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Via don Setti: atto illegale del Comune? Mancava l’ok del Prefetto Notizie dalla toscana

Stamp Toscana nei giorni scorsi ha dato voce ai cittadini residenti attorno alla parrocchia di San Remigio, in pieno centro storico, con due articoli, uno del 20 settembre, dove avanzavamo le nostre prime perplessità – ovviamente senza nulla togliere alla figura di Mons. Giancarlo Setti, protagonista involontario della bagarre – e poi il 22, riprendendo l’appello lanciato dalla Consigliera del PD a Palazzo Vecchio Susanna Agostini. Praticamente il 28 agosto scorso, in pieno periodo estivo, con mezza giunta in vacanza, il Sindaco Matteo Renzi, quale Relatore della Delibera di Giunta, la numero 2012/G/00327, ha deciso di “modificare le denominazioni delle aeree di circolazione (leggi strade ndr) Via Don Giancarlo Setti – Via San Remigio”. Queste strade erano – e lo sono ancora – vicinissime tra di loro. Via San Remigio da tempo immemorabile, via don Giancarlo Setti dal 13 maggio 2008 quando, sempre con una deliberazione di Giunta, la n 285, come si legge nella delibera di agosto scorso, “è stato dedicato a Don Giancarlo Setti un piccolo vicolo senza sfondo che si apre innanzi alla Chiesa di San Remigio”. E fin qui niente di male, anzi era stata trovata un ottima soluzione per onorare don Setti, parroco di San Remigio. Infatti, secondo quanto stabilito dal Consiglio Comunale, il Comune deve intitolare le strade tenendo presente anche la rilevanza storica sul territorio della figura a cui si vuole intitolare la strada, nel senso che non sarebbe possibile intestare a don Setti una strada della Nave a Rovezzano, dove lui non ha mai operato, ma eventualmente poteva andare bene anche una strada del rione di San Lorenzo, essendo stato il Setti parroco dell’Insigne Basilica e parrocchia di San Lorenzo, ovvero prima dell’arrivo di Mons. Livi.

Peccato che nella delibera incriminata si legga che “rilevato come tale intitolazione non appaia consona al profilo del personaggio – perché ci sono strade si serie A e di serie B a Firenze? –  e come gli stessi residenti della zona abbiano più volte manifestato – cosa che a Stamp Toscana non risulta per niente, anzi, e nonostante  in un altro passo della delibera addirittura si scriva ‘pressante richiesta’ – la richiesta di dedicare a Don Giancarlo Setti un’area toponomastica di maggiore rilievo e visibilità, indicando in particolare l’attuale Via di San Remigio (…), rilevato come tale denominazione non solo appaia più conforme alla storia toponomastica cittadina, ripristinando il nome e il luogo di uno degli antichi vicoli fiorentini, ma salvaguardi comunque il valore del toponimo San Remigio, peraltro collegato anche ad altra area di circolazione adiacente, che permane ovvero Piazza di San Remigio (….), rilevato che l’art. 11 del vigente Regolamento per la Toponomastica prevede, tra l’altro, che nel caso di variazioni dei toponimi ad aree di circolazione esistenti, il Servizio Statistica e toponomastica  P.O. Toponomastica e numerazione civica, una volta esecutiva la relativa deliberazione informa i cittadini residenti e le attività economiche interessate  dando loro tutti gli elementi per gli adeguamenti – cosa che i cittadini asseriscano che non sia stata fatta – (…), ritenuto per l’urgenza di provvedere di dichiarare il presente provvedimento immediatamente eseguibile; delibera  di assegnare la denominazione Via Don Giancarlo Setti all’area di circolazione oggi denominata Via di San Remigio; di assegnare la denominazione Vicolo di San Remigio all’area di circolazione già denominata Via Don Giancarlo Setti, modificando in tal senso la deliberazione n. 285 del 13 maggio 2008”. Fino a qui la Delibera di Giunta.

Tra l’altro il Comune di Firenze non è solito cambiare il nome a una strada e tantomeno scambiare i nomi tra due strade una accanto all’altra, su questo la Commissione Toponomastica è attenta, ma in questo caso sembra sia stata addirittura scavalcata.

Il Sindaco e la Giunta avrebbero dunque violato la legge.

