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Vertici del calcio dal ministro: la Carrarese merita lo spareggio Sport

Firenze – Speriamo di essere all’ultimo atto di questa telenovela sul calcio professionisti (serie A, B e C). Ma chissà visto che è in programma, il 3 giugno, un Consiglio Federale.

Comunque domani giovedì 28 maggio c’è l’incontro dei vertici della Federcalcio ed il ministro dello sport Vincenzo Spadafora. Un incontro che dovrebbe risolvere tutti gli interrogativi ancora esistenti sui i tre campionati professionisti sospesi a marzo causa il coronavirus.

Per la serie A non esistono grossi problemi. Il campionato dovrà essere concluso sul campo (dietro ci sono anche tanti interessi economici).

Per la serie B sono questioni di un certo rilievo, ma superabili. Qualcuno ha proposto una serie B a 40 squadre, ma non sembra aver trovato molti consensi.

I grossi e complessi interrogativi riguardano la serie C al momento in grande caos. L’assemblea delle società aveva deliberato di ritenere chiuso il campionato (promozione delle squadre in testa ai rispettivi tre gironi Monza, Vicenza e Reggina e niente retrocessioni). Una decisione votata da ben 52 club su 59 votanti. Dunque quasi un plebiscito. Ma è stata scartata in pieno dal Consiglio Federale (ma allora a cosa servono simili assemblee?).

E’ stata respinta (era sostenuta anche dai medici sociali) ordinando alla serie C di tornare in campo per portare a termine il campionato regolare (mancano ancora 11 partite) per poi disputare i playoff ed i playout. Ma le società respingono tale proposta sostenendo che non c’è il tempo necessario per tante partite. E che sarebbero andate incontro a costi che la gran parte dei club non sarebbero in grado di sostenere (alcune società erano in crisi di liquidità prima ancora del virus). Ricordano pure che hanno già avuto un danno di oltre 100 milioni di euro causa il virus.

Tante le proposte. Una prevede soltanto i playoff e playout; un’altra la promozione in serie B delle attuali capolista dei tre gironi, Monza, Vicenza, Reggina. E niente retrocessioni. Per il Consiglio federale la quarta squadra da portare in serie B è il Carpi, terzo nel girone B, scelto per meriti sportivi.

Perché la Carrarese, fondata nel 1908, quindi oltre 100 anni di attività, due presenze in serie B, seconda nella classifica attuale del girone A, non ha gli stessi meriti? Dunque per la quarta promossa magari uno spareggio tra le squadre che avrebbero diritto a parteciparvi.

Poi c’è il protocollo sanitario. Test ogni quattro giorni; niente maxi ritiro della squadra; isolamento nel caso venga accertata la positività al corona virus di un calciatore.

L’incontro con il ministro Spadafora sarà anche l’occasione per ricordare che la quasi totalità delle società di serie C, compreso il presidente Francesco Ghirelli, hanno dichiarato che non esistono le risorse, né le condizioni per disputare le restanti 11 partite del campionato.

Una protesta forte che potrebbe portare allo sciopero. Ma il Consiglio Federale risponde che solo se il calcio dovesse fermarsi ancora per il virus, verrebbe studiato un nuovo format magari giocando soltanto playoff e playout.

Delle squadre toscane soltanto, ma giustamente, la Carrarese auspica il ritorno in campo per lottare per il quarto posto (ora assegnato per scelta al Carpi) per salire in B. Una promozione magari affidata solo ai playoff. Ma anche le altre Pontedera, Siena, Arezzo, Pistoiese e Pianese non condividono le scelte del Consiglio Federale.

Confermata invece la promozione in serie C delle prime in classifica dei nove gironi della serie D. Tornano così nel calcio professionisti anche due squadre toscane dal passato illustre come Lucchese e Grosseto.

Foto: il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora

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