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Vescovi contro indagine Assostampa sul Far West televisivo Società

Il settimanale delle diocesi toscane, Toscanaoggi, “voce” ufficiale dei 19 Vescovi della Toscana, definisce “un peccato”  l’analisi sulla emittenza toscana di Assostampa Toscana, “Tra il digitale e il far west”, presentata con molta pompa mediatica in Consiglio Regionale la scorsa settimana. E’ una occasione mancata, perché la “corposa rassegna delle emittenti toscane, con schede sintetiche sulla storia e la situazione delle singole tv”, le fotografa solo “prima del digitale terrestre”. E lo “stesso vale per la situazione contrattuale dei giornalisti, ricavandola dai dati Inpgi – la cassa previdenziale dei giornalisti – del dicembre 2010”.

Questo perché, sottolinea il settimanale cattolico, “dopo questi mesi cruciali del passaggio al digitale, diverse situazioni sono in evoluzione. Ci sono stati casi di crisi, come quello di Canale 10, ma anche  casi positivi come quello ad esempio di Tv Prato (la tv della diocesi ndr) che un recente riassetto societario con l’ingresso, accanto alla Diocesi, di tre imprenditori cittadini ha innovato profondamente e trasformato in uno dei poli più importanti dell’informazione a Prato, e di questo non si trova purtroppo traccia nel rapporto del sindacato dei giornalisti toscani”.

Ma, leggendo tra le righe dell’articolo pubblicato sul fascicolo regionale del settimanale, nelle edicole e nelle parrocchie da sabato prossimo, l’indagine dell’Assostampa sembra che abbia, forse volutamente, non prendere in considerazione le emittenti regionali cattoliche, tutte di proprietà delle rispettive diocesi.

Infatti, dopo Tv Prato, Toscanaoggi rileva che neppure Tsd, l’ex Telesandomenico, “fortemente rilanciata dalla diocesi di Arezzo-Cortona- Sansepolcro con l’assunzione di giornalisti regolarmente contrattualizzati e la produzione di format originali con particolare attenzione al sociale e la creazione di un polo unico dell’informazione diocesana analogo a quello di Prato, è tenuta in considerazione nell’indagine, con gravi mancanze di dati aggiornati. Per non parlare della più conosciuta e forse storica Tvl di Pistoia, dove il direttore Luigi Bardelli, per tanti anni Presidente nazionale di Anticorallo, diventa Baldelli.

Anche la Tv ufficiale dei Vescovi Italiani, Tv 2000, non si salva, visto che viene chiamata sistematicamente col vecchio nome Sat2000, e perciò considerata solo satellitare, mentre oggi è digitale nazionale,  e che una volta si definisce anche, grossolanamente, la tv del Vaticano.

“Se si utilizzerà una ricerca come questa come strumento  – sentenzia Toscanaoggi – anche in vista delle prossime distribuzioni di contributi pubblici, se ne dovrà prevedere quantomeno un aggiornamento che fotografi una situazione più realistica”.
Insomma questa volta niente assoluzione per il Sindacato unitario dei Giornalisti Toscani presieduto da Paolo Ciampi, uno dei tanti giornalisti che lavorano all’ufficio stampa della Giunta della Regione Toscana.
 

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