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Via Suor Maria Celeste, una strada appartata e incantevole… con qualche segreto Rubriche

Nel giallo di Linda di Martino  “L'incidente di via Metastasio”, la casa della vittima è in via Suor Maria Celeste. Come nelle regole auree del giallo classico, i superstiti “sembrano” irreprensibili e la villetta, semplice e solida, e per di più bianca – “sembra” ispirare solarità borghese senza segreti. Ma è così? La prosa della di Martino lascia sempre aperto uno spiraglio dentro il buio di un segreto. In più, non è un caso che la giallista fiorentina abbia collocato la casa nella via intitolata a Suor Maria Celeste, al secolo Virginia Galilei (1600-1633), figlia del grande scienziato.

«Col mio motorino d'antiquariato, da Badia a Ripoli per via Fortini risalgo il viale dei colli, lascio a destra piazzale Michelangelo, mirabilmente deserto grazie ai trentotto gradi all'ombra, e da via San Leonardo sbuco nella strada dedicata a Suor Maria Celeste, strada segreta appartata incantevole, cui ben si adatta l'ngelico nome della figlia di Galileo Galilei. La casa dei Cini è quasi all'incrocio con San Matteo in Arcetri, una villetta bianca a due piani, semplice e solida. Quando mi avvicino alle sbarre del cancelletto non ho ancora deciso cosa fare, ma Elettra Cini che siede all'aperto, di spalle, si volta e subito si alza.
– Buonasera, signora, passavo di qui.
– Entri, tutte le sere dalle sei in poi mi troverà qui.»

Riferimenti
Linda di Martino, “L'incidente di via Metastasio”, Il Giallo Mondadori N. 2497, 8/12/1996.

Immagine: Suor Maria Celeste  http://goo.gl/xkGOa

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