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Verso Oriente e Ritorno. A Montelupo Cultura

Montelupo Fiorentino è la città della ceramica, contesto in cui nasce il progetto della Fondazione MuseoMontelupo “Il Mare Tra Le Genti: rotte di cultura, arte e ceramica tra Islam e Toscana” dove il mare è l’elemento grazie al quale i popoli si sono avvicinati, una via di comunicazione che ha da sempre contribuito allo scambio culturale e commerciale e alla contaminazione tra i popoli. Da qui la decisione di gettare un ponte ideale fra Oriente e Occidente per dare un contributo alla comprensione e alla pacifica convivenza dei popoli. Un progetto di ricerca suddiviso in tre parti: la prima a carattere storico archeologico, un’altra rivolta all’arte contemporanea con cantieri che coinvolgono giovani artisti, ed infine quella storico artistica che vede la storia dell'arte come scambio di modelli ed interazione tra i popoli.
All'interno di questa terza parte del progetto si colloca la mostra VERSO ORIENTE E RITORNO. L’arte orientalista e gli scambi di modelli decorativi nel bacino del Mediterraneo che indaga i contatti e gli scambi tra vicino Oriente e Italia sul piano dell’arte e dei modelli decorativi da sponda a sponda del Mediterraneo, nei cinquant’anni che separano l’Unità d’Italia dalla prima guerra mondiale. Ieri l'inaugurazione, nell’ambito della 20a edizione della “Festa Internazionale della ceramica” l'arte considerata per antonomasia una forma di espressione comune a tutte le civiltà e culture.
Verso oriente e ritorno coniuga arte, ceramica e Islam, come ha raccontato la curatrice della mostra Marilena Pasquali che ha scelto di indirizzare la ricerca sull’Orientalismo, inteso non soltanto come ‘genere’ pittorico, ricco di successi in Italia come in tutta Europa, quanto come diffusione di un gusto e di uno stile di vita che interessano e permeano ogni campo dell’espressione artistica – pittura, scultura e grafica, ma anche ceramica, architettura, arredi di interni, illustrazione – così come la letteratura, la musica, lo spettacolo, la danza, il cinema.
La rassegna presenta oltre centotrenta opere – provenienti da raccolte, fondazioni private e musei di primo piano come gli Uffizi, il Palazzo del Quirinale, il Museo Nazionale di San Martino e il Museo Pignatelli Aragona Cortez di Napoli, il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza – ed è suddivisa in tre sezioni principali:

Cesare_Biseo,_Una_giovane_marocchina,_1881.jpgLa ricerca del vero, ospita artisti che dopo l'unità d'Italia hanno frequentato  il vicino Oriente, le coste del Mediterraneo da Istanbul al Marocco. E’ verso il 1860-1880 che numerosi pittori, disegnatori e fotografi europei visitano i paesi islamici che si affacciano sul Mediterraneo nell’intento dichiarato di documentare genti, usi e costumi di paesi ancora poco noti e spesso avvolti nel mistero. Da Domenico Morelli a Cesare Biseo, da Alberto Pasini a Roberto Guastalla, da Fabio Fabbi a Giuseppe Haimann, sono molti gli artisti italiani che appartengono a questa folta schiera di orientalisti “in presa diretta” e numerose sono le loro opere esposte.

E.Bonazzi.jpgLa ricerca del sogno, accoglie artisti che hanno vissuto questo coinvolgimento emotivo ma non hanno realmente visitato l'Oriente. Dal 1860 e nei primi quindici anni del XX secolo, il diffuso clima simbolista e orfico si nutre con passione delle suggestioni arabeggianti che diventano linfa feconda per tutta l’Art Nouveau europea, diramazione di un gusto che, anche in Italia, tocca ogni aspetto dell’espressione artistica e dello stile di vita. Molti gli esempi: dai dipinti di Francesco Netti alle terrecotte e xilografie di Francesco Nonni, dalle opere su carta di Domenico Baccarini alle ceramiche di Galileo Chini, dai ricami di Emma Bonazzi alle illustrazioni di Alberto Della Valle per Emilio Salgari. Focus specifici sono dedicati a temi e soggetti particolarmente indicativi, come Harem e Hammam; Salomè, Salammbô, Aziyadé & Compagne; Le Mille e una Notte; Gli occhi della coda del pavone.

La ricerca dell'incontro, in cui si trovano i lavori di cinque artisti contemporanei Luigi Ontani, Aldo Mondino, Bertozzi&Casoni, Fabrizio Passarella e Arcangelo che hanno compiuto il loro personale viaggio in Oriente prima che, con la Prima guerra mondiale, l'orientalismo muoia, il sogno esotico svanisca ed i paesi islamici diventino una realtà accessibile.

Accompagna la mostra un ampio volume ricco di saggi e immagini a cui hanno collaborato molti studiosi esperti di discipline diverse: la lettura del 'fenomeno orientalismo' si presenta così come un’antologia di studi sull’argomento.

mare_genti_copia.pngVerso oriente e ritorno
Palazzo Podestarile, Via Baccio da Montelupo
Informazioni:
Telefono: 0571/518993 – 0571/51352  info@ilmaretralegenti.it  www.ilmaretralegenti.it

Giovanna Focardi Nicita

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