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Via libera al bilancio regionale, risorse dimezzate in sette anni Politica

Firenze –  Il consiglio regionale ha approvato il bilancio di previsione finanziario per il triennio 2017-2019  con 24 voti a favore e 13 contrari espressi per appello nominale. L’atto registra una competenza dell’entrata e della spesa pari a 16 miliardi e 735 milioni, con un disavanzo di 2 miliardi e 655 milioni. Si tratta di un bilancio prettamente ‘tecnico’, in attesa che siano definite le risorse nazionali destinate alla Toscana. Le scelte più importanti sono infatti rinviate a febbraio e marzo, con la prima variazione. “Quando – spiegano il presidente Rossi e l’assessore al bilancio, Vittorio Bugli – si conoscerà l’esatta definizione delle risorse nazionali a disposizione”. Con il Governo le Regioni hanno infatti un discorso aperto.

“Senza bilancio approvato entro la fine dell’anno saremmo incappati in una gestione provvisoria che avrebbe rallentato la nostra capacità di spesa, a partire dall’uso dei fondi strutturali europei che abbiamo l’anno scorso anticipato con nostre risorse. Avremmo rischiato – sottolinea l’assessore- di interrompere investimenti e interventi messi in campo per il rilancio dell’economia e il sostegno dei lavoratori in difficoltà. Così abbiamo fatto la scelta di presentare un bilancio tecnico”.

Una legge non priva di contenuti e scelte, ma che è ‘tecnica’ nel senso che fa fronte a legislazione vigente – e cioè sulla base dei soli stanziamenti già previsti nel bilancio triennale 2016-2018 – alla richiesta da parte dello Stato di concorrere agli oneri della finanza pubblica: ovvero 2,7 miliardi di euro, 210 milioni per la Toscana.

A margine della seduta di consiglio lo stesso Rossi fa i conti. “Abbiamo un discorso aperto con il governo. Tolta la sanità e gli altri fondi vincolati, dal 2010 a oggi siamo passati da un bilancio regionale di 2,25 miliardi a 1,2, quasi dimezzato – sottolinea -. Nel 2016 era di 1,4 miliardi e la trattativa in corso con il governo è per cercare di tornare almeno a quella cifra”. Il bilancio ‘tecnico’ presentato in aula garantisce così al momento la copertura finanziaria integrale solo delle spese di funzionamento e delle spese incomprimibili. Un criterio simile è stato adottato per gli investimenti: tutti quelli in itinere sono coperti, mentre sono sospesi i nuovi, in attesa appunto che vengano definite le risorse nazionali.

“La tendenza degli ultimi anni – riprende Rossi – è stata quella di tagliare e su questo bisogna cambiare. Se non c’è una svolta nelle politiche sociali e se non ci decidiamo a chiedere qualcosa a chi ha di più, per aiutare le persone che sono in difficoltà sociali, legate a situazioni particolari di handicap, a problemi economici e di lavoro, credo che le diseguaglianze nel Paese tenderanno ad aumentare e, con esse, le proteste”.

Già domani è previsto un incontro tra Regioni e Governo. “Lavoreremo – dice Rossi – per recuperare questi 210 milioni che mancano. Il bilancio statale prevede la possibilità che si recuperino queste risorse. Però, la possibilità è un conto: occorre che queste risorse si recuperino davvero”. “Altrimenti – conclude – se vogliamo continuare a garantire la spesa sociale, l’unica prospettiva è quella di fare il gesto estremo di vendere anche il nostro patrimonio regionale, visto che aumentare le tasse non è tecnicamente possibile”.

Per la sanità 160 milioni in più

Oggi, a legislazione vigente e per far quadrare i conti, il bilancio è costruito per realizzare un avanzo da 80 milioni di euro e prefigura la possibilità di rinunciare a 130 milioni di trasferimenti statali. Stato e Regioni dovrebbero concludere specifici accordi entro la fine di gennaio. Intanto il fondo sanitario nazionale è stato aumentato di 2 miliardi, che si traducono per la Toscana in 160 milioni in più in bilancio.

Il bilancio 2017 in breve
La legge ‘tecnica’ di bilancio per il 2017, in discussione in aula, prevede entrate e spese per 11 miliardi e 632 milioni di euro: a 259 milioni ammontano i trasferimenti correnti, 244 milioni sono le entrate in conto capitale per sostenere le spese di investimento. Ad 8 miliardi e 560 milioni ammontano le spese correnti. La parte del leone continua a farla sanità: 6 miliardi e 892 mila euro. La spesa è stata ripartita in ‘missioni’, che rappresentano le funzioni principali e gli obbiettivi strategici, a loro volta organizzate in ‘programmi’.

 

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