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Vino e Big Data, un settore di eccellenza alla prova dell’analisi della rete Breaking news, Economia

Firenze – L’Italia, non c’è bisogno di ricordarlo, ha una grande varietà di prodotti legati alla tradizione e alla sua storia. Fra le eccellenze del bel paese, il vino è il prodotto in cui maggiormente (e soprattutto in questi ultimi anni) tradizione e modernità si sono coniugate assieme in uno sviluppo straordinario che ha portato l’Italia a essere il primo paese esportatore in Europa.

Il vino è un prodotto di eccellenza che rientra nella categoria del luxury, che, se abbinata alle nuove tecnologie legate alle varie forme di innovazione, produzione e comunicazione, si trasforma in una sfida tutta nuova nel suo genere pronta a mietere successi. E’ da tempo che sempre più le case vitivinicole medie o grandi che siano cercano di diversificare la loro produzione nei confronti della concorrenza, si veda il caso del successo sempre più crescente dei vini biodinamici e biologici.

Ma cosa c’entrano i Big Data con il vino? Cominciamo col dire che si integrano appieno, nella misura in cui chi lavora oggi col vino sa di per certo che avere un approccio rivolto all’innovazione anche per un prodotto così tradizionale oramai è diventata una cosa indispensabile e il Web 2.0 con tutti i suoi annessi e connessi fa da padrona.

Si parte dall’analisi e dall’ascolto delle informazioni in dati digitali nelle conversazioni sui Social Media e sui blog tematici dedicati al vino che questi ultimi fanno da volano per le tendenze del momento, con la loro attività di influencer riescono a capire le preferenze e i gusti anche di futuri consumatori provenienti da zone ancora poco esplorate tipo l’immenso continente asiatico.

Anche il mondo del vino è composto da dati che sono fondamentali e sempre più occorrerà fare delle analisi più dettagliate per saperli gestire e fare delle previsioni. Principalmente sono due le aree d’intervento dei Big Data, l’area del marketing e comunicazione, ossia sapere costruire un piano di comunicazione e quella legata alla produzione, che vedremo in seguito. Il marketing vuole capire tramite l’ascolto dei dati e delle informazioni estrapolate come potere validarle e interpretarle, l’obiettivo è di scoprire nuovi mercati, anticipare tramite l’analisi predittiva nuovi gusti e nuove tendenze, se è meglio un bianco fermo, un rosè e con quale livello di gradazione alcolica.

Per la produzione la cosa si fa più complessa e forse ancora avveneristica in fase sperimentale anche se ci sono degli studi in corso per la creazione di algoritmi specifici che legano variabili come ad es. l’andamento climatico, la quantità di produzione sperata il momento di maturazione dell’uva e la domanda prevista per l’anno che verrà. Caso esemplificativo, la società italo tedesca ORS GROUP specializzata in analisi dei Big Data per l’ottimizzazione dei processi di business, che ha creato un algoritmo dal nome Algo-Wine che prende in considerazione tutte le variabili possibili che interagiscono a seconda della produzione e crea un modello unico e specifico configurato alle esigenze di ciascun viticoltore.

In Italia c’è sempre stata la volontà di affidarsi a un innato istinto nel lanciare un vino senza farci troppi studi sopra affidandosi cosi all’intuito e alla sensibilità del momento. Oggi la complessità dei mercati globalizzati, la difficoltà di capire chi potrebbe essere il giusto destinatario, la velocità delle interazioni e del cambio dei gusti porta sempre più a individuare nuovi mercati usando metodologie di studio sempre più empiriche.

I Big Data danno le giuste risposte a tutte le possibili domande che un moderno viticoltore può farsi.  Una startup americana dal nome Enolytics ha iniziato di recente a lavorare sulla raccolta dei dati per ora solo americani del mondo legato al consumo del vino, individuando fra le varie variabili utili per avvicinarsi meglio al consumatore una in particolare, il timing nel senso che esiste un wine o’clock dove le persone sono più sensibili al consumo del vino e al suo mondo anche se cambia in relazione dell’età e del luogo, l’obiettivo diventa necessariamente quello di venire a conoscenza di questi punti strategici per poi pianificare particolari azioni di vendita.

Link di approfondimento:

http://www.drwho.it/2016/04/10/vinitaly-2016- il-vino- secondo-i- bigdata-e- il-text- mining/

http://fermentidigitali.com/blog/2016/4/14/i-big- data-e- il-mondo- del-vino

http://www.vitevinoqualita.it/matematica-e- algoritmi-per- il-vino- perfetto/

 

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