Infatti la Legge n 1188 del 23 giugno 1927 prevede che “nessuna denominazione può essere attribuita a nuove strade e piazze pubbliche senza l'autorizzazione del Prefetto, udito il parere della regia deputazione di storia patria, o, dove questa manchi, della società storica del luogo o della regione”. A Firenze sembra che la Prefettura chieda anche il parere della competente Soprintendenza.

Ora, dati alla mano, appurato che il Sindaco Renzi e la Giunta hanno approvato la delibera con la variazione delle due strade il 28 agosto, e che la nuova strada a don Giancarlo Setti, è stata inaugurata il 23 settembre, possiamo tranquillamente asserire che il Prefetto di Firenze sicuramente non ha autorizzato, e sottolineamo, sicuramente non ha autorizzato, il cambio delle due strade, in quanto, in piena estate, nel giro di 25 giorni è impensabile che la Prefettura abbia trasmesso ai due Enti la documentazione e questi abbiano espletato le loro formalità, rimandando il tutto alla Prefettura e il Prefetto firmato l’apposito decreto facendolo giungere a Palazzo Vecchio in tempo. Per tale procedura, generalmente occorrono non meno di 60-120 giorni.

A questo punto basterebbe che un solo cittadino chiedesse ufficialmente l’intervento del Prefetto di Firenze e le due strade cambierebbero nuovamente denominazione in un batter d’occhio.

Ed è quello che chiedono “numerosi cittadini”, forse di più di quelli che la Giunta cita nella delibera di approvazione. Stamp Toscana ne ha incontrati alcuni nei giorni scorsi.

 Uno di loro, Felice, racconta come “sono state raccolte decine e decine di firme contro la decisione della Giunta. Molti di noi non sono stati avvisati, non solo tra chi abita nelle due strade, ma anche nel quartiere. E tra i contrari ci sono soprattutto proprio molti parrocchiani.…

Cosa chiedono: “Di ripristinare i due vecchi toponomi, siamo disponibili anche a spiegare le nostre ragioni in un incontro con il Sindaco o il Vice Sindaco Nardella. Siamo pronti a far sentire la nostra voce e a ricorre perfino al Prefetto. Non vogliamo la guerra, ma il rispetto delle regole si”.

A dare mano agli inferociti cittadini la Consigliera Comunale del PD Susanna Agostini: “Ciò che appare inopportuno, a mio giudizio e secondo questi cittadini, è la scelta di cancellare il nome dell'antico tratto francigeno, appunto via San Remigio, strada conosciuta fin dal XIII secolo perché permetteva di raggiungere la chiesa, eretta dai francesi che si recavano lungo la via Francigena in pellegrinaggio a Roma”. Susanna Agostini ricorda che in occasione del primo gemellaggio di Firenze, voluto dal Sindaco La Pira con la città di Reims nel luglio 1954, per rendere più solenne l’evento si tenne una cerimonia religiosa con il Sindaco francese proprio nella chiesa di San Remigio, che è uno dei pochi esempi di architettura alto medievale rimasti intatti, a pochi passi da Palazzo Vecchio. “Giusto ricordare don Setti – evidenzia l’ Agostini – ma è giusto e possibile anche rispettare il passato, valorizzando il presente”.

Certo l’assenza, il giorno della inaugurazione, dell’Arcivescovo Cardinale Giuseppe Betori, del Vescovo Ausiliare Claudio Maniago – fortunatamente impegnati con la Festa della Famiglia a San Donnino – la dice lunga sul fatto che la Curia Fiorentina non abbia visto di buon occhio la decisione del Sindaco. Anche se impegnati in altro luogo potevano inviare un rappresentante ufficiale, come spesso accade in situazioni del genere, ma per questa cerimonia non è stato inviato nessuno.

Ma come mai siamo arrivati a questa assurda situazione?

Sembra che tutto nasca per volontà della mamma di una consigliera comunale, che è responsabile dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio. Questa mamma avrebbe convinto la figlia a intercedere presso il Sindaco che si è dato subito da fare. Il Sindaco Renzi, e la consigliera con la mamma responsabile del gruppo di preghiera, dovevano  invece tenere presente la massima di un altro Sindaco, Piero Bargellini:  “Non farete lo scherzo di cambiare Via delle Pinzochere con Via Bargellini?”


 

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