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Vitalizi e proteste del M5S: tanto rumore per nulla Opinion leader

Pistoia – Ieri pomeriggio, durante l’attentato a Londra, dove sono morte 4 persone e ferite altre 40 a causa di terrorismo, in contemporanea, in Italia abbiamo assistito al peggio della storia politica. Niente di paragonabile, per carità, ma il clima certo non è dei migliori ovunque.

La deplorevole azione umana incombe a gamba tesa anche nelle sedi governative. Una modalità, quella messa in campo nelle sedi deputate a garantire la sicurezza e la forza di un paese che si possa definire tale con la P maiuscola, che ha davvero dell’incomprensibile. Almeno a livello cognitivo, sappiamo bene che ha un senso, eccome. Ma di questo parleremo poi.

Esattamente cosa è accaduto ieri, e quale sarebbe il motivo per il quale il M5S ha inscenato la deplorevole bagarre dentro la Camera? Dunque, proviamo a riassumere rappresentando i fatti, come giustamente e correttamente chi si occupa di informazione deve fare. E questi sono i fatti. Punto per punto.

Come tutti sappiamo da tempo esiste una proposta di legge presentata dall’On. Matteo Richetti per il ricalcolo dei vitalizi, pregressi quindi, già presi. Quelli che effettivamente avrebbero consentito entrate di diverse centinaia di migliaia di euro.

L’Ufficio di presidenza della Camera ha approvato, quindi, la proposta del Pd sul contributo di solidarietà per tre anni a partire dall’1 maggio a carico degli ex deputati titolari di vitalizio.

La proposta sostenuta dal Pd era quella di intervenire sui vitalizi (già in essere) dal 1 maggio con un prelievo forzoso dal 10 al 40% sulle pensioni degli ex parlamentari. ” Impatto del risparmio immediato di 2.400.000 euro” dice Richetti  “L’ unico taglio possibile sul pregresso perché in ottemperanza alla sentenza della Corte costituzionale 173 del 5 luglio 2016 (ricordate quella della restituzione ai pensionati)afferma l’On. Alessia Rotta che aggiunge : ” Nel contempo è stata bocciata la proposta del Movimento 5 stelle che proponeva di innalzare, per i parlamentari oggi in Parlamento, l’età per ricevere il contributo dai 65 ai 67 anni – parlamentari che oggi non hanno vitalizio – cancellato dal governo Monti- (soluzione che non avrebbe portato un centesimo di risparmio).”

Il contributo, infatti, sarà del 10% per i vitalizi da 70mila a 80mila euro, del 20% da 80mila a 90mila euro, del 30% da 90mila a 100 mila euro e del 40% per quelli superiori ai 100mila euro annui. La proposta, come scritto sopra, porterebbe un notevole gettito allo Stato e metterebbe la parola fine a questa faccenda che “ha assunto così una misura di equità e di rigore che incide sui trattamenti più alti dei deputati che percepiscono il vitalizio secondo il vecchio sistema». Lo dice la vice presidente della Camera, Marina Sereni, dopo l’ok dell’Ufficio di presidenza alla delibera.

Approvata  praticamente all’unanimità dei componenti dell’ufficio di presidenza, ma all’appello mancavano i 5 Stelle, che hanno lasciato la riunione dopo che la loro proposta, invece, era stata invece bocciata. Quello che sappiamo è che i “grillini” hanno prima abbandonato l’Ufficio di presidenza e si sono poi raccolti prima di entrare con fragore in aula. I commessi sono dovuti intervenire, la seduta è stata sospesa. All’esterno hanno immediatamente inscenato una bagarre, fatto un’irruzione violenta interrompendo i lavori dell’ufficio di presidenza, hanno messo a terra una commessa parlamentare, violato la porta e preso d’assalto la sala della riunione, impendendo e interrompendo la seduta. Anche all’esterno lo scenario non cambia, urla e cartelli con scritto l’hastag #sitengonoilprivilegio.

