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Venticinque anni fa TimBL inventò il World Wide Web Internet

Pontedera –  Tra le foto che stamani, 23 agosto 2016, più impazzano sul web, c’è uno scatto in bianco e nero che ritrae un sorridente giovanotto dai capelli a spazzola. Ha l’aria svagata di una recluta in libera uscita, ma è chiaro che sta lavorando a qualcosa di estremamente complesso: lo si capisce dall’imponente apparato di marchingegni elettronici che circondano la scrivania davanti a cui è seduto. È destinato a diventare famoso, il ragazzo. Si tratta di Timothy John Berners-Lee, futuro Sir – Elisabetta II regina d’Inghilterra, sua sovrana, gli conferirà il titolo nel 2004. Il web l’ha inventato lui, in tandem con l’informatico belga Robert Cailliau.

23 agosto 1991: il web diviene pubblico e inizia a connettere il mondo. A 25 anni esatti da quella data, è tempo di festeggiare l’assai simbolico giro di boa del quarto di secolo – una distanza che per la progressione del WWW equivale a svariati anni-luce. La Rete lo fa con un’edizione speciale dell’Internaut Day, il “Giorno dell’Internauta”, che ricorre ogni 23 agosto, giorno in cui, nei laboratori del Cern di Ginevra, nacque ufficialmente il World Wide Web. Grazie, appunto, a Tim Berners-Lee e Robert Cailliau, geniali uomini di scienza, titolari di varie, significative intuizioni.

Ad esempio “TimBL”, come gli amici chiamano l’informatico britannico (è nato a Londra, nel ’55), è colui che, dopo aver progettato e realizzato la Rete, l’ha battezzata col nome che oggi tutti conoscono, quello della tripla “W”, coniando l’acronimo più utilizzato a livello planetario. Ma ha anche scritto la prima versione del linguaggio di formattazione di documenti con capacità di collegamenti ipertestuali (l’HTML). E il 6 agosto di quel fatidico ’91, sempre al Cern, pubblicò il primo sito web al mondo. Il computer NeXT Cube che il futuro sir Tim utilizzò come primo Server Web è oggi esposto al Museo Microcosm del Cern. Varie, significative intuizioni.

 Nel 2004, a Berners-Lee viene assegnato il Premio Marconi. Nel 2004 gli si tributa il premio “Millennium Technology” e l’onorificenza di Knight Commander of the British Empire. Ed era solo l’inizio. «25 anni di connessioni. Il Web ha fatto il suo ingresso nel mondo 25 anni fa in questo giorno! Ringraziamo Tim Berners-Lee e gli altri pionieri di Internet che hanno contribuito a rendere il mondo più aperto e connesso», scrive oggi Facebook nel suo doodle per l’Internaut Day.

Gira continuamente il mondo, Tim la leggenda. Conferenze, incontri, cerimonie. Come fatalmente accade ai grandi guru della modernità, molte delle sue frasi – anche quelle “corsare”: “Per me, un hacker è un tipo creativo che fa cose meravigliose” – acquistano in tempo reale una lucentezza iconica. Celeberrime le quattro semplici parole che dedicò alla sua creatura dalle tre W: “This is for everyone”.

Berners-Lee le scrisse connesso in presa diretta con l’intero globo, all’Olympic Stadium di Londra, durante la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi del 2012, mentre sedeva alla tastiera di una preziosa reliquia, un computer NeXT Cube identico a quello dei bei dì del Cern. “TimBL” digitava i caratteri su quella macchina vintage, e le lettere, istantaneamente ingigantite da poderosi fasci di luce, si stampigliavano sulle immense tribune dello stadio, accendendo la folla con lo spirito di un’idea che ha cambiato il mondo – al contempo, il “suo” web si preoccupava di diffonderle a beneficio degli internauti. I capelli, ora assai radi sulle tempie, non si prestavano più al taglio a spazzola che furoreggiava in quella foto in bianco e nero di tanti anni prima; e niente camicia a quadri e maniche corte, ma un elegante completo color crema. Però il sorriso, guascone, ironico, era sempre quello: una recluta in libera uscita. “Questa cosa è per tutti”. Thanks, Sir.

 

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