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Viola pronti per la Juve: il lato buono della Forza Opinion leader

Firenze  – Continuo con la mia classifica “avulsa”: la Fiorentina è a +4 rispetto allo scorso campionato nelle stesse partite (l’anno scorso perse a Cagliari 1-0) e a -5 alla 13°. E siccome alla 13° c’era ancora Pepito strepitoso capocannoniere, mi sembra di poter confermare che i problemi della squadra, finora, sono solo all’attacco. Questi numeri non ci parlano di una squadra in crisi, e danno ragione alla mia idea che la Fiorentina sia bene in corsa per il terzo posto, potendo contare su un girone di ritorno da giocare finalmente con l’attacco titolare, sperabilmente risanato e in forma; e su un finale di girone di andata tutto in discesa (juve permettendo!).

Eppure, oggi dico anche che i viola a Cagliari hanno giocato la peggior partita del campionato. Né carne né pesce, con i reparti scollati, le idee poco chiare se giocare coi lanci lunghi e i cross o sul palleggio corto, con Borja e Pizarro nel primo tempo completamente fuori dal gioco, scavalcati da palloni velleitari e fuori misura e asfaltati nelle ripartenze avversarie. E meno male che quest’anno – quasi una nemesi nei confronti delle tante sfortune sofferte – troviamo negli outsiders gli uomini partita. Joaquin ha giocato sontuosamente, ed è già la seconda volta consecutiva; Mati, discusso l’anno scorso e quasi relegato a riserva senza speranza, è diventato l’assoluto leader del centrocampo, raffinato ma anche faticatore, tecnico e pratico.

In difesa, Savic (fa bene Montella a tenerlo destra, dove si trova più a suo agio e da dove può far ripartire l’azione con il suo piede prediletto che non è niente male) ora sovrasta di una spanna quel Gonzalo che si riteneva l’uomo della provvidenza. Insomma; l’anno scorso avevamo qualche problema ed erano i Borja, i Cuadrado e i Gonzalo a risolvercelo (oltre a Pepito, of course!). Quest’anno i problemi maggiori vengono dalla irresolutezza delle condizioni e delle posizioni in campo proprio di quei tre campioni, e sono quelli che meno ti aspetti a supplire alla grande. Anche Aquilani, che in questo inizio di campionato ha giocato come mai aveva giocato l’anno scorso, con autorità e continuità, meritando il suo posto in Nazionale; e Alonso, oggi meno lucido del solito, ma sempre dove deve essere e ormai titolare fisso (e non solo per l’infortunio di Pasqual).

Si può finire la rassegna degli uomini chiave con Babacar: ci si aspettava Marione, e ora siamo a riflettere se contro la Juve, venerdì, non sia il caso di schierare il senegalese, che finora ha dato molte più garanzie. Alla fine, continuando le riflessioni del dopopartita a caldo, sembra che il problema della Fiorentina sia ora un problema di abbondanza e di scelte tormentose. In parte è davvero così. Ed è tutto merito di Montella, che non ha mai considerato nessuno come perso alla causa. L’anno scorso Vargas era fuori dalla lista Uefa, come Joaquin quest’anno.

Sembravano “scaricati”; sembrava fuori rosa anche Lazzari. Ma Montella non spreca nulla. È morbosamente attento allo stato di forma dei giocatori, assolutamente padrone della situazione negli stati di necessità, quando riesce e riesumare gente che non ci si ricordava neanche di avere, e la fa rendere come la fiducia data vuole. Bravo! E sono sicuro che lo farà anche con quei giocatori emergenti che non hanno ancora trovato un posto da titolari, come Richards, Badelj, Marin e Kurtic, dai quali Montella esige molto e ai quali ora tira il morso.

Arriverà il loro momento, e forse saranno loro gli eredi di quei campioni che l’anno scorso ci hanno fatto sognare e che oggi sembrano tutti meno indispensabili e sostituibili. Qualcuno dirà che per questo la Fiorentina quest’anno è meno forte; perché i vecchi campioni sono in ritardo e i nuovi non ci sono ancora. E io invece dico che è questa la sua forza. Lo dimostra il cammino in Europa: dove è l’unica squadra, forse al mondo, in grado di schierare 11-13 giocatori diversi rispetto al campionato e vincere e giocare bene. Voglio insistere su questo, e ricordare ai tifosi che non devono sottovalutare le imprese della Viola in campo internazionale. Qualche rosicatore dirà che lì gioca contro nessuno: e io ribatto che quel Dnipro che ha fatto soffrire tremendamente l’Inter giovedì scorso era la stessa squadra che lo scorso anno le riserve della Viola hanno scherzato in casa e fuori. Questa è forza assoluta, e nientaffatto la risorsa disperata dei derelitti.

E ora concentriamoci sulla delicatissima partita contro la Juve. Bisogna aspettarla con la consapevolezza di poter fare qualsiasi risultato. A patto che in casa si possa giocare con la stessa spavalda sicurezza che mostriamo fuori, dove giochiamo tranquilli, senza pressione e senza quei fischi che, anche quando meritati, non fanno mai bene. Per esempio, io ritengo che contro la Juve debba giocare Ilicic insieme a Babacar, con Cuadrado a fare diligentemente un lavoro sulla fascia. Ma presentare Ilicic a Firenze con quello che i tifosi hanno minacciato contro di lui e dopo quello che ha fatto Joaquin in questo mese…È qui che dico di lascar lavorare Montella in pace. La partita di venerdì la sta preparando da un mese. Fidatevi, qualsiasi scelta faccia!

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