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Vittoria alla portoghese, furie rosse di rabbia, sfortuna Mondiale per l’Italia Sport

Per la prima volta un portoghese campione del mondo; un Nibali grande quanto sfortunato; spagnoli ingenui; i grandi favoriti Cancellara, Sagan e Gilbert deludenti; azzurri bersagliati dalla sorte avversa, ma non privi di qualche errore; pioggia battente e tempo da lupi fino alle ultimissime battute della corsa.  E’ questa la sintesi del campionato del mondo professionisti. E’ salito sul podio più alto il 27enne Faria Da Costa Rui Alberto che nello sprint a due ha regolato lo spagnolo Rodriguez Oliver Joaquin.  Il neo campione del mondo si era presentato con i successi nel Giro della Svizzera ed in due tappe al Tour de France. Ed il prossimo anno correrà per la squadra italiana Lampre diretta da Giuseppe Saronni. Ha corso questo mondiale con grande accortezza nel senso che è rimasto al “coperto” fino agli ultimi chilometri lasciando ad altri la fatica di dare un volto alla corsa. Ed acciuffato Rodriguez in extremis, cioè negli ultimi metri della corsa, lo ha battuto nettamente.
   Dopo l’arrivo sia Da Costa che Rodriguez hanno pianto: il primo ovviamente per una gioia inaspettata; l’altro per la disperazione di essergli sfuggita di mano la maglia iridata quando credeva di averla ormai conquistata.  Deludenti le prove di Cancellara, Sagan e Gilbert i tre grandi favoriti della vigilia. Nelle battute finali quando è scoppiata la bagarre sono rimasti indietro.
   Per Vincenzo Nibali giù il cappello. Prima era stato costretto a cambiare bicicletta, poi all’inizio dell’ultimo giro su una curva scivolava. Una brutta caduta. Sembrava che non fosse in grado di proseguire. Invece ripartiva con un minuto di ritardo rispetto alla testa della corsa nella quale pedalavano i campioni.
   Invece con una stupenda progressione e, naturalmente, con grande dispendio di energie non solo tornava sui primi, ma con lo spagnolo Rodriguez si avvantaggiava sulle ultime rampe della salita di Fiesole. Più avanti – ormai mancavano una decina di chilometri al traguardo – si riportavano sui due un secondo spagnolo cioè Valverde ed, appunto, Da Costa. L’azzurro finiva così nella morsa dei due iberici che lo attaccavano a turno.
   Rodriguez attaccava una volta, due volte e Nibali si riportava sotto con Valverde incollato alla sua ruota. Mentre Da Costa “stava a guardare”. Poi Rodriguez se ne andava in fuga da solo, Nibali non rispondeva e Valverde restava incollato alla ruota dell’azzurro. Gravissimo errore. Non si muoveva nemmeno quando Da Costa, in piena zona arrivo scattava per inseguire da solo Rodriguez che raggiungeva e batteva al traguardo. Per Valderde la modesta soddisfazione di conquistare, davanti a Nibali, la medaglia di bronzo.
   Bisogna dire che gli azzurri sono stati davvero molto, ma molto sfortunati. Intanto quasi tutti sono caduti. Nel finale sono finiti a terra insieme Nibali, Scarponi e Paolini quest’ultimo ferito abbandonava. Ed era una pedrida gravissima per la nostra squadra. Eppoi le forature, quella più dannosa a Pozzato perché arrivata in un momento delicato della corsa.
    Ma forse la squadra italiana ha ecceduto in generosità. Nel senso che non doveva accollarsi il compito di rendere la corsa selettiva. Insomma merito degli azzurri se ad un certo punto si è infiammata e solo loro hanno scandito il passo, hanno condotto in testa al gruppo per tanti, troppi chilometri. Sarebbe stato più giusto chiamare a collaborare a quel compito anche gli avversari che invece furbescamente sono rimasti sempre nell’ombra dei nostri corridori. Ed anche l’assalto di Visconti nel finale forse sarebbe stato meglio gestirlo con maggiore accortezza.
  Certo ci fosse stato un premio per la squadra più combattiva, più generosa, più sfortunata lo avrebbe vinto alla grande l’Italia. Quindi un applauso ai nostri azzurri che si sono battuti, tra l’altro sotto la pioggia battente dalla partenza a quasi l’arrivo, con grande slancio. Un applauso, dunque, a Nocentini, Santoromita, Vanotti ed in parte Ulissi caduto pure lui, che si sono logorati per condurre, secondo gli ordini ricevuti, in testa per almeno mezza corsa; ma anche a Visconti, Scarponi e Pozzato che si sono battuti con grande sacrificio e un doveroso inchino a Nibali, immenso nel suo gareggiere, leader attuale del nostro ciclismo.
  A mondiali conclusi si tirano le somme. Il bilancio del nostro ciclismo è disastroso. Niente titoli ed erano 12 quelli in palio; niente secondi posti. Solo un terzo piazzamento e medaglia di bronzo per Rossella Ratto nella prova su strada delle donne èlite.
Franco Calamai

ORDINE D’ARRIVO
1°) Faria Da Coste Rui Alberto (Portogallo) km. 272, in 7h25’44”; 2°) Rodriguez Oliver Joaquin (Spagna)s.t.; 3°) Valverde Alejandro (Spagna) a 15”, 4°) Nibali Vincenzo (Italia) s.t.; 5°) Grivko Andry (Ucraina) a 31”; 6°) Sagan Peter (Slovacchia); 7°) Clarke Simone (Australia); 8°) Iglinskiy Maxim (Kazakhstan); 9°) Gilbert Philippe (Belgio); 10°) Cancellara Fabian (Svizzera); 16°) Scarponi Michele (Italia) a 34”; 17° Pozzato Filippo (Italia) a 1’05”; 51°) Visconti Giovanni (Italia) a 9’15”. Gli altri azzurri si sono ritirati.

TITOLI

Questi i vincitori dei dodici titoli nei campionati del mondo disputati in Toscana. Al vertice l’Olanda unica nazione ad avere conquistato tre titoli. E’ seguita dal Belgio con due maglie iridate. Gli altri titoli sette stati diversi.
Così la spartizione dei titoli mondiali.
Cronosquadre femminile : Specialized Lulul.(Stati Uniti)
Cronosquadre maschile : Omega Pharma (Belgio)
Crono femminile junior : Eraud Severine (Francia)
Crono maschile under 23 Howson Damien (Australia)
Crono uomini junior : Decraene Igor (Belgio)
Crono donne èlite : Van Dijk Ellen (Olanda)
Crono uomini èlite : Martin Tony (Germania)
Strada donne junior : Dideriksen Amelie (Danimarca)
Strada uomini under 23 : Mohoric Matej (Slovacchia)
Strada uomini junior : Van Der Poel Matheu (Olanda)
Strada donne èlite : Vos Marianne (Olanda)
Strada uomini èlite : Faria Da Costa Rui (Portogallo)
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Foto: raisport.rai.i

 

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