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Via dei Pepi, parte l’esposto alla Procura e alla Corte dei Conti Breaking news, Cronaca

Firenze – E’ stato depositato ieri mattina 28 luglio l’esposto segnalazione con cui la consigliera comunale di Alternativa Libera Miriam Amato e il deputato, sempre di AL, Massimo Artini, chiedono che “Procura della Repubblica e Corte dei Conti verifichino la correttezza della procedura di alienazione degli immobili del Comune di Firenze con particolare riferimento ai 13 immobili ERP posti in via dei Pepi da parte dell’amministrazione comunale”.

“L’amministrazione comunale vuole vendere case popolari solo per fare cassa – attaccano i due esponenti di AL – quando in città regna sempre più l’emergenza abitativa, ma questi alloggi, come molti altri dei 60 in vendita, sarebbero ascrivibili al patrimonio di ERP e quindi l’amministrazione starebbe violando norme regionali, come ha fatto capire recentemente lo stesso assessore regionale alla casa, Ceccarelli, rispondendo a una interrogazione in Consiglio Regionale”.

Di fatto, la motivazione che ha spinto Amato ed Artini a mettere in atto l’esposto, è il sospetto che l’intero procedimento pecchi di chiarezza in molti passaggi. In altre parole, i due esponenti di Alternativa Libera vogliono vederci chiaro sull’intero procedimento.

“Abbiamo avuto l’impressione – spiega Amato – proprio in base ai documenti, che parte della storia di questi alloggi si sia persa per strada e vogliamo capirne le motivazioni. Dall’esposto mi aspetto che si faccia chiarezza: sul perché siano stati esclusi dal patrimonio abitativo nonostante una serie di passaggi precisi e nonostante anche la Regione Toscana li continui a definire Erp. Vogliamo chiarezza perché è politicamente inaccettabile in piena emergenza abitativa vedere vendere/svendere il patrimonio mentre la gente non ha un tetto e le liste di attesa per le case popolari tolgono le speranze alle persone”.
Fra le conseguenze più evidenti di quella che sarebbe una vera e propria “trasformazione” o “non riconoscimento” della natura degli immobili (da edilizia popolare a patrimonio disponibile), anche il venir meno del vincolo che permane in capo agli immobili di edilizia residenziale pubblica una volta alienati, vale a dire l’obbligo di reinvestire i ricavati a favore del patrimonio Erp. In altre parole, spiegano i due esponenti di AL “i proventi potranno finire nel bilancio senza vincoli di sorta per il loro utilizzo”.
“Inoltre con l’alienazione di alloggi popolari considerati non ERP – spiegano i due esponenti di AL – il Comune lede anche il diritto alla prelazione degli assegnatari. E gli atti del Comune sulla mobilità degli stessi assegnatari, atti spesso secretati, potrebbero contenere elementi di illegittimità: anche per questo – concludono Amato e Artini – ci attendiamo una verifica da parte degli organi competenti”.

Conclude Amato: “A tutto ciò si aggiunge il fatto che queste operazioni si immettono nella direttrice che vede l’allontanamento delle residenze dal centro storico, persistendo nell’obiettivo di “costruire” una Firenze da cartolina, trasformando il centro storico in una sorta di outlet”.

Fra le questioni fondanti l’esposto, oltre la contestazione sulla natura degli alloggi, emerge un’altro profilo, intrecciato al primo, che riguarda la delibera 215/2014 con cui la giunta aveva dato mandato alla Direzione Patrimonio Immobiliare di procedere da un lato alla formale assegnazione ai sensi della legge regionale 96/96 per gli occupanti degli alloggi destinati ad emergenza abitativa (ERP) in possesso dei requisiti di permanenza, e dall’altro all’inserimento nel programma di mobilità dei nuclei familiari in possesso dei requisiti di permanenza ex lege, che occupavano gli alloggi destinati a fini istituzionali o ad alienazione.

Secondo quanto motivato nell’esposto stesso, queste disposizioni “risulterebbero difformi dalle vigenti previsioni di legge”, nel senso che “nessuna delle ipotesi citate nella delibera” sarebbe prevista dalla legge regionale 96/96 che disciplina la materia. Le assegnazioni infatti, secondo l’art.13 della legge regionale 96/96, sono predisposte dai Comuni “esclusivamente sulla base delle graduatorie definitive” . Per quanto riguarda la mobilità, al titolo 2 della legge regionale 96/96, sono previste e regolate solo 2 forme di mobilità: “quella a domanda dell’interessato e quella d’ufficio per i casi di sottoutilizzo o sovraffollamento dell’alloggio o di alienazione del patrimonio ERP, nel caso l’inquilino non intenda acquistare l’alloggio”. A conti fatti, la mobilità prevista dalla delibera non rientrerebbe dunque in nessuna di queste ipotesi. Inoltre, se si desse per acquisito (in ossequio alle leggi regionali 5/2014 e 96/96) che si tratta di alloggi ERP, non possono esistere assegnatari di alloggi non ERP; se invece si sostenesse che gli alloggi non sono ERP in quanto non assegnati secondo la vigente normativa ERP, (mancando dunque la formale assegnazione) la stessa dovrebbe venire in essere in ossequio alla vigente normativa. Normativa che, d’altro canto, prevede che le assegnazioni vengano fatte solo attraverso le graduatorie dei bandi e per i nuclei che al momento dell’assegnazione stessa posseggano i requisiti di accesso all’ERP, e non quelli di permanenza, come invece previsto nella delibera di giunta.
La questione, che può sembrare di lana caprina, è invece fondamentale, in quanto, se i giudici accogliessero le ragioni degli “opponenti”, si produrrebbe un effetto “a cascata” per tutti gli atti che trovano il loro fondamento nella delibera di giunta contestata (la 215/2014).

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Per saperne di più: http://www.stamptoscana.it/articolo/toscana-cronaca/case-del-comune-gianassi-in-commissione-mi-fido-dei-nostri-uffici,  http://www.stamptoscana.it/articolo/toscana-cronaca/case-del-comune-in-vendita-la-regione-dice-sono-erp, http://www.stamptoscana.it/articolo/toscana-cronaca/via-de-pepi-il-comune-fa-uscire-13-alloggi-dallerp-e-li-mette-in-venditahttp://www.stamptoscana.it/articolo/toscana-cronaca/presidio-in-via-dei-pepi-cosi-si-svuota-il-centro-storico-e-si-aprono-le-porte-alla-speculazionehttp://www.stamptoscana.it/articolo/toscana-cronaca/erp-in-via-depepi-laffaire-si-infiamma

 

 

 

 

 

 

 

 

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