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Visarno, in consiglio comunale la sorte dei lavoratori Politica

L'ippodromo del Visarno fa ancora discutere. E questa volta, la discussione arriva in Palazzo Vecchio e in Consiglio comunale. Del resto, i problemi sono svariati, nonostante la rassicurazione del nuovo gestore (una società che vede Cesare Meli, Roberto Cavalli, altri nomi prestigiosi oltre alla partecipazione dell'ippodromo cesenate) per quanto riguarda la volontà di portare avanti il rilancio della struttura del Visarno. Sì, ma come? Dubbi si addensano sia sull'assorbimento dei lavoratori dell'ippodromo, su cui sono state già chieste rassicurazioni dalla consigliera Stefania Collesei (Pd), sia sul futuro del galoppo, la prestigiosa attività cui il Visarno è legato dalla nascita in poi. Nonostante la nuova pista di trotto ripristinata in fretta e furia per essere pronti per gli appuntamenti di novembre. A rinfrescare la memoria, la domanda d'attualità posta da Ornella De Zordo (perUnaltracittà) e Tommaso Grassi (Sel) all'assessore Saccardi, cui va la competenza della questione. 

Dalla risposta dell'assessore infatti, sostengono i due consiglieri dell'opposizione "emerge che nonostante il Consiglio comunale avesse posto in delibera approvata nello scorso giugno particolare attenzione a chiedere che i nuovi gestori riassumessero tutti i dipendenti finora occupati nella gestione dell'Ippodromo del Visarno, il Comune ha fallito su tutta la linea". Vale a dire, incasserà solo 66.000€ all'anno dai gestori, ridotto del 90% per i primi due anni "senza neppure riuscire a salvaguardare quei circa 40 dipendenti occupati finora e che verranno lasciati dall'Amministrazione comunale a piedi senza un lavoro. I 66.000€ sono una cifra di locazione che è ridicola se consideriamo che l'attività propria di un ippodromo sarà affiancata da quello di una foresteria, di negozi, di ristorazione e di attività di wellness e persino un centro congressi. Non ci convince per niente – attaccano i due consgilieri dell'opposizione – neppure la promessa dell'Assessore Saccardi di riuscire a tramutare a breve gli attuali 13 contratti a tempo determinato, gli unici finora stipulati, in contratti a tempo indeterminato in quanto ormai è chiaro che il Comune ha finito per perdere ogni controllo sull'impianto del Visarno".

Altro punto controverso, denucniano De Zordo e Grassi , riguarda "la gestione e quello che sarà il piano economico – finanziario con cui verrà gestito l'impianto di proprietà del Comune: si scopre adesso che non è stato neppure richiesto nel bando e sarà quindi ancor più difficile verificare l'andamento economico ddella gestione". Il pericolo qual'è? E' che, rispondono i due consiglieri, si venga a scoprire domani "che qualcuno disinteressandosi di chi ha lavorato per anni nell'impianto, utilizzando e assumendo con contratti a tempo determinato ed esternalizzando le attività, avrà lucrato per anni su una struttura del Comune di Firenze".
Infine, l'ultima stoccata dei due consiglieri è per i lavori che si starebbero conducendo sul campo. "Da numerose fonti ci è stato segnalato ciò che sta avvenendo in questee ultime settimane all'interno dell'impianto del Visarrno: contrariamente a quanto riportato dal Comune che nega ogni autorizzazione rilasciata per l'esecuzione di lavori edili e strutturali all'Ippodromo, ci è stato segnalato che numerose persone sono impegnate in non meglio precisate attività che se non autorizzate dal Comune, risulterebbero del tutto illegittime e abusive". E la richiesta scatta immediata all'amministrazione: sapere "chi, con quali autorizzazioni e su mandato di quale soggetto stanno effettuando questi lavori".

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