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Vicofaro, Asgi e Medu: “No provvedimenti estemporanei” Breaking news, Cronaca

Pistoia – Affaire Vicofaro, prendono posizione le associazioni di volontariato ASGI e MEDU, che hanno inviato una lettera al Prefetto di Pistoia, al Sindaco di Pistoia e al Presidente della Regione Toscana per richiedere un incontro e il trasferimento presso una sistemazione più adeguata per le persone che risiedono nel campo informale di Vicofaro.

Le associazioni hanno infatti appreso del recente sopralluogo nella struttura e delle dichiarazioni del sindaco Alessandro Tomasi che parrebbe, dicono dalle associzioni, ” non essere a conoscenza di chi e quante persone sono accolte in quella parrocchia”, e che “ha richiesto l’adozione di misure urgenti ed adeguate da parte della Parrocchia”, aggiungendo che “in caso contrario, o di mancata risposta, sarà cura di questa Amministrazione assumere tutti gli atti necessari affinché ne sia garantito il rispetto” di quanto osservato dalla ASL.

La Sezione Toscana di ASGI e il team di MEDU che da mesi seguono da vicino la vicenda fornendo assistenza socio-legale e sanitaria alle persone accolte a Vicofaro, già nel marzo scorso e proprio in ragione dell’emergenza sanitaria generale, hanno inviato una lettera alle istituzioni locali e regionali, compreso il Sindaco di Pistoia, chiedendo un’azione congiunta di tutte le realtà coinvolte per la riduzione del numero degli ospiti e il loro graduale trasferimento in alloggi e strutture adeguate, nel rispetto dei loro diritti fondamentali e a tutela della salute pubblica. La lettera non ha ricevuto ad oggi alcun riscontro.

“La complessità della situazione della Parrocchia di Vicofaro – si legge nella nota congiunta – un luogo di accoglienza non formale, che ad oggi non ha creato problemi di sicurezza e salute pubblica, va affrontata in modo lungimirante e strutturato e non in modo estemporaneo e con tempi ristretti come richiesto dal Sindaco di Pistoia, senza peraltro proporre alcuna soluzione alternativa, efficace e dignitosa per le persone accolte. Né può essere pensata una immediata azione di sgombero, come riportato da varie testate giornalistiche, senza prima, in conformità alla normativa in materia, aver previsto delle situazioni alloggiative idonee, in considerazione anche del delicato periodo di emergenza sanitaria mondiale”.

Con la lettera del primo ottobre le associazioni, oltre a chiedere e a rendersi disponibili per un incontro, hanno rinnovato le richieste già avanzate a marzo e richiesto, nell’immediato, “di provvedere a garantire standard igienico-sanitari minimi alle persone accolte a Vicofaro tramite attività di informazione e screening per l’infezione da CoViD-19 presso la parrocchia ad opera di personale medico-sanitario, la fornitura di materiale idoneo all’igiene personale e degli ambienti e di mascherine chirurgiche e guanti individuali agli ospiti, oltre all’individuazione di luoghi adatti ad eventuali quarantene”.

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