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Via Palazzuolo: piano di recupero, c’è il rischio isolamento Cronaca

La paura di restare isolati cresce. “I problemi sono altri..” con questa frase la caratteristica e storica via Palazzuolo, accoglie i viandanti all’indomani della presentazione del Piano di Riqualificazione presentato da ben tre assessori di Palazzo Vecchio al Comitato di zona formatosi nelle scorse settimane.
A parlare sono i commercianti ed alcuni residenti che, pur ringraziando l’operato del Comitato che tutti ricordano essere “nato su Feisbucche“, non si riconoscono nel cittadino che “si accontenta di un posto auto in più“.

Perché dicono questo? Partiamo dal fondo del patto siglato tra Comune e Comitato “Nell’occasione dell’istituzione del senso unico di via Maso Finiguerra gli uffici tecnici stanno studiando la possibilità di istituire gli stalli di sosta per residenti a lisca di pesce per aumentarne il numero“.
Alcuni commercianti sono furibondiSopravviviamo nonostante tutto e da ottobre saremo anche isolati.. cose da pazziesclama chi si dice pronto a chiedere all’assessore Stefano Giorgetti un ravvedimento operoso sul piano.

Un piano che prevede una porta telematica in via Santa Lucia, all’angolo con Il Prato.
Da questo nasce l’inversione di alcuni sensi di marcia: via Maso Finiguerra a senso unico da Palazzuolo a Borgo Ognissanti. Via Palazzuolo a senso unico da Santa Lucia a Maso Finiguerra. Via dell’Albero a senso unico da Maso Finiguerra a via della Scala. Via Il Prato a senso unico da via Palazzuolo a via Rucellai.

I nuovi problemi. L’accusa è rivolta alla “miopia” che sarebbe dovuta ad una irrazionale concentrazione del problema alla sola via Palazzuolo che verrebbe chiusa e non regolamentata.
Effetto critico? “Per arrivare in via Palazzuolo non basterà scendere da Santa Maria Novella in via dell’Albero, ma occorrerà passare da via Il Prato e dunque arrivare da piazza Taddeo Gaddi..“. Questo comporterà “un minore passaggio ed una minore presenza in zona“.
Sollevando l’eccezione che la scelta sia mirata ad una “pedonalizzazione” dell’area non solo i commercianti, ma anche i residenti esclamano “Ci chiudono dentro“.

Chi frequenta abitualmente la strada ha imparato a conviverci e parla di rispetto reciproco valutando con una bilancia molto sensibile la presenza di discoteche, sale giochi, bar, scuole, trattorie, artigiani gestite indifferentemente da cittadini di origini italiane o straniere. Prendere il caffé non è certo un problema da queste parti ed ogni giorno si cambia bancone “Non è la qualità il problema.. può esserlo in Borgo Ognissanti, via più borghese”. Ed allora qual è il problema? “I controlli, la presenza delle forze dell’ordine. Servono più telecamere, più multe e maggiori deterrenti. A volte chiamiamo ed aspettiamo più di mezz’ora..”.

I controlli ci sono, l’assessore Federico Gianassi continua a postare sul proprio profilo Facebook le foto delle pettorine gialle impegnate nelle verifiche ed è di poche ore fa la notizia di una nuova sospensione imposta ad un locale.
“Le chiusure non ci piacciono” ammette con sincerità qualcuno, questo perché il crollo dell’immagine coinvolge tutti anche i residenti agli occhi di amici e colleghi di “Indoè tu stai.. in via Palazzuolo?.. Mi irridono a lavoro..” racconta un residente.

La soluzione è più complessa, passerebbe attraverso la profonda conoscenza della strada, della sua storia più e meno recente e del cambiamento sociale che oggi la vede etichettata dalla stessa Amministrazione come “strada multietnica” come se il processo fosse l’esito di un Bando o di una riunione di condominio.

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