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Viaggio agli Inferi con Orfeo per musica, danza e multimedia Spettacoli

Firenze – La ricorrenza dei 700 anni dalla morte di Dante è l’occasione per celebrare il sommo poeta mettendo in scena il personaggio del Mito, emblema della musica, che come Dante dall’Inferno fece ritorno: Orfeo. Un viaggio negli inferi come percorso all’interno del Sé, per eternare il pathos e rappresentare un archetipo capace di attivare l’energia profonda dell’Anima Universale, entità che incarna il principio e l’essenza stessa dell’arte.

In Dante, Orfeo e il viaggio khthónios _ filologia e tecnologia, opera interdisciplinare che intreccia musica, canto, danza e multimedialità in un dispositivo performativo di grande impatto e coinvolgimento sensoriale, la figura di Dante diventa la guida di Orfeo e scandisce l’evolversi delle vicende. L’Orfeo di Claudio Monteverdi, restituito da Ensemble San Felice diretto da Federico Bardazzi, è tessitura strumentale, vocale, narrativa, percorsa dalle azioni danzate della Compagnia Bellanda di Giovanni Leonarduzzi.

L’allestimento tradizionale dell’opera viene sovvertito attraverso la creazione di un “palcoscenico metavirtuale” dove i cantanti in presenza dal vivo si esibiscono fuori campo, mentre i corrispondenti personaggi scaturiscono da suggestioni virtuali, ologrammi, avatar, danzatori. La realizzazione musicale combina l’approccio filologico con lo sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative capaci di valorizzare l’espressività del capolavoro monteverdiano in chiave contemporanea. Un nucleo strumentale e i principali solisti vocali si esibiscono dal vivo, dialogando con sezioni preregistrate, suoni campionati, delay, effetti sonori e acustici.

Lo spettacolo, una produzione Opera Network / Ensemble San Felice che debutterà per il 32° Florence Dance Festival, vede la collaborazione di Fabbrica Europa che sostiene e coproduce la Compagnia Bellanda, offrendo anche residenza creativa e spazio prove per la realizzazione dell’opera presso il PARC Performing Arts Research Centre. Il lavoro compositivo di Giovanni Gava Leonarduzzi per un gruppo di quattro danzatrici cui si aggiunge lo stesso Leonarduzzi, si basa sulla contaminazione dei linguaggi espressivi e sperimenta nuovi modi di comunicare attraverso il corpo grazie a un intreccio di stili e codici, dinamiche e ritmi che raccontano la forza di un nuovo vocabolario coreografico.

 

 

 

 

 

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