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Viola, esplode il tandem delle meraviglie Sport

Siamo sinceri: quando in televisione è apparsa in grafica la formazione della Fiorentina per la trasferta di Genova, tutti (o quasi) abbiamo pensato:l a sconfitta di giovedì sera col Grasshoppers e la prova inaspettatamente mediocre della squadra hanno spinto Montella a puntare sulla prudenza per la prima volta da quando siede sulla panchina viola. Sono bastati 20’ per dimostrare che l’impressione era sbagliatissima. Non c’era l’infortunato Cuadrado,  Montella ha schierato la squadra con l’insolito modulo tattico del 4-3-1-2, ma si è rivista subito una Fiorentina vicinissima a quella che nello scorso campionato ha offerto calciospettacolo nella stragrande maggioranza delle partite giocate. Dopo un quarto d’ora due palloni erano già finiti alle spalle dell’incertissimo Perin che nel mese di gennaio, quando scese in campo a Firenze a difesa della rete di un Pescara già destinato alla serie B  fece una lunga serie di miracoli. I viola persero e alla fine pagarono quella sconfitta con l’esclusione dalla Champions, anche se la causa principale divenne poi il clamoroso fatto del Milan nella ultimi istanti del torneo.
La prima annotazione che si deve fare sulla vittoria di Genova è che, rispetto a un anno fa, la Fiorentina  ha messo in evidenza anche quel cinismo che Montella avrebbe voluto insieme al bel gioco. Troppe volte la Fiorentina si vide sfumare risultati importanti per la mancanza di cattiveria nell’area avversaria. Ora con due attaccanti di razza come  Rossi e Gomez quella lacuna è scomparsa, nella speranza che non torni più ad affiorare. Pepito e Supermario hanno voluto rassicurare i tifosi, dopo qualche prova tutt’altro che straordinaria,di essere la più forte coppia di attaccanti del campionato italiano. Lo confermano i numeri che nel calcio contano tantissimo: sette gol in due partite,tre di Rossi, due di Gomez. Pensavamo che fosse un record per la Fiorentina, invece sfogliando i libri di storia della squadra abbiamo notato che il primato resta quello stabilito nel campionato 1994-95 ,quando nelle prime due giornate l’attacco viola segnò 8 gol, vincendo per 4-1 in casa col Padova e per 4-2 in trasferta a Brescia. Era la Fiorentina dello scatenato Batistuta che alla fine vinse la classifica dei cannonieri con 26 reti. Sette gol nelle due partite iniziali furono realizzati anche nella lontanissima stagione 1958-59 ( 3-1 col Vicenza e 4-1 a Alessandria) nel campionato in cui la Fiorentina realizzò addirittura 95 reti, grazie al tris di fuoriclasse composto da Hamrin, Montuori e Lojacono, e finì al secondo posto in classifica, dopo aver lottato a lungo per lo scudetto.
Come si può vedere sono numeri beneauguranti, che fanno sognare ancora di più i tifosi. A Genova fra l’altro Rossi e Gomez non sono stati i soli protagonisti. Si è visto un bel centrocampo, a cominciare da Aquilani (che merita largamente il posto di titolare in azzurro) e da Ambrosini, veramente prezioso anche per il suo carisma,come ha dimostrato quando ha calmato Gomez nel convulso dopopartita. C’ ora da chiedersi che cosa farà Montella, alla ripresa del campionato, quando potrà contare su un Cuadrado in perfette condizioni fisiche.
La vera sorpresa di Genova, visto che l’esplosione del tandem delle meraviglie era soltanto questione di tempo (con tanti saluti agli spiritosi che  avevano  già definito Gomez “un paracarro tedesco”) è stato Neto, sul quale c’erano ancora molti e giustificati dubbi. Neto ha risposto alle critiche con una splendida esibizione. Alcuni suoi interventi sono stati straordinari, in particolare quello sul colpo di testa di Gilardino che avrebbe potuto rimettere incertezza sul risultato. Ora si attendono conferme. Montella continua ad avere piena fiducia sul portiere brasiliano; ora cominciano ad averla anche i tifosi.
Raffaello Paloscia

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