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Giovane albanese freddato da un colpo di pistola a Prato Cronaca

Alban Deliu, ventisettenne albanese che soggiornava regolarmente in Italia da circa 20 anni, è stato trovato cadavere in un giardino pratese intorno alle 6:30 della mattina di oggi, 23 ottobre. Riverso nel suo stesso sangue nel parco di via Marx, il giovane presentava un colpo alla nuca che farebbe pensare ad una vera e propria esecuzione. Intorno al cadavere gli agenti non hanno trovato alcun bossolo, e la cosa fa pensare che il killer che ha ucciso Deliu abbia rimosso i resti del colpo dalla scena del delitto. La polizia sta indagando sul passato della vittima, che aveva lavorato a Prato come idraulico e da poco si era lasciato dalla madre di suo figlio. Negli scorsi giorni Deliu avrebbe preso parte ad una rissa in un bar poco distante dal luogo del delitto, mentre a settembre era stato fermato dalla polizia di Prato in quanto era stato trovato in possesso di un'arma da fuoco. L'arma era una pistola per il gioco del soft air ed anche al momento della morte, che il medico legale stima essere avvenuta intorno alla mezzanotte di oggi, il giovane albanese indossava una mimetica che usava anche per le guerre simulate che tanto gli piaceva giocare. Al momento, tuttavia, la polizia non ritiene che l'omicidio sia legato agli ambienti del soft air.

Il 26 aprile del 2010 il pasticcere Massimiliano Da Lio venne ucciso, invece, nella sua casa di Tavarnuzze (Firenze) dopo un pestaggio da parte di un gruppetto di rapinatori. Il gip, Giacomo Rocchi, ha emesso le condanne per Carmelo Casella )30 anni di carcere), Fabrizio Maioriello (19 anni e 4 mesi di carcere) e l'albanese Erald Nikaj (20 anni di carcere), considerati rispettivamente il mandante, l'intermediario e l'esecutore dell'omicidio di Da Lio. Casella, ex dipendente di Da Lio, aveva chiesto a Maioriello di ingaggiare una banda di albanesi per rapinare, picchiare e spaventare Da Lio, ma il pestaggio, al quale Nikaj partecipò attivamente, finì con la morte del pasticcere. Il giudice per le indagini preliminari ha anche rinviato a giudizio Edinjo Nikaj, gemello di Erald Nikaj, e Sadiljan Buzhala come esecutori materiali dell'omicidio. Gli agenti cercano ancora un altro degli aggressori, anch'esso albanese ed al momento latitante.

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