Ethan Coen. E aggiungono: “Nello scrivere un’antologia di storie western, abbiamo tentato di fare la stessa cosa, sperando di ingaggiare i migliori registi attualmente in circolazione. È stata una grande fortuna che entrambi abbiano accettato di partecipare.”

Il denominatore comune delle storie è l’avidità dell’essere umano e la tragica corsa dietro il danaro che non porta, sempre, ad una vita tranquilla ed agiata, anzi, porta spesso al disastro se non alla morte.

Sempre in gara “Doubles Vies” di Olivier Assayas con Guillaume Canet e Juliette Binoche, che racconta di un editore parigino che fatica ad adattarsi alla rivoluzione digitale e del suo confronto con Léonard, uno degli autori con i quali collabora da lunga data.

Alain è un editore parigino di successo che fatica ad adattarsi alla rivoluzione digitale e nutre seri dubbi di fronte al nuovo manoscritto di Léonard,  uno degli autori con i quali collabora da lunga data, trattandosi dell’ennesima opera autobiografica che prende spunto dalla sua relazione con una celebrità di secondo piano. Selena, moglie di Alain e affermata attrice teatrale, è del parere opposto.

“Il mondo nel quale viviamo è sempre stato e continua a essere in costante cambiamento,” dice Assayas, e aggiunge che “la sfida riguarda la nostra capacità di tenere d’occhio questa mutazione continua, capire cosa è realmente in gioco, e successivamente adattarvisi o meno. Dopo tutto, questo è l’elemento fondante della politica e delle opinioni.

Per il regista francese “La digitalizzazione del mondo e la sua riduzione ad algoritmi rappresenta il vettore moderno di un cambiamento che ci confonde e travolge incessantemente. L’economia digitale infrange le regole e, spesso, anche le leggi. Inoltre, mette in dubbio tutto ciò che di più stabile e solido sembra esistere nella società e nella realtà circostante, per poi dissolversi nell’istante in cui ne veniamo in contatto. Doubles Vies non mira a sondare le dinamiche della new economy. Piuttosto, il suo più modesto intento è osservare in che modo le suddette questioni ci assillano personalmente, emotivamente e, talvolta, comicamente.

Foto: un fotogramma del film Doubles Vies

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