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Vescovo Pistoia: “Sarà un natale severo” Notizie dalla toscana

Scrive in una nota ufficiale il Vescovo di Pistoia Mons. Mansueto Bianchi: "Giungiamo anche quest’anno alla festa del Natale. E’ stato un cammino faticoso, una strada che ci è sembrata più lunga e pesante del solito: non ci ha accompagnato il suono un po’ aspro eppure carico di ricordo e di dolcezza delle cornamuse, ma l’incubo della crisi che non cessa, del lavoro che manca a cinquantenni senza speranza ed a giovani senza futuro. Ci ha accompagnato lo stordimento di settori politici che sembrano incapaci a capire, a trovare un brandello di unità e di convergenza sui mali seri del Paese, sulla rabbia serissima di tante persone.

Ci scandalizza e ci indigna l’irresponsabilità mentre il Paese affonda !

Ed in questa steppa ecco di nuovo il Natale !

E’ un Natale severo: non solo per i consumi e per le liturgie festaiole, ma per il messaggio che porta con sé.

Il Natale quest’anno ci dice che dobbiamo diventare più seri e più esigenti verso noi stessi, non solo perché si riducono le risorse materiali, ma perché un tempo di crisi ci obbliga a dire quali sono le cose essenziali per la nostra umana dignità, quella a cui non possiamo rinunciare se non vogliamo abdicare a noi stessi.

Ci obbliga a dire cosa abbiamo diritto di attenderci dagli altri, dalle istituzioni, dallo Stato e cosa abbiamo il dovere di dare.

Me lo sono chiesto, ed ho risposto che dagli altri mi aspetto la partecipazione, la comprensione, la solidarietà, la reciprocità.

Dallo Stato mi aspetto l’attenzione e la vicinanza concreta alla vita della gente, ai problemi con i quali dobbiamo ogni giorno combattere, spesso risultando sconfitti, senza sapere a chi rivolgerci e neppure con chi arrabbiarci.

Dallo Stato mi aspetto che mi si presenti con il volto e la dignità delle Istituzioni e delle persone che le rappresentano che hanno rispetto di se stesse e perciò hanno rispetto di me.

Mi aspetto che non sia uguale per tutti nel chiedere e nel dare, ma che sia di parte: nel chiedere a chi ha di più e nel dare a chi ha di meno riducendo la forbice in crescita inarrestabile tra ricchi e poveri. Dallo Stato mi aspetto leggi comprensibili e misurate che esprimano, fino all’evidenza, la passione per il bene comune, la democrazia, la partecipazione: mi aspetto che ci dia l’orgoglio di essere Italiani ed Europei.

Dallo Stato mi aspetto che si meriti il rispetto che dice di meritare e che esige di ricevere.

Ed io cosa sono disposto a dare? Prima di tutto ciò che “devo”: la giustizia verso le persone e verso lo Stato; il senso del dovere come un imperativo etico profondo, irrinunciabile; l’attiva partecipazione perché la società e la città vivono anche di me; il rifiuto dellafurbizia, del favore, del sotterfugio per ottenere con scorciatoie ciò che mi spetta sulla strada ampia e retta della legge; un modo diverso di rapportarmi alle cose, ai beni, ai consumi, che non consumi il futuro del mondo; il mio tempo, le mie energie, le mie risorse per chi è più debole e da solo non ce la farà mai.

Un Natale severo certo, per questi e mille altri motivi forse più importanti o solo più personali di questi.

Un Natale severo perché torna a dirci che il Signore ci ama più di quanto siamo capaci di voler bene a noi stessi e di volercene tra noi, ci è vicino più di quello che riusciamo ad esserlo gli uni con gli altri, ha stima e fiducia negli uomini e nelle donne di questo tempo oltre ogni aspettativa ed ogni merito.

Un Natale severo perché ci prende sul serio, come abbiamo bisogno che sia. Anche noi pistoiesi".

 

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