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Venturino, il museo rinnova i suoi percorsi Cultura

Questo sabato 8 è pieno di sorprese per chi sa apprezzare l’arte moderna e contemporanea, e ama scoprire piccoli musei appartati come quello dedicato a Venturino Venturi, (1918-2002) in provincia di Arezzo. Il museo rinnova il percorso espositivo per accogliere la donazione del bozzetto della grande scultura collocata all’ingresso della cittadina toscana, intitolata “Monumento alla Famiglia Umana in memoria della Resistenza”. Iniziano così le celebrazioni del decennale dalla scomparsa dell’artista, una volta tanto in anticipo, con la collaborazione della nipote Lucia Fiaschi. Allestito nel 1993, il Museo contiene la più importante collezione pubblica di opere di Venturino Venturi: vari mosaici e pitture astratte oltre a 54 disegni e 38 sculture, tra cui capolavori come il ritratto in cemento di Ottone Rosai del 1938, Ventre, scultura in bronzo del 1961 – che inutilmente il grande artista Henry Moore cercò di acquistare da Venturino per la sua collezione personale – e la scultura lignea Meditazione del 1975. Gli anni fiorentini di Venturino sono quelli dal 1936 allo scoppio della seconda guerra mondiale, quando studia all’Istituto d’arte di Porta Romana, diretto da Libero Andreotti, per poi passare all’Accademia di Belle Arti. Naturalmente, come gli artisti e gli intellettuali del suo tempo, Venturino è stato tra i frequentatori dei caffé storici, dove si incontravano Rosai e gli scrittori e poeti, Luzi, Bigongiari, Pratolini, Parronchi. Dal 1993, dopo l’apertura del Museo di Loro Ciuffenna, Venturino verrà ricordato a Firenze nel 1999, quando è allestita nella Sala d'Arme di Palazzo Vecchio un’importante mostra antologica, e poi ancora nel 2002, pochi giorni prima della sua scomparsa, quando un nucleo selezionato delle sue opere viene esposto a Palazzo Strozzi nell'ambito della memorabile rassegna "Continuità. Arte in Toscana 1945-1967", per la cura di Alberto Boatto. Parlando del futuro, nella primavera dell’anno prossimo, ci sarà la donazione di un’importante opera degli anni Quaranta del Novecento, probabilmente “ritratto del padre”, al Museo Nazionale MHNA di Lussenburgo, dove l’artista ha vissuto con la famiglia la sua infanzia. Sono in via di definizione altre tre importanti mostre dedicate a Venturino, in particolare alla ceramica e ai gioielli.

 

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