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Violenza contro le donne: a Pistoia arriva la panchina rossa Cronaca

Prato – Anche se siamo in piena estate, non mancano in Toscana le iniziative che riguardano il mondo femminile maltrattato, per tenere alta l’attenzione su un fenomeno che registra ad oggi numeri inquietanti per sviluppare nuove pratiche di aiuto solidale. Si va dalla raccolta di firme promossa a Prato da Viola Erbucci, amica del cuore di Elisa Amato, per dire No ad una fondazione per il contrasto alla violenza di genere che porta il nome di chi l’ha uccisa, alla installazione pochi giorni fa, della “Panchina Rossa” a Pistoia.

Iniziative volte non solo a far riflettere ma a sensibilizzare l’opinione pubblica che sembra interessarsi a certi temi solo nell’immediatezza del fatto criminoso, ma anche a sollecitare la politica affinché metta in moto tutta una serie di buone leggi che aiutino le vittime ad uscire dalla spirale della violenza.

E in nome di Elisa si sono mobilitati i consiglieri di maggioranza del Comune di Prato impegnandosi a firmare la petizione contro l’intitolazione di una Fondazione in difesa delle donne a Federico Zini, il ragazzo che due mesi fa ha ucciso l’ex fidanzata,mentre due consiglieri del partito democratico hanno firmato e  sottoscritto la petizione online in cui si chiede di bloccare l’iniziativa, chiedendo alla giunta regionale di condannare l’iniziativa.
Né mancano all’appello su questo caso le associazioni antiviolenza donne del “il Centro La Nara”di Prato e la “Senza Veli sulla Lingua”di Milano.  A Pistoia grazie ad Antonella Cotti Menici, consigliera comunale del partito democratico, e all’aiuto di Tina Magenta e Lisa Maggi degli Stati Generali delle Donne e referenti promotrici della Panchina Rossa, è stata installata invece in un giardino pubblico di Pistoia una Panchina Rossa,inaugurata  in apertura della festa dell’Unità,alla presenza della senatrice Caterina Bini.

“Io come donna di partito, – ha detto  la Cotti Menici  – ma anche come femminista e donna che da anni si impegna per queste tematiche, sono orgogliosa di questa iniziativa.  La violenza maschile contro le donne è una violazione dei diritti umani ed eliminarla dalla nostra società è una priorità per tutti e tutte . Non è una questione femminile e privata ma pubblica e politica , non è un fenomeno emergenziale ma strutturale determinato da quella cultura di potere e possesso, di dominio maschile sulla donna , cultura patriarcale che ha sempre governato il mondo “.

È purtroppo il caso di ricordare  che nonostante le norme che penalizzavano il mondo femminile (e non parliamo di secoli fa) e che oggi sono state abrogate, tuttavia si respira ancora una cultura che guarda al donne in chiave maschilista. È necessario che le donne, se davvero vogliono riuscire a mettere un freno alla violenza maschile, si uniscano per chiedere un maggiore supporto ai CAV che hanno al loro interno le competenze ed esperienze nuove e maggiori forme di tutela da parte dello Stato, con leggi adeguate e a questo proposito la senatrice Bini ha depositato in parlamento una proposta che non prevede il ricorso al rito  abbreviato in caso di femminicidio; nonché aiuti economici a quelle donne che non avendo sufficientemente risorse non riescono a lasciare il compagno o marito violento.
 In foto a sinistra Antonella Cotti Menici; al centro Maurizio Bozzaotre;  a destra Caterina Bini
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