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Via al Bilancio 2016: niente nuove tasse, 100 milioni l’anno di investimenti Economia

Firenze –  Approvato il  bilancio di previsione dal Consiglio regionale. Si tratta di un pacchetto in tre parti che conta anche collegato e legge di stabilità e che racconta la spesa corrente e gli investimenti per il 2016. In sintesi non si prevedono nuove tasse: 8 miliardi e 507 milioni di spesa corrente, in cui la sanità pesa per l’80%.

Dal 2016 cambierà il volto della Regione “in presa diretta”, che non sarà più solo un ente che scrive leggi e definisce programmi ma anche un ente che gestirà direttamente molte funzioni delle ex Province. Un’opera di semplificazione, con filiere più corte, regole e procedure omogenee e meno burocrazia, a vantaggio di cittadini e imprese. Con uffici con il Pegaso nelle dieci province.

Sono un migliaio i dipendenti che passeranno in Regione dei quasi quattromila che fino ad oggi lavorano nelle nove Province e nell’Area metropolitana. La Regione si occuperà direttamente anche dei sessanta sportelli degli ex centri per l’impiego provinciali, con i loro mille addetti tra esterni e interni.

Nonostante l’obbligo del pareggio di bilancio, alcune facilitazioni introdotte dalla Legge di Stabilità nazionale consentiranno di fare investimenti per 100 milioni l’anno. Il bilancio della Regione libera inoltre 70 milioni per consentire alla Sanità di effettuare i suoi investimenti al livello che le occorre. “Saranno – sottolineano il presidente e l’assessore – tutte risorse che saranno effettivamente spese e dunque un contributo sicuro alla ripresa e allo sviluppo”. Priorità avranno le spese per la difesa del suolo, la sanità e la viabilit

“Le istituzioni‬ non possono stare a guardare ma devono agire”, commenta l’assessore alla presidenza e al bilancio, Vittorio Bugli. “Noi lo abbiamo fatto, con coraggio e assumendosi responsabilità. Abbiamo fatto un bilancio tirando ancora la cinghia, ottimizzando e risparmiando laddove possibile, cambiando la Regione e rendendola ancora più leggera e “in presa diretta” ma senza tagli sostanziali, senza che vengano meno i nostri impegni ad esempio sul sociale e la cultura o per la ripresa, e senza aumentare le tasse. Non era scontato”.

Ecco tutti i numeri

Il bilancio 2016 alla fine conterà 6 miliardi e 761 milioni per la sanità, 255 milioni di fondi vincolati e 1 miliardo e 491 milioni di bilancio effettivo dell’ente Regione, comprese le funzioni che erano delle Province. I fondi comunitari valgono 411 milioni.

Sul fronte della spesa corrente, la priorità è stata salvaguardare le politiche per l’istruzione e il diritto allo studio, la cultura e il sociale. Nei fondi europei già attribuiti si è cercato invece, come già accennato, un sostegno per altre misure e politiche regionali, incluso il progetto Giovanisì lanciato all’inizio della scorsa legislatura. Del resto grazie all’impegno e lo sforzo di compartecipazione, la Toscana per l’attuale settennato potrà contare su 143 milioni, venti milioni in più l’anno, provenienti dal bilancio regionale che consentiranno di riversare sulla Toscana 500 milioni in più da qui al 2020. Si punta naturalmente anche ad un ulteriore recupero dell’evasione fiscale, che già buoni frutti ha comunque dato in questi anni.

Uffici con il Pegaso nelle Province
Cambia il volto della macchina regionale, frutto di scelte fatte nel corso dell’anno e del riordino delle funzioni delle ex Province. Sono un migliaio i dipendenti che passeranno in Regione, che inaugurerà uffici territoriali. La Regione si occuperà direttamente anche dei sessanta sportelli degli ex centri per l’impiego provinciali con altri mille addetti, tra diretti e indiretti. Meno burocrazia e filiera accorciata per tanti settori, dalla formazione all’agricoltura e la difesa del suolo, dalla viabilità all’ambiente e la qualità dell’aria e dell’acqua, l’inquinamento acustico e l’energia, l’osservatorio sociale, le autorizzazioni Aia, Vas, Via e Aia, le aree protette, la caccia e la pesca.

Affitti

Una Regione che spende già oggi, negli affitti delle sedi per i propri uffici, molto meno degli anni passati. Fino a cinque anni fa il saldo era negativo, nel 2014 uscite ed entrate hanno fatto pari e nel 2015 – contratti alla mano -, il saldo sarà addirittura in attivo di circa 200 mila euro. In sostanza è come se la Regione oggi non spendesse niente per gli affitti e già utilizzasse tutti immobili di proprietà. Un saldo che migliorerà ulteriormente nei prossimi anni, appena dismessi i locali di via Alderotti a Firenze dove hanno sede gli uffici della sanità. Altri risparmi sono il frutto di acquisti centralizzati e gare per il risparmio energetico.

Tasse invariate
Quanto alla tasse, il bilancio 2016 porta solo buone notizie. Non aumenterà l’addizionale Irpef regionale pagata da famiglie e lavoratori toscani, che rimarrà la stessa del 2015. Non sarà ritoccato il bollo auto, che vale 370 milioni nel bilancio della Regione. Non ci sarà alcuna accisa regionale sulla benzina e nessun aumento sull’Irap, l’imposta sulle attività produttive pagata da imprese e lavoratori autonomi.

Anzi, per gli esercizi commerciali montani con un imponibile fino a 77 mila euro l’anno è previsto un ulteriore sconto che si aggiunge all’agevolazione di cui già godevano: mezzo punto percentuale in più e dunque un’aliquota ridotta pari al 2,94 per cento. I possibili destinatari sono seicento, calcolano gli uffici, e un negozio con un imponibile di 40 mila euro ne risparmierà nel corso dell’anno 384 tra vecchio e nuovo sconto.

Sull’Irap la giunta toscana ha confermato anche gli sconti per chi toglie le slot machine da bar ed esercizi (mezzo punto di riduzione e aliquota al 3,4): al contrario avrà un’aliquota maggiorata di 0,3 punti chi decide di tenerle. Confermate le agevolazioni per le onlus, le imprese sociali, le aziende di servizi alla persona e per chi noleggia auto ed autocarri (aliquota per tutti al 2,98 per cento). Non potranno invece essere rinnovate, perché in scadenza, le riduzioni di cui beneficiavano le reti di impresa, le aziende innovative, quelle che hanno firmato protocolli di insediamento o che si trovano in aree complesse.

E’ stato inoltre stralciato, rispetto alla versione spedita in Consiglio e su proposta della stessa Giunta, l’aumento sull’imposta regionale sui canoni demaniali marittimi, che avrebbero dovuto pagare i balneari che hanno in concessione tratte di spiaggia.

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