energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Vescovi Toscani a rapporto dal Papa l’11 e 12 aprile Notizie dalla toscana

Era l’aprile 2007 quando i Vescovi Toscani incontrarono, per la tradizionale “Visita ad Limina” Papa Benedetto XVI, eletto da due anni. Per la prima volta i Vescovi in quella visita, che il Diritto Canonico prevede ogni 5 anni, vi parteciparono portandosi dietro tantissimi fedeli della Toscana – ben 10mila – che il 18 aprile presero parte, dopo un lungo viaggio notturno, con pullman e treni speciali, all’Udienza Generale del Mercoledì, con i loro vescovi. Ora l'11 e il 12 aprile prossimi i 19 Vescovi Toscani ricontreranno, sia singolarmente che tutti insieme, Papa Benedetto XVI per la seconda "ad limina" sotto il suo pontificato. 

Quella della “Visita ad limina” è una tradizione antichissima – regolata nei secoli da appositi documenti – che vede i vescovi di tutto il mondo recarsi ogni cinque anni in Vaticano per fare il punto sulla fede e sulla religiosità nella propria diocesi. Le visite servono al Papa – Giovanni Paolo II incontrava i vescovi con un atlante sul tavolo – per avere informazioni sulle singole diocesi, sui problemi, le iniziative, le difficoltà e l'evangelizzazione. In realtà ormai la visita avviene ogni 7 anni a causa dell’aumento delle diocesi.

La visita prevede incontri privati di ogni vescovo con il Papa, e incontri assembleari con le principali Congregazioni vaticane. Nel 2007 i giorni della visita per i Vescovi Toscani furono dal 16 al 21 aprile – nel 2013 solo due giorni, l’11 e 12 aprile – anche se per alcuni l'incontro privato con Benedetto XVI fu anticipato al 2 aprile.

Quell’anno i nostri Vescovi iniziarono incontrando la Congregazione per l'Educazione Cattolica e la Congregazione per la Vita Consacrata. Il secondo giorno la Congregazione per i Vescovi e la Congregazione per la Dottrina della Fede, il Pontificio Consiglio per i Laici e il Pontificio Consiglio per la Famiglia. Il sesto giorno la Congregazione per il Clero e la Congregazione per il Culto divino. Nel mezzo celebrazioni liturgiche presso varie Basiliche romane oltre alla riunione della Cet.

Si, perché la visita “ad limina” non è soltanto un colloquio personale del vescovo con il Papa è anche l’incontro con i vertici delle Congregazioni e dei Pontifici Consigli della Curia romana,  che sono le bussole della vita della Chiesa e i principali strumenti attraverso cui Benedetto XVI governa la stessa Chiesa.

Non visite protocollari o semplici fatti amministrativi. Gli incontri sono ben altro. E oscillano fra l'ascolto e il confronto. In media ogni appuntamento sfiora le due ore e ha come punto di partenza la sintesi delle relazioni che ciascuna diocesi inviato per tempo alla Santa Sede tratteggiando il volto della Chiesa locale. Poi, nel briefing con i vescovi, c'è la Congregazione che privilegia il dialogo o quella che punta sulle indicazioni pastorali.

Secondo quanto dichiararono all'epoca i Presuli Toscani, alla Congregazione per i Vescovi la delegazione toscana ebbe la possibilità di presentare situazioni specifiche ed avere risposte in tempo reale dagli esperti della Curia. Sulla stessa linea il faccia a faccia con la Congregazione per l'Educazione Cattolica. Fra le questioni affrontate quelle del futuro delle scuole e delle difficoltà dei seminari più piccoli in cui gli studenti frequentano facoltà teologiche che spesso sono distanti.

All'incontro con la Congregazione per la Dottrina della Fede, che fu particolarmente apprezzato dai vescovi toscani, non  mancarono riferimenti e suggerimenti sul devozionismo mariano e sui movimenti di preghiera.

Quasi quattro ore durò l’incontro con il Pontificio Consiglio per i Laici e quello per la Famiglia, dove fu fatto un quadro attento e preciso sul ruolo del laicato nelle diocesi e sulla piccola Chiesa domestica, ribadendo la centralità del matrimonio.

Ma cosa dissero i Vescovi Toscani – all’epoca guidati dal Cardinale Ennio Antonelli, oggi dal Cardinale Giuseppe Betori  – al Papa e ai Cardinali della Curia Romana?

“La Toscana – disse all’epoca Antonelli – è una Regione che gode di un buon livello di benessere, ma è anche una terra molto secolarizzata, quindi ci sono indubbiamente delle difficoltà per quanto riguarda la pratica religiosa, la tenuta della famiglia, le vocazioni: queste sono le preoccupazioni principali che abbiamo, come vescovi toscani".

All’epoca molta importanza fu data ai dati emersi riguardo la partecipazione alla Messa: “Nella diocesi di Firenze – spiegò Antonelli – si aggira intorno al 15%. In altre zone è leggermente più alta: Lucca, Pistoia, Prato, Fiesole, Arezzo. Leggermente più bassa invece nella fascia costiera: Pisa, Livorno, Grosseto, anche Siena. In generale, nelle diocesi più piccole la situazione sia migliore che in quelle grandi. Se si considerano alcuni indicatori, come la frequenza dell'ora di religione o la percentuale di matrimoni religiosi, la Toscana appare piuttosto indietro rispetto ad altre zone d'Italia”.

Per Antonelli all’epoca nel tessuto parrocchiale toscano c’era “una certa vivacità nella partecipazione alla vita della Chiesa, c'è il desiderio del confronto, del dibattito. Ci sono parrocchie molto attive, c'è grande impegno nel volontariato, nelle attività caritative. Forse ci sarebbe bisogno di una testimonianza cristiana più forte negli ambienti di vita: nella scuola, nel lavoro, nella vita culturale, sociale, politica. Una testimonianza coraggiosa, capace di iniziativa, di proposta: ed è un compito che spetta in particolare ai laici. Sarebbe auspicabile da parte dei cattolici un maggiore coraggio, una maggiore capacità di fare opinione, di intervenire nei dibattiti pubblici, di offrire una lettura cristiana dei problemi e delle situazioni”.

Nel 2007 le parrocchie in Toscana erano 2.475, i sacerdoti secolari 2.142, quelli regolari 849, i diaconi permanenti 246. La regione ecclesiastica copriva un territorio di 22.500 chilometri quadrati e gli abitanti erano 3.653.061.

I seminaristi toscani erano 118, distribuiti tra le 18 diocesi, in proporzione abbastanza variabile. All’epoca c’era poi ancora un numero considerevole di religiosi e religiose, in gran parte anziani, per questo alcune congregazioni iniziavano a chiudere diverse case.

Attualmente i Vescovi in tutto il mondo sono oltre 5mila, 223 quelli titolari di diocesi italiane. Il Papa si appresta ora a rincontrarli tutti per la seconda volta, in singoli incontri, come avverrà, tra l’11 e il 12 aprile, per i 19 vescovi toscani che presenteranno al Papa, sicuramente, una Toscana trasformata e diversa rispetta a quella che gli presentarono nel 2007.

Nella foto l'Arcivescovo di Arezzo in udienza da Papa Benedetto XVI nel suo studio privato nel Palazzo Apostolico

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »