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Viaggio nel colore a Pitti, mentre i luoghi di Firenze diventano palcoscenico vivente Economia

Firenze – Ottantottesima edizione per Pitti Uomo. Per chi giunge all’appuntamento internazionale per riempirsi gli occhi della bellezza e della genialità degli stilisti convenuti da ogni dove,  l’approccio a questa ottantottesima edizione di Pitti Uomo non può prescindere dal tema fondamentale dell’anno, il colore. Per chi giunge nel tempio della moda maschile, le palettes degli abiti e degli accessori ricordano un caleidoscopio, e così l’ambiente della Fortezza da Basso, a partire dalle istallazioni dell’architetto Oliviero Baldini – un set design vivace, di forte contrasto. Al centro della piazza tra i padiglioni campeggia la scritta “That’s Pitticolor!” in mezzo a centinaia di birilli simili a quelli che vediamo durante i lavori stradali.

1150 espositori, di cui 460 provenienti dall’estero. Dal 16 a 19 giugno la Fortezza sembra tingersi di blu, il colore prevalente: un blu in tutte le tonalità vivacizzato da fantasie, righe e quadri, il blu che caratterizzerà la primavera del prossimo anno. “Blue is the new black”, quindi. La tinta irrinunciabile protagonista delle prossime passerelle.

pitti 2 velaLa parola chiave di questa ottantottesima edizione è l’intercambiabilità uomo – donna, il cosiddetto gender free: abiti e accessori dai caratteri neutri, indossabili da entrambi i sessi indistintamente. Ritroviamo perciò una donna dalla linea netta e squadrata, che trasmette un atteggiamento deciso e poco indulgente.

Pitti Uomo si è sempre contraddistinta per un’attenzione particolare agli stilisti che si affacciano da poco al mondo della moda: è da citare a questo proposito “Who in on next? Uomo”, un premio rinnovato ogni anno a partire dal 2009 per un giovane creatore di abbigliamento e accessori maschili. Il vincitore di questa edizione è Vittorio Branchizio (prêt-à-porter), scelto da una giuria variegata ed esclusiva, presieduta da Franca Sozzani e Raffaello Napoleone.

Gli eventi di Pitti si materializzano anche nella città, mettendo insieme la grande moda con il fascino internazionale di Firenze. Così, ieri, la prima sfilata a Pitti Uomo in stile unisex avviene con la presentazione alla Stazione Leopolda della collezione di Arthur Arbesser. Il designer austriaco ha sfilato una collezione che include outfits per lui e lei, indagando sullo stile agender e sui punti di contatto tra menswear e pitti 1 corridoiowomanwear. Arbesser ha tratto spunto anche dalla produzione di ceramica di Montelupo Fiorentino Bitossi, dove ha scoperto opere di Ettore Sottsass. Creatività allo specchio, ecco l’evento multisensoriale alla Limonaia di Zenobi del Rosso nel Giardino di Boboli, dedicato allo stilista canadese Thomas Tait, Womanswear guest designer di Pitti Uomo.”Presento una combinazione di capi di stagioni passate – ha detto oggi nell’anteprima alla stampa il designer vincitore nel 2014 della prima edizione dell’Lvmh Prize – ogni pezzo è affiancato da un altro riprogettato da artigiani italiani con l’aiuto di Pitti. Tutto in teche a specchio”.

Arriva l’uomo viaggiatore e giunge in piazza Ognissanti: sfila Ports 1961, brand di abbigliamento nato in Canada, ma passato ai cinesi negli anni Novanta, con la sua nuova collezione maschile disegnata disegnata dal nuovo direttore creativo, Milan Vukmirovic. In piazza,uno stile casual-sportivo dedicato all’uomo viaggiatore. “Siamo estremamente contenti di partecipare a Pitti – ha detto lo stilista – che si conferma una delle principali piazze della moda uomo al mondo. La decisione di presentare la nuova collezione P/E 2016 a Pitti fa parte di un nuovo progetto allo stesso tempo futuristico e concreto per la linea uomo che ho disegnato, un concetto che Ports 1961 e Pitti condividono”.

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