energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Violenza contro le donne, 2013 rischia di essere l’anno più nero Società

li,Torna l'appuntamento con la Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne. Lunedì 25 novembre sarà il giorno della riflessione e dell'impegno su un aspetto della nostra società che assume ogni giorno caratteri sempre più inquietanti. Non è stato ancora reso noto il consueto rapporto annuale sulla violenza di genere ma, stando ai dati di cronaca che con cadenza quasi quotidiana danno voce al fenomeno e alle anticipazioni del Ministero degli Interni, il 2013 otterrà il triste primato di anno record del femminicidio.

Si prevede che salga, dunque, il numero di donne che anche nella nostra Regione denunciano violenze, surclassando la stima di 5723 segnalazioni registrate tra il 2009 e il 2013. Su scala nazionale si contano infatti, ad oggi, 121 donne uccise da mariti, fidanzati e amanti respinti, mentre sale esponenzialmente il numero di vittime dichiarate che si rivolgono a consultori e centri antiviolenza. Si, perché l'aggressione fisica contro le donne è solo l'aspetto più eclatante di un macrocosmo fatto di violenze sessuali, psicologiche ed economiche che non lascia fuori il mobbing e, naturalmente, lo stalking. Neologismi a parte, si parla di uno status quo che ha radici certamente lontane nel tempo, ma che soltanto negli ultimi anni pare esploso in forme nuove di recrudescenza, grazie al ruolo di megafono che l'esposizione mediatica gioca in maniera sempre più decisiva. Se è vero che di panni sporchi si è sempre parlato, insomma, è altrettanto vero che le donne decidono sempre più spesso, giustamente, di lavarli fuori casa, nel tentativo di portare in salvo le loro vite e – sempre più spesso – quelle dei loro figli.

Ma è vero anche che il numero di vittime fa accapponare la pelle e niente pare arrestare una furia omicida (troppo spesso facilmente velata dallo schermo di "raptus di gelosia") che arma la mano di uomini che si sentono dire "no". Come sottolineato da Anna Maria Romano, responsabile del Coordinamento Donne di CGIL Toscana, "nel 2012 sono state uccise 130 donne. Il rischio è pensare che ci siano in giro 130 mostri. Ma non è così, il fenomeno è molto più drammatico. Il 25% degli uomini, maltratta. Significa che se andiamo al cinema, e in sala ci sono 200 uomini, 50 di loro tornando a casa maltratterà la propria donna. Occorre un cambio culturale notevole per uscire dall'idea dell'uomo-soggetto contrapposta a quella della donna-oggetto, e del fenomeno bisognerà prendere consapevolezza insieme, uomini e donne".

Il 25 novembre sarà dunque giornata di mobilitazione generale per dire "basta" e alzare un velo in più su un fenomeno che non potrà essere affrontato seriamente soltanto con la certezza della pena, ma che avrà bisogno di una più lunga e complessa rivoluzione del pensiero e del costume. Il Coordinamento Donne di CGIL ha deciso di fare qualcosa in più che aderire a una semplice, simbolica, giornata di riflessione, proponendo a grandi realtà commerciali della Regione collegate al sindacato una sospensione momentanea dal lavoro delle dipendenti che preveda anche la lettura di un comunicato in cui si spieghi il senso profondo della Giornata contro la violenza sulle donne. Sono dieci, al momento, le aziende che hanno aderito all'appello, ma si prevede che il numero salirà. CGIL invita inoltre tutte le donne del paese – ma l'invito è rivolto anche agli uomini – a indossare o esporre qualcosa di rosso (un nastro, un abito, qualsiasi cosa) per tutta la durata della giornata come simbolo di lotta alla violenza. Distribuirà inoltre 5000 cartoline che riportano foto delle famose "scarpe rosse" da affrancare e spedire al Ministro Boldrini quale segno di sensibilizzazione e partecipazione a una battaglia che avrà certamente bisogno di strumenti anche legislativi.

Scarpe rosse anche sui gradini di Santa Croce, a ricordo delle vittime. Incisiva sarà inoltre la partecipazione del Comitato SeNonOraQuando guidato da Lea Fiorentini, che proporrà alle scuole medie e superiori un progetto di superamento dei classici cliché uomo/donna attraverso un progetto che vedrà i ragazzi cimentarsi nella creazione di slogan pubblicitari lontani da stereotipi di genere. "Lavorare sulle scuole è fondamentale perché le cose cambino", ha dichiarato la Fiorentini, "ancora oggi nei libri delle elementari la donna è presentata fondamentalmente come mamma/moglie e casalinga e l'uomo come lavoratore protagonista della vita. La mancanza di modelli diversi non permette uno sviluppo. È su un substrato culturale del genere che si innestano violenza e discriminazione".
Lo sciopero del 25 è simbolico: non rispetterà, quindi, orari specifici e durerà 24 ore. Uno slogan però, l'avrà: Vive le donne. Si, non "viva" ma "vive", perché si fermi al più presto questa assurda strage.

Print Friendly, PDF & Email

Translate »