energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Vita di Pi, travolgente viaggio nelle meraviglie del 3D Cinema

Un giornalista e scrittore viene inviato a intervistare un gentile signore indiano di nome  Pi, che gli è stato detto essere stato il protagonista di una fantastica storia. Dopo un'infanzia passata in India, il giovane parte per il Canada con la famiglia e gli animali dello Zoo di loro proprietà. Durante il viaggio il mercantile su cui stanno navigando affonda lasciando il ragazzo alla deriva nell'Oceano Pacifico su una scialuppa in compagnia di una iena, una zebra, un orango e una tigre del Bengala. La lotta per la sopravvivenza sarà terribile e mentre la tigre prende il controllo della scialuppa il giovane si ritroverà costretto a imparare a convivere con questo scomodo compagno di viaggio.

Un regista cinese, una produzione hollywoodiana e un protagonista indiano. Questo è il grande meltin pot di nazionalità alla base del nuovo film del regista premio Oscar Ang Lee. Un film tanto bello esteticamente quanto freddo ed inespressivo narrativamente. Dopo un inizio forte e divertente che ci presenta un giovane curioso alla ricerca del divino e all'esplorazione del significato alla base di ogni religione insieme ad alcuni personaggi estremamente caratteristici, la pellicola si perde nell'alto mare della ricerca e della sperimentazione.

Assistiamo così ad un grandissimo esercizio di stile – per carità fossero tutti così – che esplora le possibilità espressive della stereoscopia come mai nessun regista aveva fatto fin d'ora. Nemmeno James Cameron e il suo Avatar, pellicola che ha creato la vera e propria tecnologia che sta alla base di tutto ciò che vediamo quest'oggi sul grande schermo.

Guardando “Vita di Pi” ci troviamo di fronte al difficile compito di dover separare la bellezza delle immagini che vediamo sullo schermo dalla storia noiosa ed eccessivamente buonista che ci troviamo a subire. Partendo da un semplice spunto, il racconto di una storia, Ang Lee imbelletta un racconto di sopravvivenza che dura troppo e che finisce per annoiare. Per non parlare del colpo di mano che insinua il dubbio sulla realtà del racconto che risulta davvero scadente, togliendo la magia ad una storia dai toni fantastici. Detto questo non si può restare immuni al fascino di ogni singola inquadratura.

Si respira in ogni immagine una forza degna di un dipinto di un grande artista. Con un uso espressivo della grandezza del quadro, che va allargandosi e stringendosi, Ang Lee sperimenta nuovi usi del 3D, facendo di volta in volta uscire gli oggetti dallo schermo oppure spingendoci al suo interno con una profondità quasi infinita.

Da spendere ben più di una parola per la forte interpretazione di Suraj Sharma, capace di reggere interamente il peso del film da solo. L'unico suo compagno nella sua lotta per la vita è una tigre del Bengala ricostruita in computer grafica, talmente perfetta da sembrare un essere vivente vero e proprio.

Sono così solo due i personaggi che tengono in piedi il film ma di cui solo uno si trovava fisicamente sul set, pensando che il giovane attore è qui al suo debutto sul grande schermo siamo convinti che farà sicuramente una grande carriera.

Guardare “Vita di Pi” è come trovarsi di fronte ad un quadro bellissimo che non trasmette nulla e di cui ci si dimentica appena si volge lo sguardo altrove. Tecnicamente ineccepibile ma che lascia distaccati e insensibili alle vicende che accadono sullo schermo. Un film tanto bello e meraviglioso esteticamente quando freddo e incapace di creare un contatto empatico con il protagonista che all'ennesimo tentativo di ammaestrare la tigre comincia a stufare.

Ang Lee riesce a creare un'opera visivamente poderosa che pone nuove linee guida nell'uso espressivo di questa tecnologia. “Vita di Pi” racconta la storia di una lotta per la vita oppure fantasia psicotica per cancellare il ricordo di un omicidio? A voi la decisione, siete cinici oppure sognatori?

Regia: Ang Lee
Sceneggiatura: David Magee (da un romanzo di Yann Martell)
Genere: Drammatico
Nazione: USA, Cina
Durata: 127'
Interpreti: Suraj Sharma, Irrfan Kahn, Adil Hussain, Gerard Depardieu, Rafe Spall
Fotografia: Claudio Miranda
Montaggio: Tim Squyres
Produttore: Fox 2000 Pictures,  Haishang Films, Rhythm and Hues

Print Friendly, PDF & Email

Translate »