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Verità capovolte e nascoste, manipolazioni della storia nell’ultimo libro di Paolo Mieli Breaking news, Cultura

Firenze – Ai posteri l’ardua sentenza” scrisse Manzoni. Oggi non siamo altrettanto fiduciosi, visto che una verità oggettiva è difficile da raggiungere anche a distanza di tempo, per i condizionamenti socio culturali di chi tramanda gli eventi e di chi  interpreta le fonti. Ai quali si aggiungono altri fattori soggettivi.

Oltre alla storia scritta dai vincitori c’è quella che risente di una più o meno diretta strategia di comunicazione da parte dagli stessi protagonisti degli eventi o da storici che miravano a difendere determinati interessi politici. E ci sono numerosi altri fattori che portano a distorcere la verità con vere e proprie fake news ante litteram.

Molti  significativi  esempi di manipolazioni della storia ce li offre Paolo Mieli nel suo recente libro che si intitola appunto Le verità  nascoste. Trenta casi di manipolazione della storia (Rizzoli Editore, 2019) E’ suddiviso in tre sezioni: Le verità indicibili, Le verità negate, Le verità capovolte e, con taglio divulgativo, compie incursioni nelle più diverse epoche della storia.  Così, si rivela in che modo fu frutto di mistificazione la correlazione fra impresa fiumana e nascita del fascismo, di come la rivolta di Spartaco mancò di una visione strategica, del fatto che Tarquinio il Superbo fu spodestato non da un moto popolare ma da una rivolta di palazzo,  dei risvolti imprevedibili della guerra di Corea e di come Stalin mortificò Mao, della rapporto tra Malaparte e Mussolini dopo la clamorosa rottura o delle origini della spagnola, la terribile pandemia del 1918.

Ma tutti i capitoli hanno aspetti inediti come i sette saccheggi di Roma, altri raccontano vicende imprevedibili come la congiura promossa da Tommaso Campanella, la strana leggenda di  Ciceruacchio, Churchill e le trame di lord Halifax, la Chiesa e la riscossa degli esorcisti o esaminano le figure di De Gasperi e di Togliatti fuori dagli stereotipi.  

L’autore ci mostra, infine, con lo stile del giornalista e del saggista come si possa e si debba riscrivere la storia.  Nel capitolo conclusivo intitolato Il sano esercizio della dimenticanza, Mieli  fa un excursus  sui problemi che possono derivare  da un “eccesso di memoria” che può ostacolare processi di  pacificazione .

 

 

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