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Viola, che fare: pochi o tanti che siano, i soldi vanno spesi bene Opinion leader, Sport

Firenze – Gollini, Mancini, Piccini, Zaniolo, Badelj, Ilicic. Tutti giocatori che fino a ieri, o ieri l’altro, erano a Firenze, alcuni cresciuti nel vivaio, altri presi da Montella e Pradè e diventati, per le loro prestazioni in Viola, campioni riconosciuti a livello europeo. Sono tutti giocatori in grande spolvero e titolari nelle loro rispettive Nazionali.

Loro sì che l’anno prossimo andranno in Europa! Diamo i numeri all'”affare” che la Fiorentina ha realizzato nel disfarsene: un ricavato complessivo di neanche 7 milioni. Aggiungiamoci i 38 intascati con la cessione di Bernardeschi (davvero un regalo, e oltretutto alla Juve!) e facciamo un totale di 45 milioni per giocatori che ne valgono almeno cinque volte tanto. Praticamente tutte queste operazioni di mercato in uscita sono da addebitare a Corvino.

Il quale, nel frattempo, ha portato a Firenze, nei ruoli di quei sette, nientemeno che Dragowski, Sportiello, Diks, Gaspar, Laurini, Scalera, Hugo, Ceccherini, Eysseric, Norggard, Cristoforo,Saponara, Pjaca (e, per il futuro, Rasmussen e Traoré!)…Mi direte che Corvino ha portato a Firenze anche Milenkovic, Pezzella, Veretout e Muriel, insieme a qualche altro bravo giocatore. Ma qui sto polemizzando sul modo di costruire la squadra e sulle bufale del “progetto”,  del “risparmio” e del “talent scouting”, che sono le parole magiche da pronunciare quando non si sa come giustificare il non sense gestionale della Fiorentina.

Lo scrissi subito, quando fu preso Muriel a gennaio: è stato preso un giocatore, sia pur bravo, in un ruolo che la Viola aveva coperto da due promesse impegnative e tutt’altro che da buttare, come Simeone e Vlahovic. A Natale, in un momento di chiara crisi di gioco, in cui si avvertiva urgentemente la mancanza in rosa di un terzino a destra, di un regista basso e di un trequartista, Corvino ha preso in prestito (ennesimo prestito) un terzo centravanti! Oggi qualcuno si chiede come mai la Viola è precipitata in zona retrocessione dopo il “mercato di riparazione”. La risposta è nelle considerazioni di cui sopra. Eppure, Corvino è sempre lì e a pagare è stato Pioli.

Infatti: cosa hanno fatto i Della Valle, quando hanno capito che l’annata era fallimentare, che non era stata azzeccata una mossa di mercato e che le promesse di una Fiorentina in Europa non sarebbero state mantenute? Hanno messo in discussione l’allenatore, il quale, annusata l’aria, si è signorilmente dimesso. Al posto suo è stato chiamato Montella, ma misteriosamente non è ancora stato sfiduciato il DT.

Vi ricordo che il Corvino che saluta sorridente Montella nelle foto di rito ha fatto di tutto, dopo Pradè, per distruggergli la squadra, nel gioco (affidandolo a Sousa) e cedendone tutti i giocatori. Appena poche settimane or sono, Corvino accusava pubblicamente la gestione Pradè-Montella per il “buco” finanziario che lui stava ancora cercando di sanare. Quel buco era imputato (udite, udite!) all’acquisto di Gomez, evidentemente uno sperpero da fallimento della società! Ma allora, perché richiamare Montella, reo di cotanto spreco, oltreché di atteggiamenti che avevano “indignato” la proprietà?

Forse ADV ha voluto ammettere quel fatale errore di quattro anni fa, quando dichiarò chiuso il ciclo di una squadra che stava primeggiando in Europa e aveva tutti i giocatori concupiti da mezza Europa? Un ciclo tra l’altro chiuso (con l’ultima campagna acquisti ancora gestita da Pradè) riconfermando curiosamente in toto la squadra, con i soli Astori al posto di Savic e Kalinic al posto di Gilardino, una squadra quindi addirittura più forte di prima (anche per il rientro a Firenze di Vecino)? Non ci illudiamo. Nessun pentimento e nessuna considerazione squisitamente tecnica, da parte della società. Solo ipocrisie e solo lenimenti sulle ferite; solo l’intenzione (disperata) di placare i tifosi con un gesto simbolico: avete contestato il dopo-Montella, e allora vi ridiamo Montella!

Ma in che contesto e con quali promesse? Diciamolo chiaro. Il contesto è sfavorevole al ritorno di Montella, il quale, lo osservano in molti, è un programmatore scrupoloso ma anche esigente, che si è dimostrato un tecnico da non far salire in corsa (vedi le sue ultime esperienze, anche a Siviglia), e che per ora promette di essere soltanto un ulteriore capro espiatorio di una gestione societaria confusa e incapace.  Oltretutto, Montella sta lavorando con Corvino! Ma perché? Perché nessuno si chiede come mai Corvino (oltre che al Casarano, al Lecce e a Firenze) è stato a Bologna dove lo hanno fatto fuori dopo neanche sei mesi? Motivi soltanto “tecnici”? E anche se fossero soltanto tecnici, perché quello che non va bene a Bologna deve andar bene a Firenze?

I tifosi manifestano la loro rabbia e organizzano flash-mob davanti alla Tod’s. Ma io sarei molto più esplicito e pratico nelle mie richieste alla società e direi: va bene, caro ADV, spending review e giovani, che sono sempre stati il pane della Fiorentina (l’ultimo campionato vinto dalla Viola fu con Rogora e Maraschi soli acquisti dalla serie B!). E va bene anche programmare con Montella, che ha molto di nuovo da portare nella cultura del calcio, dai metodi di allenamento alla tattica.

Ma facciamolo lavorare con Walter Sabatini, o con Marino, con gente che sappia assumersi responsabilità a partire da assodate competenze, e diamo finalmente l’impressione di voler costruire una squadra e di voler credere in un progetto, sia pure in economia. Perché finora la proprietà ha mostrato soltanto di volersi parare dietro il fumo e di fidarsi di persone che contrarino il meno possibile i tifosi, anche a costo di patenti contraddizioni e di bugie a coprire. Non diamo soltanto la colpa alla Tod’s e ai pochi soldi che dà alla Fiorentina. Diamo la giusta colpa a chi quei soldi li spende male (e con poca trasparenza). Non dico per ricominciare a sognare, ma almeno per non essere presi in giro.

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