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Visita con sorprese al nuovo Museo degli Innocenti Cultura

Firenze – Firenze si appresta a festeggiare il suo Patrono e proprio nel giorno di San Giovanni, il 24 giugno, un evento eccellente accoglierà gratuitamente tutti i cittadini: l’apertura al pubblico del Nuovo Museo degli Innocenti. Un momento da non perdere, da vivere sotto l’egida della accoglienza e della bellezza. Due concetti  che non si combinano facilmente; ma in questo luogo speciale, l’Istituto degli Innocenti in Piazza SS. Annunziata, sono di casa da circa sei secoli.

Il “luogo sacro alle Muse”, cioè il museo, che in senso figurato e scherzoso raccoglie solo vestigia di un passato remoto, qui è un ossimoro perché il nuovo Museo è un Ente vitale, attivo quotidianamente e fondamentale nelle molteplici attività che svolge nel presente e propone  per il futuro.

Attualmente sono presenti tre Case di accoglienza per madri e bambini, asili nido, scuola materna, laboratorio ProFili per la produzione di borse e biscuit profumati per il bookshopdel Museo. Attività di ricerca, convegni , corsi di formazione e un centro UNICEF.

Cosa può considerarsi più vitale e attuale di così?  Ne è passata di acqua sotto i ponti dell’Arno da quando agli inizi del 1400,  l’Arte della Seta, grazie a un lascito di mille fiorini del banchiere  Francesco Datini, incaricò Filippo Brunelleschi di progettare e realizzare un luogo di accoglienza e cura dei bambini abbandonati: lo Spedale degli Innocenti, primo brefotrofio d’Europa e prima architettura rinascimentale Fiorentina e mondiale.

La traccia indelebile della storia, dell’arte e della società illuminata attraversa secoli fino ad oggi,  ma soprattutto fino a un duraturo domani e si presenta al mondo nella splendida ristrutturazione del nuovo Museo degli Innocenti.

Nel pulcherrimum aedificium  progettato da Filippo Brunelleschi  si snoda un racconto storico/sociale, architettonico e artistico che ricompone adesso, dopo anni di progettazione e restauro, il filo immaginario che dalla prima bambina abbandonata, Agata Smeralda, <<…giunge a noi con una forza straordinaria e un patrimonio di storia e arte, oggi punto di riferimento nazionale e internazionale in tema di diritti dell’infanzia  e dell’adolescenza.>> (A. Maggi, presidente Istituto degli Innocenti).

Ristrutturato magnificamente da Ipostudio Architetti, vincitore del concorso pubblico del 2008, il progetto si sviluppa su vari livelli e tre percorsi: storico, architettonico e artistico.

Già entrare in queste porte che sembrano “gallerie dorate” suscita emozioni che intesseranno tutto il percorso espositivo. Dove ci sono bambini c’è un’età dell’oro (Novalis 1772) , questo sembra l’input della proposta museale che si estende su 1456 mq di superficie, a cui si aggiungono 1655 mq per eventi temporanei e attività educative.

innocenti uno

Si accede  dalla piazza al seminterrato, in uno spazio sconosciuto al pubblico. A destra inizia la sezione storica, introdotta da due contenuti multimediali che presentano il sistema dell’accoglienza/ assistenza e l’evoluzione del complesso monumentale fino al 1900.

Il tragitto prosegue con la narrazione del quotidiano di balie e nocentini e con documenti che testimoniano la vita di sessanta bambini.

Una sala particolarmente significativa e struggente contiene140 piccole teche in legno chiaro contenenti i segni di riconoscimento ottocenteschi che spesso venivano lasciati nelle fasce dei piccoli quasi a permettere un’ individuazione futura per i genitori naturali. Una raccolta documentaria  di fortissima suggestione che rapisce il visitatore e lo trattiene per tutta la visita.

Il ritmo ascensionale si sviluppa all’interno attraverso un nuovo sistema di scale ed ascensori che portano ai piani superiore  dove l’architettura dei cortili, della nuova scalinata in pietra grigia toscana e delle luci inebria il visitatore.  E ancora su verso le sale in cui sono esposte le opere d’Arte, fino al “ Verone”, che grazie a un nuovo volume vetrato sarà destinato a caffetteria letteraria.

Da non perdere la fuga dei 10 Putti  di Andrea della Robbia restaurati, che <<…sono veramente mirabili,  e mostrano la gran virtù ed arte d’Andrea>> come diceva Giorgio Vasari. Fino a novembre prossimo saranno visibili in maniera ravvicinata nell’antico coretto delle balie.  Torneranno poi nei propri oculi di pietra serena sulla facciata dell’Istituto.

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Sopra il loggiato che affaccia sulla Piazza  le  circa ottanta opere sono state disposte su un  raffinato ed efficace sfondo. Ci accompagnano le Madonne con Bambino di Luca della Robbia, di Benedetto da Maiano, di Sandro Botticelli, tutte splendide nel recente restauro.

Nel nuovo Museo <<… l’opera d’arte non è presentata come un assoluto a sé, ma in relazione con la società in cui è nata.  Per far questo hanno lavorato in gruppo storici dell’arte, dell’architettura e antropologi. E neanche questo è facile perché è ancora forte l’idea di un museo d’autore.

Lo hanno realizzato con equilibrio senza cedere al virus della spiegazione che spesso uccide le migliori intenzioni>>( Claudio Rosati)

Sull’ultima, intera parete, a termine della collezione, l’Adorazione dei Magi di Domenico Ghirlandaio. Non ha bisogno di spiegazioni. Va solo osservata attentamente per captarne l’azzurro ultramarino, i tessuti serici del corteo, lo sguardo dell’artista rivolto allo spettatore, il paesaggio retrostante di fine richiamo fiammingo e … farsi deliziare l’anima.

 

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