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Violenza e donne, storia di Rossella uccisa dalla ‘ndrangheta Breaking news, Dibattito politico

Rossella Casini fu una giovane fiorentina che, innamoratasi di uno studente calabrese prutroppo di famiglia ‘ndranghetista, fu butalmente uccisa per essersi trasformata in una mina vagante per la famiglia del fidanzato. Fidanzato che la giovane voleva convincere a uscire da quella vita di violenza e odio, pagando con la vita la sua determinazione. Ed oggi, giornata della violenza sulle donne, il consiglio comunale della sua città d’origine ha voluto ricordare la sua storia, che insieme all’amore per un uomo che poi dette il suo assenso allo scempio di Rossella, ha un alto significato di valore civile, determnazione e coraggio. Riportiamo l’intervento con cui il presidente del consiglio comunale Luca Milani ha tratteggiato i punti salienti della sua breve, coraggiosa e intensa vita.

“Il Consiglio comunale, come deciso alla Conferenza dei Capigruppo, ha deciso di prevedere uno spazio per la sensibilizzazione sul tema della violenza alle donne; un focus che vuole essere anche un momento di ricordo e di elaborazione della vicenda di una giovane fiorentina di 25 anni che si è trovata coinvolta in una storia d’amore dai risvolti drammatici e di una complessità e pericolosità decisamente più grande della sua giovane età, tanto che rileggendo la sua vita, con gli occhi di oggi, non avremmo alcun dubbio sul definirla un’eroina.

Una giovane donna – ha ricordato il presidente del Consiglio comunale Luca Milani – che per amore e per operare la redenzione del compagno diventa un gigante. Per molti anni la sua storia non ha trovato il doveroso riconoscimento nella sua città natale, poi grazie al lavoro di Libera, della associazione Farm, che ne ha fatto un’opera teatrale che ha girato mezza Italia, piano piano, questa storia nella sua drammaticità è stata riscoperta: è la storia di una ragazza, una fiorentina appunto che a soli 25 anni ha sfidato la ‘ndrangheta. al Merito Civile

Il comune di Firenze, con l’Assessore Vannucci, ha voluto ricordarla con una lapide in Borgo la Croce sulla facciata della sua casa a febbraio del 2016.

Rossella, come ricorda la lapide “vittima della ‘ndrangheta perché per amore infranse la regola criminale del silenzio scomparsa dal 22 febbraio 1981”.

Nella giornata della Festa della Repubblica il 4 giugno di quest’anno la Prefettura di Firenze ha consegnato la medaglia d’oro al Merito Civile alla memoria per la studentessa fiorentina, distintasi per aver lottato contro la criminalità organizzata a prezzo della vita. Per questo abbiamo oggi in Consiglio comunale la presenza di sua eccellenza il prefetto di Firenze dottoressa Laura Lega, che ringrazio per l’attenzione che ci ha dimostrato.

Il Comune di Scandicci ha intitolato un Istituto comprensivo alla Giovane Rossella Casini con classi dell’infanzia, di primaria di primo e secondo grado e di secondaria di primo grado.

Rossella Casini, viveva a Firenze con i genitori vicino a piazza Beccaria, si era fidanzata con una giovane di Palmi (RC), Francesco Frisina, e si trovò, suo malgrado, in mezzo ad una sanguinosa faida tra cosche della ‘ndrangheta (Gallico e Condello), nella quale era coinvolta anche la famiglia del fidanzato, in uno scontro – ha raccontato il presidente Luca Milani – che provocò decine di morti, tra cui anche il padre del ragazzo. Lo stesso fidanzato fu gravemente ferito alla testa in un agguato.

Rossella portò Francesco a curarsi a Firenze e in quell’occasione lo convinse a parlare con i magistrati e a raccontare quello che sapeva dello scontro mafioso.

Questo “condannò” Rossella, tornato in Calabria il fidanzato ritrattò le sue dichiarazioni e nel giro di pochi mesi la situazione precipitò. La sera del 22 febbraio del 1982 Rossella, che era a Palmi telefonò a suo padre a Firenze, annunciandogli che stava prendendo il treno per tornare a casa: non arrivò mai. Anni dopo un pentito raccontò che Rossella fu rapita, violentata uccisa e fatta a pezzi, gettati poi nella tonnara di Palmi.

Secondo le testimonianze, lo stesso Francesco – ha concluso il presidente del Consiglio comunale Luca Milani – dette il suo assenso all’eliminazione della fidanzata. “Fate a pezzi la straniera” fu l’ordine della ‘ndrangheta. Dopo due processi nessuno fu condannato per quel delitto”.

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