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Il viaggio di Bocchicchio nel Sud-est asiatico, vicende di strada e spiritualità Cultura

Firenze – Può sembrare un’eresia affiancare il nome di un giovane scrittore emergente a quelli di Tiziano Terzani e di Bruce Chatwin. Eppure, leggendo il libro di Leandro Bocchicchio, La stagione dei sorrisi, si ha l’impressione di respirare la stessa atmosfera che evocano i due illustri scrittori e viaggiatori. Leandro Bocchicchio è un giovane istruttore di kung fu fiorentino, appassionato viaggiatore, che per tre mesi ha percorso in nave, in treno, a piedi, in scooter e con qualsiasi mezzo che lo mantenesse con i piedi per terra le strade del Sudest asiatico, attrezzato di zaino e Moleskine.

Ne è nato un diario di viaggio gustoso, ironico e a volte commovente, una “zingarata”, come la definisce l’autore, dai risvolti inaspettati. Ci regala così ritratti umani a tre se non quattro dimensioni, dal funambolico gelataio turco alla tascabile signora Peggy Chang, dagli studenti indonesiani armati di questionari sulle stupende spiagge dell’oceano, a Hank, il Buddha on the road, e tanti altri personaggi, senza dimenticare le scorpacciate con gli amici bohémiens di Taiwan, gli incontri con i connazionali fuggiti dall’Italia per nascondersi negli stupendi angoli esotici estremo-orientali, e soprattutto la dolce Ilaria, presenza prima reale e poi nostalgica che ricorre in tutte le pagine del libro.

Una lettura che avvince, senza mai scadere nel didascalismo. Ritroviamo nel racconto di queste “vicende più o meno ordinarie” di viaggio sia la sagacia fiorentina che l’occhio un po’ distaccato, very british, che i lettori di Bruce Chatwin conoscono bene. Un libro da consigliare a chi ha voglia di farsi coinvolgere in un vero e proprio viaggio alla scoperta di dimensioni apparentemente lontane, che si traducono in una scoperta di sé. Forse la frase che più di ogni altra sintetizza questo affresco, sia esteriore che intimo, è «sono dove voglio essere», che Leandro trascrive sulla sua moleskine mentre ammira estasiato un braciere taoista-buddista, da cui si sprigiona ancora l’intenso profumo dell’incenso votivo: «è come respirare aria di casa», scrive, «la mia sfera olfattiva mi elargisce zaffate di benessere e pace che calmano la parte più irrequieta della mia anima.» Ma, ovviamente, non è soltanto questo…

La presentazione del libro avverrà mercoledì prossimo 8 ottobre al Bas Bleus,  via dello Steccuto 19/A (presso il Polo Steccuto 19) dalle ore 19,30. Sarà presente l’autore

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