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Viaggiare come se si fosse del posto. Da oggi si può Internet

Non è propriamente un social network, ma non è neanche il solito sito di annunci online. Vi si possono trovare post di ogni genere, ma non chiamatelo assolutamente forum. C'è il servizio clienti, la possibilità di prenotare un alloggio e una mappa interattiva che vi mostra dove andrete a soggiornare. Ma chiamarlo e-booking rischia di essere veramente riduttivo. Wimdu è tutto questo e molto più di questo. E a quasi un anno dalla sua apertura sta rivoluzionando il modo di viaggiare. Con Wimdu, infatti, non si è più semplici turisti ma si è decisamente qualcosa di diverso: si è abitanti del posto in cui si va.

Wimdu. Travel like a local – Tempi di crisi, è dura viaggiare. Niente di più falso. Non per i tempi di crisi, quelli ci sono eccome, ma per la difficoltà di viaggiare. Wimdu è infatti una piattaforma web che consente ai suoi utenti di scegliere fra un vastissimo range di prezzi e di prenotare soggiorni di ogni genere, dal classico bed and breakfast ad un intero appartamento. La particolarità del servizio sta nel fatto che gli alloggi sono messi a disposizione da privati che risiedono nello stessa casa che si va a prenotare. Questo comporta una serie di vantaggi del caso, come un'informazione puntuale sui luoghi da visitare, sui mezzi di trasporto da prendere e su tutta quella trafila di piccoli segreti che solo un abitante del luogo conosce e che un'agenzia di viaggi non rivelerà mai. Wimdu – travel like a local: mai slogan fu più azzeccato. 

Il segreto è il feedback – «Alla maggior parte delle persone – afferma Arne Bleckwenn, co-fondatore di Wimdu – piace viaggiare e conoscere paesi e culture diverse. Tuttavia quando si fa una classica vacanza alloggiando in un hotel si perde un po' del fascino tipico del luogo visitato. Chi invece alloggia presso la gente del posto, scopre molti aspetti avvincenti della meta scelta». Questa è l'intuizione alla base della piattaforma, che fa di un potente e trasparente sistema di feedback il suo punto di forza. Scelta una destinazione dalla semplice interfaccia principale, infatti, si deve decidere in quale degli alloggi messi a disposizione dagli utenti andare a vivere. Come scegliere? Il prezzo, la prima discriminante. Ma non solo. La valutazione del tipo di abitazione passa anche per la valutazione delle esperienze precedenti di altri viaggiatori. Si possono così analizzare pregi e difetti delle singole offerte tramite le recensioni di chi già le ha provate. Alla fine del soggiorno, inoltre, si possono rilasciare consigli personali al proprio host (il proprietario di casa), il quale, a sua volta, scriverà qualche parola su chi ha abitato con lui. Si è comunque in casa di altri, bisogna stare attenti a ciò che si fa.

Il servizio clienti – Siamo comunque uomini. E non sempre gli uomini si comportano bene. Se un proprietario infatti ha una condotta scorretta, o non garantisce i servizi promessi, è possibile contattare il servizio clienti che provvederà ad una puntuale assistenza personalizzata. Provare per credere. Unico neo, il fatto che il costumer care ha sede a Berlino – città natale di Wimdu – e quindi rischia di far lievitare non poco la vostra bolletta telefonica. A scapito di ciò, quando si riceve assistenza, si è tenuti a rilasciare un feedback anche sul livello di aiuto ricevuto, se cioè è stato utile oppure no, se l'operatore che vi ha seguito è stato o meno all'altezza della situazione.

Se il viaggio diventa social – Wimdu rompe con gli schemi classici del viaggio novecentesco. Non più sontuosi alberghi o residence costruiti alla faccia di qualsiasi normativa ambientale, ma case già esistenti abitate da persone in carne ed ossa. Questo consente uno scambio di notizie e informazioni prima impensabile, dal quale possono nascere anche amicizie e accordi per futuri scambi e collaborazioni. Operante in 11 lingue, Wimdu apre alla possibilità di viaggiare in Europa, America e Asia. Il sito è stato finanziato dall'azienda berlinese Rocket Internet, che dopo progetti di successo come Zalando e Citydeal si è gettata a capofitto sull'idea di Arne Bleckwenn e Hinrich Dreiling con l'intento di realizzare una rete globale di viaggiatori. Il fascino romantico del viaggio con Wimdu torna quindi a farsi sentire. Non più prodotto di consumo massificato, ma neanche privilegio per pochi eletti. Con Wimdu, anche in tempi di crisi, viaggiare bene si può. Basta sentirsi “veramente” local.

Per saperne di più – www.wimdu.it

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