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Videoconferenze creative: capre e asini agli incontri virtuali Cronaca

Parigi – Lama, capre o asini stanno diventando negli Usa le star delle videoconferenze. Per rompere la monotonia dei lunghi teleincontri che hanno punteggiato in queste lunghe giornate di quarantena le attività professionali di milioni di persone nel mondo molte aziende hanno deciso di investire 100 dollari per avere attorno al tavolo virtuale la compagnia di un animale.

L’iniziativa, scrive il quotidiano Le Monde ha poi un doppio vantaggio: non solo porta buon umore tra i partecipanti alla videoconferenza ma permette anche di aiutare a sopravvivere fattorie o rifugi di animali messi a dura prova dalla crisi del coronavirus .

Secondo il giornale, sono già oltre 300 le aziende che in un solo mese hanno chiesto la presenza (virtuale) di un animale durante le loro riunioni di telelavoro. L’iniziativa è nata il 25 marzo scorso, grazie a Sweet Farm, un rifugio per animali in California alla ricerca di un’idea che palliasse ai mancati incassi dei visitatori confinati tra le loro quattro mura.  L’idea è piaciuta immediatamente a un servizio di videoconferenza che, per l’occasione, ha cambiato il suo nome GO2Meeting in Goat2meeting, approfittando dell’assonanza  tra go e goat che vuol dire capra.

Goat inoltre è anche l’acronimo di  “greatest of all time” usato nello sport e che indica “il migliore di sempre”, un modo subliminale, scrive Le Monde,  di invitare i propri indipendenti di dare il meglio di sé.  Goat2meeting ha avuto un tale successo che il servizio di videoconferenza si è associato anche da altri rifugi, in modo da poter offrire una vasta scelta di animali.   La richiesta di una partecipazione filmata al tavolo di lavoro di un animale costa a un’azienda 100 dollari per dieci minuti. A un privato 65 dollari per una ventina.

Con un investimento minimo si ha un’esperienza molto divertente che si rivela anche molto positiva in termini di coesione del team. Ci ha permesso di rompere la monotonia delle riunioni con una levità necessaria in questi tampi di coronavirus” ha dichiarato al giornale l’esperta di marketing  Maja Orsic.  Secondo il giornale,  il lama star è forse un segnale che siamo entrati in un altro mondo, quello del dopo Covid 19. Prima dell’epidemia chi poteva pensare a invitare un animale a serie videoconferenze di lavoro?

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