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Vigilia strage senegalesi, incontro in Palazzo Vecchio Società

Una grande festa, stamattina in Palazzo Vecchio, sebbene ognuno sentisse dentro di se' il peso di quel gesto atroce che un uomo di Pistoia, imbevuto di velenose ideologie razziste, ha compiuto il 13 dicembre dell'anno scorso. Duplice omicidio, spente le vite di due giovani uomini di 32 e 42 anni, un altro ridotto a passare il resto della sua vita su una sedia a rotelle e senza parlare;  altri due, feriti, che porteranno sempre addosso i segni di quell'incredibile e inenarrabile violenza. La colpa? Il colore della pelle.
''Non crediamo si possa catalogare quanto accaduto un anno fa solo sotto l'etichetta del razzismo e della xenofobia. Quanto successo un anno fa è l'esempio di una società che sta involvendo sotto il profilo della tenuta sociale. Per questo non ci siamo voluti limitare ad una commemorazione, seppure doverosa, ma abbiamo voluto guardare avanti''.
Le parole pronunciate dal segretario generale della Cisl di Firenze Roberto Pistonina, nel corso dell'intervento di stamattina nel Salone dei Duecento partecipando all'iniziativa ''Chi ha paura dell'uomo nero ? La vita a colori'' sono emblematiche. Di cosa? Del fatto che quell'orrendo fatto non può essere classificato solo e semplicemente come un episodio di razzismo, ma coinvolge molto di più, in primis la crisi di valori che ha colpito la società.


L'incontro di stamattina a Palazzo Vecchio, organizzato, a un anno dalla strage dei senegalesi in piazza Dalmazia, da CislFirenze e Anolf Firenze e Toscana, in collaborazione con Comune di Firenze, Arte per le Marche e Progetto San Francesco, ha alternato immagini, suoni, parole, colori, attraverso interventi, videoclip, momenti musicali e poetici, per parlare di immigrazione, non limitandosi a stigmatizzare il razzismo e la xenofobia, ma puntando piuttosto a valorizzare la ricchezza che nasce dalle diversità, in campo culturale e artistico, come nella società. ''Quello del razzismo – ha spiegato Pistonina – è un recinto troppo stretto, dobbiamo affrontare il problema sotto il profilo sociale e culturale, della legalita' e del lavoro. Occorre lavorare in particolare sui giovani e sulle scuole, per costruire un nuova cultura". Nel corso della mattinata, coordinata da direttore del Progetto San Francesco, Alessandro De Lisi, sono intervenuti anche Rosa Maria Di Giorgi, assessore all'Educazione del Comune di Firenze, don Giovanni Momigli, direttore dell'Ufficio pastorale sociale della diocesi di Firenze, Mohamed Ba, poeta e autore teatrale. Massimiliano Comparin ha letto una ''Lettera aperta contro ogni chiusura'', Francesca Maranetto Gay ha riassunto, con il video ''In cammino….per la libertà e l'eguaglianza dell'uomo'' un secolo di soprusi e violenze. Nel salone sono state esposte tre opere, in olio su tela, del pittore romeno Madalin Ciuca, che ritraggono un unico volto sotto differenti angoli visuali e riflessi di luce.

Intanto il sindaco di Firenze è andato, oggi, vigilia del primo anniversario della strage, a visitare Moustapha Dieng,  senegalese ferito lo scorso 13 dicembre a Firenze dal killer di estrema destra Casseri che con il suo attentato a sfondo razzista uccise Mor Diop e Samb Modou, ferendo oltre a Dieng, anche i connazionali Cheikh Mbengue e Mor Sougou. Dieng è rimasto paralizzato dopo essere stato colpito dagli spari di Casseri alla spina dorsale e la visita del sindaco ha avuto lo scopo di portargli l'affetto e la vicinanza di tutti i fiorentini.
''Sono stato all'unita' spinale da Mustafa', il ragazzo senegalese colpito 1 anno fa con Mor e Modou – ha scritto Renzi dopo la visita su Twitter – l'ho abbracciato, a nome di tutta la città''. Domani 13 dicembre,  in omaggio alle vittime dell'attentato razzista e nel segno dell'antirazzismo, ci sarà al Mandela Forum di Firenze 'Jokko' ('dialogo' in senegalese), grande concerto organizzato dal Comune: vi prenderanno parte il musicista Youssou Ndour, attuale ministro del Turismo del Senegal, il ministro per la cooperazione internazionale Andrea Riccardi e poi ci saranno artisti come Elio, Giobbe Covatta, Paolo Hendel, la Bandabardo', Ginevra di Marco, Yoro Ndiaye, Soulemane Faye. Il ricavato della serata (costo del biglietto 10 euro) sara' devoluto alle famiglie delle cinque vittime di Casseri. Inoltre, dalle 17 in piazza Dalmazia, sit-in per ricordare la strage. All'iniziativa parteciperanno svariate associazioni e politici fiorentini. E alla vigilia dell'anniversario di quell'atroce strage, anche il sindaco di Pistoia, la città dove viveva Casseri, ha sentito la necessità di esprimere, in una nota inviasta alla stampa, tutta la sua costernazione.

Ecco il testo della lettera inviata alla stampa. "Un anno fa, Samb Modou, 40 anni, e Diop Mor, 54, furono uccisi mentre vendevano la loro merce in piazza Dalmazia a Firenze. Anche Moustapha Dieng, venditore ambulante senegalese come Samb e Diop, fu raggiunto dai colpi di pistola sparati da Gianluca Casseri in piazza Dalmazia; venne portato in condizioni disperate all’ospedale di Careggi e a distanza di un anno è ancora ricoverato nel reparto di Unità spinale del Cto di Firenze: i proiettili hanno leso irreparabilmente tessuti e nervi costringendolo su una sedia a rotelle e all’afasia. Nel quartiere di San Lorenzo, poco dopo, Casseri sparò di nuovo colpendo all’addome Sougou Mor di trentadue anni e Mbenghe Cheike di quarantadue, al torace.

“Ad un anno da quel terribile 13 dicembre – afferma il Sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli – si rafforza il sentimento di vicinanza della città di Pistoia verso la comunità senegalese e le famiglie delle due vittime, Samb e Diop, di Sougou Mor, di Mbenghe Cheike e di Moustapha Dieng che sta ancora lottando per tornare a vivere fuori da quella stanza d’ospedale nella quale da allora è costretto. Pistoia è, e sarà sempre di più, una città aperta al mondo, anche perché il mondo è già a Pistoia: sono tanti i cittadini migranti che abitano, lavorano e hanno costruito una famiglia nella nostra città e tutti devono sentirsi, qui, a casa loro. Pistoia è città di tutti; il futuro sta in una cultura declinata al plurale, nella promozione di politiche interculturali, nello scambio di sensibilità e conoscenze e nell’arricchimento reciproco. Il Comune è impegnato a sostenere concretamente l’integrazione di coloro che contribuiscono alla crescita di Pistoia da qualunque parte del mondo provengano. Proprio per questo, ad esempio, è con particolare soddisfazione che, agli inizi di dicembre, ho inaugurato, in un locale di proprietà del Comune, la sede di Assoalbania, composta da cittadini della comunità albanese, la più numerosa della città. Nel futuro, proseguiremo su questa strada”.

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