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Via Bolognese in rivolta, il Comitato chiede messa in sicurezza e un progetto per l’area Cronaca

Il comitato di via Bolognese vuole sostanzialmente una cosa: che sia possibile vivere a Trespiano e lungo tutta la via in modo decente. E per modo decente si intende una strada non più pericolosa  adottando una serie di accorgimenti "che in qualsiasi altra città d'Europa sarebbero spontanei", una risistemazione degli arredi verdi che possa rendere piacevole per i cittadini farsi una passeggiata, un progetto che riguardi tutta l'area.
Ma quali sono le "terribili" richieste del Comitato di via Bolognese? Ad esempio, un "giro" di marciapiedi che si prolunghi da San Bartolo in poi,  oltre a dei semplicissimi "parapedonali".
Un modo per pemettere a cittadini infanti, giovani, adulti e anziani di mettere fuori naso e piedi di casa senza rischiare di farsi (o di farseli) portar via. O un'illuminazione che consenta, se per caso l'auto entra in panne, il motorino si ferma, o qualcuno prende un bus a tarda ora, di raccappezzarsi  e andare a casa senza guardarsi in continuazione le spalle o rischiare di cadere nel fosso. Ancora: l'attraversamento davanti al cimitero "non può essere – commentano i membri del comitato – un terno al lotto, soprattutto per gli anziani: passerò o non passerò?". Allora: segnalazione, illuminazione, marciapiedi, controllo dei muretti pericolanti (in particolare, quello sul piazzale di Trespiano, pieno di buchi, e su cui spesso siedono i ragazzi) strisce di rallentamento per terra. Insomma, un nuovo progetto di ristrutturazione che renda il posto più funzionale e sicuro per tutti.

"Perchè non pensare a un progetto esteso, che guardi alla zona con un occhio generale, e non si limiti semplicemente a mettere toppe qua e là?" chiede l'ex-presidente e fervido membro del comitato Silvano Rocchi, il cui figlio è attualmente vicepresidente. "Magari toppe come quelle di catrame che mettono per riempire le buche del piazzale – ironizza Leonardo Bolognini, presidente attuale del Comitato – che nel giro di qualche giorno si disfanno". Insomma, l'attenzione che i cittadini chiedono è per tutta l'area, che mostra in effetti segni di usura, nonostante, e forse proprio per, la grandissima frequentazione a cui è sottoposta. "Tornando alla strada – continua Bolognini – dobbiamo comprendere che col tempo il traffico è aumentato, anche quello pesante. Se non si procede a una sua sistemazione e messa in sicurezza per i residenti, è difficile pensare che possa reggere i carichi cui è sottoposta".
Ma non si tratta solo di sicurezza. Alcune iniziative, all'origine lodevoli, come le latrine sistemate accanto alla fermata del 25 di ritorno dal cimitero, o la postazione dell'autovelox proprio sul rettilineo prima della leggera curva, si sono ormai trasformate tradendo lo spirito originario. Per quanto riguarda le prime, in assenza di pulizia sono diventate luoghi di sporcizia e miasmi rivoltanti, mentre, per quanto riguarda l'autovelox, a cosa serve se manca la fotocellula?!
"E' per tutto ciò che vorremmo chiedere alle istituzioni una politica di ampio respiro che riguardi l'intera zona e che passi dai muretti semipericolanti arrivando alla messa in sicurezza dell'intero tratto stradale, compresa l'illuminazione" conclude Mario Pellegrini, un autorevole esponente del comitato. 

Prossime mosse? Un'assemblea pubblica, in cui discutere e confrontarsi con i vertici istituzionali. "Se una volta ci sentivamo cittadini di serie B- conclude Bolognini – ora siamo cittadini di serie C1. E' necessario che qualcuno, o meglio, le istituzioni ci diano delle risposte". 

 

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