Fine del resoconto dei fatti accaduti ed inizio con le considerazioni in merito, pervenute da più fonti.

Il presidente dell’Inps Tito Boeri, interviene sulla vicenda affermando che la proposta dei Cinquestelle non fa risparmiare un solo euro perché non va ad incidere sui vitalizi del passato ma solo su quelli in essere causando così un risparmio “molto limitato, visto che si  concentra su quella parte di soggetti che ha già subito delle riduzioni salvando invece coloro che da anni percepiscono vitalizi molto alti”. E sull’accaduto interviene l’On. Alessia Rotta. “Un atto indegno” afferma ” che ai colleghi di ogni partito presente hanno ricordato tristi pagine degli anni 20. I commessi parlamentari in tanti anni di servizio non ricordavano simili cariche anti democratiche e irrispettose nei confronti della democrazia e delle istituzioni”.

In risposta i grillini hanno replicato che lo strumento non era la legge, ma una delibera dell’ufficio di presidenza. “Poco importa – replica Richetti sulla sua pagina Fb – che significa? l’importante è il risultato, ovvero tagliare drasticamente quanto percepito dagli attuali vitalizi. Questo è fondamentale!- e aggiunge- Quando il M5S depositò la sua proposta, feci notare loro che non un solo euro si sarebbe tagliato e quindi risparmiato da quella proposta. Nemmeno un centesimo tolto ai milioni di euro che spendiamo per i vitalizi. A quel punto, il mio gruppo, quello del Pd, assume un’iniziativa: se i grillini vogliono una delibera, accettiamo quello strumento, ma andando a toccare il privilegio di chi il vitalizio lo prende già.”

Insomma, quello che Richetti già tagliava con la sua proposta del ricalcolo per legge, la delibera del Pd lo taglia con un prelievo alla fonte. Possiamo sicuramente dirlo, il più grande taglio ai vitalizi mai fatto prima. La proposta viene approvata, abbiamo saputo, tra urla, spintoni e minacce.

Ed immediatamente parte la “crociata” social, come d’uso ormai nel grillisimo che è forte a livello mediatico, e parte a raffica l’hashtag #sitengonoilprivilegio. Ovvio che incitare la folla, in un momento socio economico così drammatico, è altamente pericoloso. Il popolo non conosce ragioni, sente il proprio disagio e reagisce di conseguenza. Loro lo sanno. Ed usano il ” mal di pancia” per conquistare l’elettorato. In decine così ritwittano, si indignano, gridano alla Casta ( quale? Quella che taglia?) nonostante si assista ad una misura epocale che fa risparmiare tanti milioni ai cittadini.

La domanda di molti sui social, in risposta alle varie dichiarazioni degli esponenti parlamentari, è perchè tutto questo, perchè possono accadere situazioni simili. -Lo spintonare, gettare a terra commessi lavoratori, manifestare all’esterno con urla e strepiti affermando cose non vere, non fa certo bene al Paese- scrivono in molti sulle loro pagine – ma dove siamo arrivati? Ma cosa sono …fascisti?- Qualcuno forse inizia a capire?

“La loro proposta non produceva nulla, noi facciamo sul serio e produciamo nei fatti ciò che loro sbandierano in maniera fumosa. E forse è proprio questo che, oggi, li ha fatti così arrabbiare…….” afferma Richetti, padre della proposta da tempo presentata.

E Alessia Rotta, nella sua pagina social, aggiunge ” Come accade altrove, per altre decisioni, la democrazia a cinque stelle prevede che se le cose non vanno come piace a loro impediscono di parlare e non accettano il verdetto democratico. La democrazia a 5 stelle dopo essersi fermata a Genova si è fermata a Montecitorio.  Il fatto molto grave non sarà privo di conseguenze. Ditelo al presunto futuro presidente del consiglio in pectore stewart del San Paolo Luigi di Maio”

Insomma, auguri Italia nostra!

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